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Ristorante “Vitello D’oro” a Udine, dove la famiglia Sabinot delizia i palati

Quando giro per città che non conosco, cerco di andare a scoprire quei ristoranti storici a conduzione famigliare che diventano capisaldi di un territorio.

È per questo che a settembre, mentre camminavo tra le vie del centro di Udine, ho deciso di provare il ristorante “Vitello d’Oro”, della famiglia Sabinot.

Vi anticipo che, avendo un evento la sera, ho provato solamente poche portate ma che, proprio essendomi trovata bene, sono poi tornata proprio ieri sera per scoprire più interamente la loro cucina… ma andiamo per ordine.

Nella prima occasione ho potuto pranzare in esterna godendo della quiete della città. Ieri, invece, ho cenato all’interno dove ho potuto apprezzare l’eleganza delle sale, la modernità fusa alla delicatezza e i toni di colori tra il delicato e l’accattivante il tutto, nel mio caso, potendo anche sbirciare la cucina.

A gestire la sala c’è Gianluca con le sue collaboratrici mentre, in cucina, regna il fratello Massimiliano con la sua brigata. La cucina proposta è prevalentemente di pesce ma, proponendo anche ottimi piatti di carne e vegetariani. 

Il servizio è attento, preciso, professionale, competente ma anche solare, dinamico e conviviale. Ci si sente accolti e ascoltati nelle esigenze e nelle preferenze. 

In entrambe le occasioni ho chiesto degli abbinamenti con vini del territorio dove, grazie alle proposte al calice, ho potuto scoprire varie realtà vinicole della zona e godere pienamente dei piatti degustati grazie ad un wine pairing preciso e ben accostato.

Il menù è composto da piatti iconici e intramontabili, da proposte che variano di stagione in stagione e da un menù degustazione dedicato.

La cucina dello chef Massimiliano ha una grande caratteristica che amo e che spesso, purtroppo, non ritrovo in tanti ristoranti: le consistenze.

In ogni piatto che ho potuto assaggiare ho sempre trovato la parte croccante o “consistente”, la parte morbida e quella liquida. Bilanciamenti non comuni e che denotano studio, attenzione e passione.

Altra peculiarità è, fusa a degli impiattamenti eleganti e raffinati, dettata dal colore. Nei piatti di Sabinot ho trovato carattere, oltre che nel palato, alla vista. Colori espressivi, che invogliavano e che davano ai piatti l’idea di esser opere d’arte.

Insomma, se vi trovate a Udine (o limitrofi), il ristorante “Vitello D’Oro” è sicuramente una tappa da non farsi sfuggire.

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Cucina+Vino+Prodotti+Cultura = Turismo

questa l’equazione alla base del progetto di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori,  da 25 anni portabandiera del Friuli Venezia Giulia e delle sue eccellenze enogastronomiche. In occasione della celebrazione dell’anniversario, annunciato il via nel 2026 del Corso di formazione superiore per la ristorazione all’ ITS Academy Udine

Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori è un affiatatissimo gruppo composto da 25 ristoratori che – dal mare Adriatico alle Alpi – sono portabandiera delle molteplici anime della cucina regionale, pensata e rielaborata da ciascuno secondo il proprio personalissimo percorso di ricerca; 24 tra vignaioli e distillatori e 16 artigiani del gusto a cui si affiancano 8 partner tecnici. 

Da 25 anni raccontano insieme la storia della loro terra attraverso la cucina, i suoi vini, i suoi prodotti, formando un’unione che dura nel tempo e si proietta verso il futuro. Il 15 settembre hanno festeggiato questo importante traguardo con una Celebrazione ospitata nelle sale della Fondazione Friuli di Udine, nel corso della quale hanno presentato un video e un magazine che raccontanoin maniera agile e attraente la loro storia. “L’augurio che ci facciamo celebrando i nostri 25 anni – ha detto il presidente del Consorzio Walter Filiputti – non è tanto di realizzare i nostri sogni, quanto di continuare a sognare.” 

Numeri da record

Antesignani dell’equazione Cucina+Vino+Prodotti+Cultura = Turismo (che allora non era assolutamente scontata) e del format delle Cene spettacolo in location di particolare suggestione di cui sono attori tutti gli associati, in questi 25 anni hanno inanellatonumeri da record: circa un milione di assaggi serviti all’insegna dell’eccellenza e della valorizzazione del territorio, 185 eventi in 83 località di tutto il mondo (111 in Friuli, 22 in Italia, 47 all’estero) in cui sono state promosse la cultura e l’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia, oltre 2.000 ricette create per deliziare il pubblico con piatti unici che hanno raccontato in modo inedito la storia culinaria regionale, più di 35.000 bottiglie stappate durante gli eventi, 1.383 le volte in cui vignaioli, artigiani del gusto e partner sono apparsi nei menù rendendo ogni esperienza irripetibile.


Bocconi: “mettersi insieme in nome del territorio”

Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori è stato anche oggetto di un Caso di studio della SDA Bocconi, che ha individuato fra le chiavi del suo successo il fatto che, fin dall’inizio, ha lavorato con lo sguardo rivolto al territorio di appartenenza, impegnandosi per promuoverlo ed innalzare sempre di più il livello della sua offerta enogastronomica, puntando su un effetto traino. Il risultato più importante che è stato raggiunto? Secondo lo studio “è probabilmente il cambiamento più profondo e difficile, che riguarda la mentalità, lo spirito dei partecipanti al Consorzio e la capacità di mettersi insieme.” 

I primi 25 anni 

Tutto è nato il 12 settembre 2000, una data che avrebbe segnato una svolta per la ristorazione del Friuli Venezia Giulia. Aldo Morassutti della trattoria Da Toni a Gradiscutta, riunì al ristorante Là di Moret una decina di colleghi, mossi da una visione comune: promuovere e valorizzare la gastronomia locale. Invitò Walter Filiputti, esperto di enogastronomia e marketing, a presentare un programma. Quel giorno non solo nacque l’idea del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, ma venne posta la prima pietra di un progetto che avrebbe contribuito a collocare la ristorazione di qualità nel sistema di promozione del turismo. Le esigenze che spinsero alla creazione del Consorzio erano semplici, ma fondamentali: la necessità di dare una voce forte e unitaria alla ristorazione regionale creando una piattaforma per lanciare le eccellenze locali e di fare squadra. L’intuizione guardava oltre, al bene del territorio, con la consapevolezza fosse il vero tesoro comune da difendere e valorizzare. La Carta di fondazione del Consorzio, sottoscritta da 20 ristoranti, sanciva l’impegno a superare le individualità e lavorare, allo stesso tempo, per il bene collettivo. La componente territoriale fu il motore del successo del progetto, trasformando il panorama enogastronomico in un pilastro strategico per il turismo regionale, e aprendo le porte alla collaborazione con le Istituzioni locali, come la Camera di Commercio di Udine e di Pordenone-Udine, Promoturismo e i Comuni. L’aspetto culturale faceva parte dei programmi. Nel 2003, il Consorzio edita il suo primo libro, “Friuli Via dei Sapori” tradotto in 6 lingue. Nel 2011 ecco “I Solisti del Gusto” attraverso una narrazione che intreccia sapori e cultura dell’intera regione (in 3 lingue). A queste pubblicazioni si sono aggiunte 9 “Monografie golose” (tiratura di 20.000 copie) che sono state omaggiate ai clienti dei ristoranti, contribuendo a una diffusione capillare della conoscenza del territorio.  

Il futuro: la formazione 

Fvg Via dei Sapori ha sempre creduto nell’importanza di preparare nuove generazioni di ristoratori, pronti a raccogliere il testimone e portare avanti il lavoro svolto fino ad oggi, e nell’impegno per scongiurare la perdita di fascino di questo mestiere che potrebbe minare alla base la sua crescita. La formazione – che ha rappresentato per il Consorzio un punto fermo, con esperienze e percorsi formativi in Italia e all’estero – è fra gli impegni prioritari dell’immediato futuro. 

“Agli inizi del 2025 chiedemmo un incontro con l’Istituto Tecnologico Superiore (ITS) Academy Udine (Presidente Paola Perabò e direttrice Ester Iannis) per offrire la nostra collaborazione, che venne accettata – ha detto Walter Filiputti – Ed ora siamo felici di annunciare che il Corso di formazione superiore per la ristorazione partirà con l’anno 2026/2027. Non potevamo immaginare compleanno migliore. È proprio vero che i sogni non svaniscono finché le persone non li abbandonano.”

La Celebrazione dei 25 anni

La Celebrazione dei 25 anni, ospitata nelle sale della Fondazione Friuli di Udine, è stata l’occasione per tracciare il bilancio del percorso fatto finora (che è stato raccontato in un video ed è stato raccolto in un magazine che racconta in maniera agile e attraente la loro storia), ma soprattutto per gettare un ponte verso il futuro perché, come ha detto Walter Filiputti dando il benvenuto al foltopubblico “il nostro impegno è stato, e sarà sempre, quello di dare alla tradizione un futuro, facendolo evolvere ma mantenendo ben salde le radici.”

“In questi 25 anni il Consorzio Via dei Sapori ha accompagnato, e spesso guidato, un’evoluzione della ristorazione – ha detto il Presidente della Fondazione Friuli Bruno Malattia – Ha insegnato a imprenditori per natura individualisti che superare la rivalità e collaborare porta benefici a tutti: da soli si va più veloci, ma insieme più lontano. Il Consorzio ha inoltre fatto capire che un’offerta vincente unisce cucina, vini e prodotti del territorio in un mix capace di creare interesse turistico a vantaggio di molte attività della regione. Thomas Stearns Eliot, in un suo famoso saggio, osservava che un segno della decadenza culturale in Gran Bretagna era l’indifferenza nell’arte di preparare i cibi, ricordando come la cultura sia ciò che rende la vita degna di essere vissuta. In questa prospettiva, il Consorzio ha favorito anche un’evoluzione culturale attraverso la formazione a tutti i livelli – in cucina, in sala e in ogni mansione – valorizzando le esperienze più innovative e creando una continua contaminazione di idee. I risultati ottenuti non sono quindi solo imprenditoriali – già motivo di merito – ma anche culturali, rappresentando un esempio che dovrebbe ispirare riflessioni anche in altri settori di quella che tradizionalmente viene ritenuta cultura.”

“In 25 anni di attività, Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si è affermato come straordinario biglietto da visita della regione, esempio unico di lavoro di squadra nel settore della ristorazione e dell’ospitalità – ha aggiunto il Presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo – Chef, vignaioli, artigiani e produttori hanno unito le forze per raccontare, attraverso piatti iconici e sapori autentici, un Fvg capace di coniugare tradizione e apertura internazionale, promuovendo un turismo lento e consapevole. Oggi più che mai, questa storia ci ricorda l’importanza dell’alta formazione professionale per i nostri giovani: nella ristorazione, nell’accoglienza, nell’ospitalità, servono mani e menti preparate, capaci di conoscere le radici della nostra cucina per innovare con rispetto e creatività. Su questa formazione la Camera di Commercio porta avanti da tempo il suo impegno e ha nel Consorzio un esempio e un punto di riferimento di altissima qualificazione. Via dei Sapori non è solo esperienza enogastronomica, ma dimostrazione di come cultura, impresa e territorio possano intrecciarsi per costruire un futuro attrattivo. Lo abbiamo sempre saputo, costruendo innumerevoli percorsi di promozione del Fvg in Italia e all’estero, portando con noi Via dei Sapori in accompagnamento ai rappresentanti delle imprese di tutta l’economia. Auguro il miglior 25esimo compleanno a questo Consorzio unico, portabandiera di tutta l’economia, con cui è sempre e sarà sempre un piacere collaborare!”

“Quella di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori è una storia di visione imprenditoriale – ha concluso l’Assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini – Oggi l’enogastronomia è uno dei principali canali di promozione della nostra Regione a livello nazionale e il primo fattore di interesse per i turisti stranieri e tutto questo lo dobbiamo anche e soprattutto alla felice intuizione di Walter Filiputti e di quei ristoratori lungimiranti che 25 anni fa diedero inizio alla storia del Consorzio. Il segreto della Via dei Sapori risiede nella capacità di fare sistema: una squadra di campioni al servizio di un progetto collettivo. Questo saper fare squadra ha generato nel tempo preziosi frutti, collocando di fatto la ristorazione di qualità al vertice del sistema di promozione del turismo regionale. Ecco perché oggi, in occasione di questa importante ricorrenza, desidero rivolgere a nome dell’amministrazione regionale un sentito ringraziamento al Consorzio, al suo direttivo e a tutti i ristoratori e gli operatori del settore che sono impegnati nella valorizzazione del nostro territorio.”

E che la ristorazione di qualità sia un importante driver per la promozione dei territori e del turismo lo ha ribadito nel suo interessante intervento la prof. Magda Antonioli dell’Università Bocconi, Presidente dell’Osservatorio Nazionale del Turismo, che ha fatto un’analisi di marketing a livello aziendale e territoriale allo stesso tempo, per condividere valori e cultura di un patrimonio di eccellenza da proteggere e valorizzare. “Leggere le sfide di oggi per capire il domani”: su questo leitmotiv, il suo intervento si è concentrato sulle tematiche inerenti i nuovi trend della ristorazione e le tendenze del comparto dell’enogastronomia. Ne ha evidenziato i cambiamenti in atto, i valori di un turista, sempre più ibridi (quali lifestyle, identità, contaminazione, aspetti sociali e ambientali, salutistici, etc.). “La lettura con al centro il territorio, le sue tipicità e tradizioni, la qualità e la maestria degli attori a partire da chef e vignaioli – ha ribadito – conduce alla conclusione che l’approccio vincente è quello di filiera, dove essenziali risultano anche i valori sociali, le competenze e la risorsa umana, vero collante per fare rete.” 

E proprio guardando al futuro, la celebrazione si è conclusa con l’annuncio da parte di Walter Filiputti e della Presidente dell’ITSPaola Perabò dell’avvio del Corso di formazione superiore per la ristorazione nell’anno accademico 2026/2027.

Prima del loro intervento, è stata annunciata anche una colta e raffinata iniziativa da parte di Angelo Floramo e della direttrice della Guarneriana Sabina Francescatto: i 25 chef di FVG Via dei Sapori saranno chiamati a far rivivere in chiave moderna il gusto e il sapore delle ricette tramandate dal manoscritto guarneriano “Liber Dietarum Universalium” di Isaac Iudaeus (sec. XII), mixando insieme innovazione e sapienza antica.

Le 73 imprese

I ristoranti: AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Ai Tre Merli di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, Alla Luna di Gorizia, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Casa Valcellina di Montereale Valcellina, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Alvise di Sutrio, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta di Varmo, Enoteca di Buttrio,  La Torre di Spilimbergo, Le Fucine di Buttrio, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mandi Parentesi Friulana di Lignano Sabbiadoro,  Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Vitello d’Oro di Udine.

Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto, oltre che ai partner tecnici: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.

I vignaioli e i distillatori eccellenti: Albino Armani, Castello di Spessa, Conte D’Attimis Maniago, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, La Viarte, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga Russiz Superiore, Nero Magis, Pascolo, Petrussa, Picech, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori.

Gli artigiani del gusto: Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio; Consorzio produttori Olio Extravergine di Oliva del FVG; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; La Blave di Mortean; La Compagnia del Prosciutto srl; Pasta Natalino; le creazioni di Raviolo Factory di Villa Santina; Fonte Corte Paradiso (San Benedetto); il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani e i dolci di Rizzo Caffè Bistrot di Tarcento; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; i gelati della Gelateria Nonno Carletto di Udine;  il caffè di Oro Caffè di Udine; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns. 

I partner tecnici: Autonord Fioretto; Banca 360°; Globus noleggio attrezzature per catering di Pavia di Udine; GP Eventi di Buia; Logica; Lis Lavanderie di San Vito al Tagliamento; Monaco Ristorazione con le sue stoviglie monouso bio&compostabile di Udine; le stampe di qualità di Publicad di Udine.

In collaborazione con: Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Promo Turismo FVG. 

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A Selva di Val Gardena firma gourmet!

Gli Chef Marc Bernardi e Sofia Parduzzi, coppia nella vita e nel lavoro, firmano la cucina dell’Hotel Granbaita Dolomites  e del Granbaita Gourmet,  il ristorante fine dining aperto anche a chi non alloggia in albergo.

Marc Bernardi e Sofia Parduzzi, coppia nella vita e nel lavoro, firmano da questa estate la cucina dell’HotelGranbaita Dolomites di Selva di Val Gardena, raffinato 5 Stelle della famiglia Puntscher – Perathoner che da oltre 60 anni si dedica al genuino piacere dell’ospitalità, con una particolare attenzione e cura alla tavola, oggi più che mai fiore all’occhiello dell’albergo. Giovani (classe 1991 lui e classe 1998 lei), dinamici, con importanti esperienze in Italia e all’estero, sono tornati in Italia per questo nuovo e stimolante progetto, che li porta ad essere l’anima e la mente sia del ristorante dell’hotel che del Granbaita Gourmet, il ristorante fine dining aperto anche a chi non alloggia in albergo. Con il loro arrivo, la scena gastronomica della valle si arricchisce di una proposta personale e contemporanea, contribuendo a consolidare la fama della Val Gardena come meta alpina d’eccellenza per i gourmet.

Marc e Sofia, il talento che unisce Dolomiti e Pianura Padana, fra radici montane e memorie familiari

Ci sono cuochi che sanno raccontare storie con le parole, e altri che preferiscono farlo con i piatti. Marc Bernardiappartiene a questa seconda categoria: gardenese doc (è nato infatti a Selva di Val Gardena), cresciuto tra la Val Gardena e Mantova, porta in cucina l’essenza di due mondi gastronomici distanti e complementari. Da un lato le Dolomiti, con i loro sapori intensi, i formaggi, la selvaggina e le erbe di montagna; dall’altro la Pianura Padana, con il riso, i tortelli e una tradizione agricola che parla di abbondanza e convivialità.

Il primo seme della sua passione lo ha piantato la nonna Elsa, custode della cucina altoatesina, che gli ha trasmesso ricette e gesti antichi. Poi, a Mantova, il giovane Marc ha scoperto la varietà della tradizione padana e l’arte di lavorare in brigata. Ma il richiamo delle origini è stato più forte: tornato in Val Gardena, ha riscoperto le radici montane e il valore della memoria familiare.

La svolta è arrivata a Bolzano, dove Marc ha potuto formarsi accanto a importanti chef stellati da cui ha appreso il rispetto per la stagionalità, la precisione tecnica e la necessità di trovare una voce personale. Qui ha incontrato Sofia Parduzzi, sua compagna di vita e di lavoro, vera Rasdora mantovana, maestra nella pasta fresca fatta a mano. Se Marc è l’estro creativo, Sofia è la concretezza: insieme formano una coppia gastronomica inscindibile, mano destra e sinistra di uno stesso pensiero culinario. 

Circolarità delle materie prime e piatti di qualità altissima, frutto di scelte consapevoli

Lo stile di Marc si fonda su una filosofia semplice: partire dal prodotto, esaltarne l’identità senza mascherarla, raccontare in ogni piatto una storia che unisca stagioni e territori. Le verdure sono la nota fresca, i colori del paesaggio agricolo; le proteine, poi, diventano il fulcro narrativo, con cotture lente e tecniche raffinate. Non a caso la sua passione è il pesce di lago, ponte ideale tra Alto Adige e Garda. L’anguilla, in particolare, è diventata la sua firma: una lavorazione in cinque fasi ne sublima la carne grassa trasformandola in esperienza gastronomica. Altro piatto-simbolo è il risotto, preparato solo con riso mantovano ma arricchito da ingredienti altoatesini: nel suo piatto i due mondi che lo hanno formato si fondono in armonia. Non mancano suggestioni asiatiche, frutto della curiosità e della voglia di sperimentare che lo caratterizzano. 

La cucina di Marc e Sofia al Granbaita Dolomites è identitaria e personale, rifiuta etichette rigide – non solo mediterranea, né esclusivamente altoatesina – ma si nutre di contaminazioni e di un’idea precisa: circolarità delle materie prime, meno piatti in carta ma di una qualità altissima, frutto di scelte consapevoli. Il 90% delle verdure proviene da contadini dell’Alto Adige in un rapporto diretto con chi coltiva e raccoglie, la pasta all’uovo viene fatta in casa, le carni sono cucinate con il forno Josper a carbone, che dona cotture autentiche e sapori antichi. Una scelta etica e tecnica al tempo stesso, che richiede flessibilità: il menu cambia seguendo disponibilità e stagioni, non viceversa. Il risultato è una cucina sincera, essenziale e allo stesso tempo innovativa: un equilibrio perfetto tra la solidità delle radici locali e la curiosità di chi non smette mai di guardare oltre i confini.

Nel ristorante dell’hotel sorprendenti Menu à la carte che uniscono stagioni e territori

L’esperienza internazionale in paesi francofoni, che ha lasciato un’impronta elegante e raffinata nelle loro preparazioni, unita alla profonda conoscenza del territorio, si riflette sulla tavola dei due ristoranti del Granbaita Dolomites che oggi guidano: il ristorante dell’hotel e quello del Granbaita Gourmet. 

Nel ristorante dell’hotel l’offerta gastronomica si declina in due percorsi distinti, che cambiano ogni giorno: il menu Montagna e Tradizione, che celebra le radici alpine con piatti della memoria, e il menu Degustazione Granbaita, dove tecnica e creatività si fondono in ricette più contemporanee, aperte al dialogo con le cucine del mondo. Oppure si può scegliere fra le molte proposte del Menu à la carte. Su richiesta, vengono preparati anche i Menu vegetariano e vegano.   

Al Ristorante Granbaita Gourmet uno stimolante viaggio nei sapori, tra intuizione e memoria

Uno stimolante viaggio nei sapori tra intuizione e memoria, con piatti ad alta creatività che – seguendo la natura – svelano l’essenza della cucina di Marc e Sofia, è quello che si gusta nel raffinato Granbaita Gourmet, il ristorante fine dining dell’hotel, aperto anche agli ospiti esterni. Atmosfera ovattata, mise en place ricercata, servizio ineccepibile, ha soli 7 tavoli per offrire la possibilità di fare un’esperienza culinaria straordinaria nel massimo del comfort. La scelta è fra Lasciati condurre, fidati di noi, 7 piatti d’identità a sorpresa, pensati e composti come una sinfonia dai due Chef e Menu leggero in 5 portate. Oppure si può spaziare fra le proposte del Menu à la carte. E così, fra le suggestioni, ecco l’Ortolana dei nostri contadini: melanzana, insalata, asparago, fiore di zucca, porro, ravanelli, rape, radici di cerfoglio; i Ravioli ripieni di coniglio in salmì, “giardiniera” di funghi, pancetta di coniglio, friggitelli arrosto, “insalata” di erbette; la Costola di manzo cotta al forno Josper, torta allo scalogno, sedano rapa, acetosella, jus emulsionato al tuorlo d’uovo affumicato, lo Spiedo di fiume e lago alla brace, carciofo viola laccato, finocchio fondente, beurre blanc all’alloro. In abbinamento, i pregiati vini della cantina dell’hotel, ricca di una collezione di oltre 500 etichette fra altoatesine, trentine e di blasonate aziende italiane e internazionali, custodite fra l’antica cantina di pietra e la moderna di vetro a vista. 

Ogni piatto racconta una storia

La sua visione, unita a determinazione e creatività, lo ha portato fin dall’inizio (quando è stato finalista al concorso Italian Emerging Chef) a risultati importanti. Ma tutto ciò non è che l’inizio, perché il suo impegno quotidiano è lavorare per trasformare le sue radici in un linguaggio universale. In fondo, la sua cucina è un viaggio: parte dalle Dolomiti e dalla Pianura Padana, abbraccia l’Europa e guarda all’Asia, ma trova sempre la sua bussola nella qualità degli ingredienti e nel desiderio di emozionare. «Ogni piatto deve raccontare una storia» ama ripetere. E le storie di Marc, servite a tavola, parlano di tradizione e innovazione, di amore per la natura e di rispetto per il tempo.

Informazioni: Hotel Granbaita Dolomites

Str. Nives 11, Selva di Val Gardena (BZ)

Tel. +39 0471 795210 – www.hotelgranbaita.com – info@hotelgranbaita.com

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Dal 13 al 21 settembre al Salone del Camper di Parma

Cucinare in camper: ricette on the road dagli chef dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo. Show Cooking e Buon Ricordo Vip Experiencecon degustazioni delle specialità di alcuni ristoranti e omaggio del Piatto del Buon Ricordo

Si possono preparare in camper piatti gustosi, salutari e ben presentati, senza rinunciare al piacere della buona tavola nonostante gli spazi ridotti e l’attrezzatura essenziale? La risposta è sì e lo spiegheranno al Salone del Camper di Parma (www.salonedelcamper.it) gli chef dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo. Dal 13 al 21 settembre saranno loro i protagonisti degli Show Cooking di “Cucinare in Camper” (il fortunato format ideato da vari anni dal Salone del Camper con URBR), che si terranno nello spazio esterno Buon Ricordo, tra i padiglioni 3 e 5. Coordinati da Luciano Spigaroli del Cavallino Bianco, segretario generale dell’associazione, mostreranno al pubblico come preparare velocemente ottimi piatti, utilizzando innanzitutto prodotti locali facilmente reperibili durante il viaggio.  Fra le novità di quest’anno, l’opportunità di assaggiare piatti del Buon Ricordo di vari ristoranti, dal nord al sud, rappresentativi della cucina regionale del Belpaese. Ogni giorno sono previsti tre appuntamenti dedicati alla presentazione della tradizione gastronomica italiana. 

Gratuiti, ma su prenotazione saranno: 

alle ore 11.30 – Viaggio nei sapori d’Italia: show cooking con degustazione gratuita guidata dagli Chef dell’Unione Ristoranti Buon Ricordo, con l’utilizzo di prodotti sempre diversi provenienti da ogni angolo dello Stivale

alle ore 15.00 – Merenda con il Buon Ricordo: si cucinerà, si racconterà, si mangerà, piacevolmente come con un gruppo d’amici! Una merenda semplice ma deliziosa, dolce o salata, con sapori autentici da tutta l’Italia. Un’esperienza da vivere e da gustare, arricchita dal racconto di prodotti, di tradizioni e di luoghi di eccellenza, con brochure da portare via per poter programmare un futuro viaggio fra panorami, gusti, tesori d’arte e storia d’Italia. 

Esperienza gastronomica esclusiva

Grande novità di quest’anno sarà la Buon Ricordo Vip Experience, ogni giorno alle 13.00, che darà l’opportunità di partecipare ad un’esperienza gastronomica esclusiva, dato che ognuno dei ristoranti presenti preparerà, di volta in volta, la sua specialità del Buon Ricordo, rappresentazione rigorosa ed esemplare della cucina della sua terra, che sarà accompagnata da vini e golosità regionali. Al termine, ai partecipanti sarà regalato l’iconico piatto Buon Ricordo dipinto a mano – in ben 10 passaggi – dagli artigiani delle Ceramiche Solimene di Vietri sul Mare, su cui è effigiata la specialità, perché portino appunto con sé il “buon ricordo” di una piacevole esperienza culinaria. L’experience sarà riservata ad un massimo di 25 persone al giorno. Il costo sarà di 30 €, la prenotazione obbligatoria sul sito di Salone del Camper o sul sito Buon Ricordo.

Questo il calendario:

Sabato 13 settembre 

  • Osteria di Fornio – Fidenza (PR) Specialità: Mezze maniche di Fornio dal 1928

Domenica 14 settembre 

  • Osteria La Tecchia – Pietrasanta (LU) – Specialità: Spaghettino “Cavalieri” con arselle viareggine 

Lunedì 15 settembre 

  • Hotel Sassella Ristorante Jim – Grosio (SO) – Specialità: Dadolata di filetto con crema di Bitto Dop e bacetti di segale 

Martedì 16 settembre

  • Ristorante La Forchetta – Parma – Specialità: Risotto al radicchio rosso, salsa di Parmigiano, gel di ribes e Prosciutto di Parma
  • Osteria In Scandiano – Scandiano (RE) – Specialità: Faraona 4.0 all’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia, lamponi e cipolline borettane

Mercoledì 17 settembre 

  • Ristorante Salice Blu – Bellagio (CO) – Specialità: Risotto ai fiori di zucchina e tartufo di Bellagio 
  • Osteria La Lanterna – Cressogno (CO) – Specialità: Insalatona piccolo mondo antico 
  • Trattoria Masuelli – Milano – Specialità: Solare: Milanesine con risotto allo zafferano 

Giovedì 18 settembre 

  • La Locanda dei Beccaria – Montù Beccaria (PV) – Specialità: Le stagioni del risotto 

Venerdì 19 settembre 

Ristorante Pascalò – Vietri sul Mare (SA) – Specialità: Spaghetti, cacio, limone e San Marzano 

Sabato 20 settembre 

  • Trattoria Taiocchi – Curno (BG) – Specialità: I casoncelli di nonna Alda 

Domenica 21 settembre 

  • Ristorante Al Cavallino Bianco – Polesine Parmense (PR) – Specialità: Tagliolini al burro delle vacche rosse e culatello 

All’interno dello spazio di Cucinare in Camper saranno presenti anche i partner che da anni affiancano e sostengono il Buon Ricordo nel suo percorso di valorizzazione delle eccellenze del Made in Italy e della cucina tradizionale italiana: Bellomo, Confagricoltura, Consorzio Franciacorta, Consorzio Parmigiano Reggiano, Coppini Arte Olearia, DiBALDO, Filette Prime Water, Goeldlin Collection, Igor Gorgonzola, Illy Caffè, Le Bontà di Ferruccio, Molino Dallagiovanna, Raggio di Sole, Riso Margherita, Zanussi Professional.

Informazioni: 

Unione Ristoranti del Buon Ricordo – Tel. 0521 706514 – www.buonricordo.it – info@buonricordo.com

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Sulla spiaggia di Grado… Cena Spettacolo on the beach dei Solisti del Gusto 

Grado “On The Beach”, sulla spiaggia al tramonto, a piedi nudi nella sabbia o in sandali, per godersi la più sofisticata Cucina d’estate. L’appuntamento è il 29 luglio, quando andrà in scena l’attesissimo e ormai tradizionale evento di gusto, stile e mondanità del calendario estivo di Grado, la Cena Spettacolo di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, il conosciuto gruppo delle 25 star della ristorazione che mettono in scena in luoghi di grande suggestione quanto di più raffinato propone in tavola il Friuli Venezia Giulia. Il loro terzo Dinner Show 2025 si terrà sulla spiaggia principale della GIT, in riva al mare, in un’atmosfera glam ed elegantemente informale. 

Sarà una Cena spettacolo in 23 tappe in omaggio alla cucina dell’estate, con i suoi sapori e i suoi profumi, liberamente interpretata dagli chef dei ristoranti del gruppo, che cucineranno in diretta davanti al pubblico piatti di alta creatività creati appositamente per la serata. Accanto a loro, a proporre l’abbinamento cibo-vino perfetto, i vignaioli delle più prestigiose aziende vinicole friulane. Ad esibirsi saranno gli chef di Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, Alla Luna di Gorizia, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova,  Costantini di Collalto di Tarcento, Da Alvise di Sutrio, Da Nando di Mortegliano, Enoteca di Buttrio, La Torre di Spilimbergo, Le Fucine Gourmet di Buttrio, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mandi Parentesi Friulana di Lignano Sabbiadoro, San Michele di Fagagna, Tre Merli di Trieste, Vitello d’Oro di Udine. Con loro, gli chef del Motus Contemporary Bistrot di Grado, Raviolo Factory di Villa Santina e Ristorante Prosciutterie IE dal 1988 di San Daniele.

L’ouverture – così come la chiusura con i dolci, i gelati, il caffè e i distillati – sarà affidata agli artigiani del gusto, produttori agroalimentari di livello assoluto, da 25 anni uniti a ristoratori e vignaioli attorno ad uno stesso progetto: la valorizzazione del cibo, dei prodotti e del territorio del Friuli Venezia Giulia. 

I dettagli del menu sono consultabili sul sito www.friuliviadeisapori.it. 

  • La Cena spettacolo inizierà alle 19.30. Il prezzo è di 90 €.
  • I biglietti si possono acquistare nei ristoranti del gruppo e presso la segreteria del consorzio (info@friuliviadeisapori.it, tel. 0432 530052 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12).  
  • In caso di maltempo la cena si terrà il 30 luglio.

Parcheggi: via Vespucci e viale del Sole.

Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori è un affiatatissimo gruppo composto da 72 aziende top-quality: 25 ristoratori che – dal mare Adriatico alle Alpi – sono portabandiera delle molteplici anime della cucina regionale, pensata e rielaborata da ciascuno secondo il proprio personalissimo percorso di ricerca; 24 tra vignaioli e distillatori e 16 artigiani del gusto a cui si affiancano 7 partner tecnici.

Oltre un milione di assaggi serviti all’insegna dell’eccellenza e della valorizzazione del territorio, 185 eventi in 83 località di tutto il mondo in cui sono state promosse la cultura e l’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia, oltre 2.000 ricette create per deliziare il pubblico con piatti unici che hanno raccontato in modo inedito la storia culinaria regionale, più di 35.000 bottiglie stappate, 1.383 le volte in cui vignaioli, artigiani del gusto e partner sono apparsi nei menù rendendo ogni esperienza irripetibile: questa, sintetizzata in numeri, la fotografia del consorzio portabandiera dell’eccellenza regionale in campo enogastronomico. 

Per informazioni: Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori  

www.friuliviadeisapori.it – info@friuliviadeisapori.it 

I ristoranti: AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, Alla Luna di Gorizia, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Casa Valcellina di Montereale Valcellina, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Alvise di Sutrio, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta di Varmo, Enoteca di Buttrio, La Torre di Spilimbergo, Le Fucine Gourmet di Buttrio, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mandi Parentesi Friulana di Lignano Sabbiadoro, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Tre Merli di Trieste, Vitello d’Oro di Udine.

Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto, oltre che ai partner tecnici: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.

I vignaioli e i distillatori eccellenti: Albino Armani, Castello di Spessa, Conte D’Attimis Maniago, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, La Viarte, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga Russiz Superiore, Nero Magis, Pascolo, Petrussa, Picech, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori.

Gli artigiani del gusto: Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio; Consorzio produttori Olio Extravergine di Oliva del FVG; le confetture e i salumi dell’Azienda Agricola Sara Devetak; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; La Blave di Mortean; La Compagnia del Prosciutto; Pasta Natalino; le creazioni di Raviolo Factory di Villa Santina; Fonte Corte Paradiso (San Benedetto); il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani e i dolci di Rizzo Caffè Bistrot di Tarcento; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; i gelati della Gelateria Nonno Carletto di Udine; il caffè di Oro Caffè di Udine; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns. 

I partner tecnici: Autonord Fioretto; Banca 360°; Globus noleggio attrezzature per catering di Pavia di Udine; GP Eventi di Buia; Lis Lavanderie di San Vito al Tagliamento; Monaco Ristorazione con le sue stoviglie monouso bio&compostabile di Udine; le stampe di qualità di Publicad di Udine.

In collaborazione con: Camera di Commercio di Pordenone-Udine, PromoTurismoFVG.