Ristorante “Vitello D’oro” a Udine, dove la famiglia Sabinot delizia i palati
Quando giro per città che non conosco, cerco di andare a scoprire quei ristoranti storici a conduzione famigliare che diventano capisaldi di un territorio.
È per questo che a settembre, mentre camminavo tra le vie del centro di Udine, ho deciso di provare il ristorante “Vitello d’Oro”, della famiglia Sabinot.
Vi anticipo che, avendo un evento la sera, ho provato solamente poche portate ma che, proprio essendomi trovata bene, sono poi tornata proprio ieri sera per scoprire più interamente la loro cucina… ma andiamo per ordine.
Nella prima occasione ho potuto pranzare in esterna godendo della quiete della città. Ieri, invece, ho cenato all’interno dove ho potuto apprezzare l’eleganza delle sale, la modernità fusa alla delicatezza e i toni di colori tra il delicato e l’accattivante il tutto, nel mio caso, potendo anche sbirciare la cucina.
A gestire la sala c’è Gianluca con le sue collaboratrici mentre, in cucina, regna il fratello Massimiliano con la sua brigata. La cucina proposta è prevalentemente di pesce ma, proponendo anche ottimi piatti di carne e vegetariani.
Il servizio è attento, preciso, professionale, competente ma anche solare, dinamico e conviviale. Ci si sente accolti e ascoltati nelle esigenze e nelle preferenze.
In entrambe le occasioni ho chiesto degli abbinamenti con vini del territorio dove, grazie alle proposte al calice, ho potuto scoprire varie realtà vinicole della zona e godere pienamente dei piatti degustati grazie ad un wine pairing preciso e ben accostato.
Il menù è composto da piatti iconici e intramontabili, da proposte che variano di stagione in stagione e da un menù degustazione dedicato.


crudo di zucchine e cetrioli

crudo di zucchine e cetrioli







ratte e funghi cardoncelli


La cucina dello chef Massimiliano ha una grande caratteristica che amo e che spesso, purtroppo, non ritrovo in tanti ristoranti: le consistenze.
In ogni piatto che ho potuto assaggiare ho sempre trovato la parte croccante o “consistente”, la parte morbida e quella liquida. Bilanciamenti non comuni e che denotano studio, attenzione e passione.
Altra peculiarità è, fusa a degli impiattamenti eleganti e raffinati, dettata dal colore. Nei piatti di Sabinot ho trovato carattere, oltre che nel palato, alla vista. Colori espressivi, che invogliavano e che davano ai piatti l’idea di esser opere d’arte.
Insomma, se vi trovate a Udine (o limitrofi), il ristorante “Vitello D’Oro” è sicuramente una tappa da non farsi sfuggire.


