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Dal 9 all’11 ottobre torna “Magici Intrecci Autunnali”: alto artigianato, cultura del verde e piccole produzioni agricole in un suggestivo maniero privato, abitato e custodito dalla stessa famiglia che lo fece costruire più di mille anni fa

Dal 9 all’11 ottobre 2026 il Castello di Strassoldo di Sopra, in provincia di Udine, accoglierà la 55ª edizione di Magici Intrecci, la rassegna che da ventotto anni riunisce alto artigianato, cultura del verde e piccole produzioni agricole nel cuore di uno dei più suggestivi complessi castellani privati del Friuli Venezia Giulia.

Quasi 120 selezionati maestri artigiani, vivaisti d’eccellenza e piccoli produttori provenienti da tutta Italia presenteranno nuove collezioni, piante particolari e produzioni di qualità lungo un percorso ad anello che attraversa i saloni arredati del palazzo, il giardino degli armigeri, il parco secolare, la pileria del riso, il brolo e la cancelleria. Il tutto sarà decorato a tema autunnale, con le raffinate e ogni volta diverse creazioni che sono una delle attrattive dell’evento. La manifestazione sarà anche l’occasione perfetta per trovare regali di Natale originali.

In ottobre la dimora millenaria cambia respiro: la luce scivola sulle pietre antiche, le foglie si tingono di rame e le acque di risorgiva riflettono sfumature turchesi. I giardini, luminosi e aperti in primavera, si raccolgono in una bellezza più intima e profonda, da scoprire con passo lento.

Magici Intrecci non è una semplice mostra mercato, ma il racconto vivo di un patrimonio custodito con continuità dalla stessa famiglia che fece edificare il castello oltre mille anni fa. Ogni edizione contribuisce concretamente alla manutenzione, alla sicurezza e alla salvaguardia del complesso storico, rinato negli ultimi decenni attraverso un lungo e paziente lavoro di recupero.

Un’esperienza da vivere senza fretta

Visitare Strassoldo in autunno significa concedersi il lusso del tempo rallentato: ascoltare il fruscio delle foglie, percorrere i sentieri accanto alle acque di risorgiva, incontrare artigiani e vivaisti che raccontano il proprio lavoro, scoprire creazioni nate dalla competenza, dalla ricerca e dalla cura dei dettagli.

Ogni espositore è scelto per qualità, originalità e coerenza con lo spirito del luogo. Abiti e accessori, gioielli, complementi d’arredo, tessuti, ceramiche, oggetti d’arte, piante rare, prodotti naturali e specialità agroalimentari si inseriscono con discrezione negli ambienti storici e nei giardini del castello, creando un dialogo armonioso tra memoria, natura e creatività contemporanea. Per chi desidera una pausa golosa, lungo il percorso saranno presenti tre punti ristoro selezionati, con genuine proposte autunnali da gustare tra scorci affascinanti e atmosfere rilassate.

Una serie di iniziative collaterali animeranno l’evento. Fra le altre:

  • Tutti i giorni, nel Brolo: Biodiversità in mostra. Esposizione di galline ornamentali a cura dell’Associazione Friulana Avicoltori, dedicata alla tutela della biodiversità e alla valorizzazione di razze rare e selezionate.
  • Tutti i giorni alle 11.00, 14.00 e 16.00: Passeggiate nel Parco del Castello di Sotto, con visite guidate in compagnia di Barbara Strassoldo, per scoprire l’altra anima verde del borgo. Biglietto: 6 euro. Ritrovo presso il cancello del Castello di Sotto, riconoscibile dalle statue.
  • Tutti i giorni alle 10.00, 12.00, 15.00 e 17.00: Alla scoperta del villaggio con visite guidate agli esterni dei castelli, a Villa Vitas e al Mulino del Bosco, con ingresso nella chiesetta trecentesca di Santa Maria in Vineis. Iniziativa riservata ai visitatori muniti del biglietto della rassegna. Ritrovo presso il vecchio tiglio tra la chiesa e la cancelleria.
  • Sabato e domenica: Passatempi d’altri tempi. Giochi antichi in legno e attività ludico-didattiche per bambini e sognatori dai 3 ai 99 anni, nell’area attigua alla grande terrazza del parco.
  • Sabato ore 11:00: Conversazione botanica. Andrea Davanzo de Il Rosificio di Mortegliano parlerà de “La scelta, la potatura e la cura delle rose antiche e botaniche”.
  • Sabato ore 15:00: Conversazione botanica. Lidia e Mauro del Vivaio Zanelli parleranno de “Il giardino d’autunno: trame e colori interessanti per foglie e fiori” presso il loro spazio nel Brolo.
  • Sono previste molte altre iniziative collaterali. Il programma completo sarà pubblicato sul sito www.castellodistrassoldo.it un mese prima dell’evento.

Informazioni:

Adulti: venerdì 12 euro; sabato e domenica 15 euro Bambini 6–12 anni 6 euro.

Gruppi da 20 persone: venerdì 10 euro; sabato e domenica 12 euro.

Gratuità: bambini fino a 5 anni e persone con disabilità munite della relativa tessera o certificazione.

Prevendita: biglietti online disponibili su Vivaticket.it

  • L’evento si terrà anche in caso di pioggia. Dress code: country chic e scarpe comode. I cappelli sono molto graditi e potranno diventare protagonisti, previo consenso, degli scatti d’autore e dei racconti social dell’evento.
  • I cani educati sono i benvenuti, muniti di guinzaglio e sacchettini.
  • L’acquisto del biglietto sostiene direttamente la sicurezza, la regolazione dei flussi e la salvaguardia del complesso storico vincolato.

Per informazioni: www.castellodistrassoldo.it – eventi@castellodistrassoldo.it – 351 8465560

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Ristoranti

Urban Assassineria, lo Spaghetto pugliese all’Assassina arriva a Milano e fa infuocare i clienti

Da qualche mese, in zona Porta Romana a Milano, si può trovare un nuovo ristorante che propone la cucina pugliese contemporanea. Si chiama Urban Assassineria e porta a Milano uno dei piatti più iconici e identitari di Bari: lo Spaghetto all’Assassina.

Nato dall’idea dello chef Celso Laforgia e di Michele Salvati, il progetto nasce a Bari nel 2021 e arriva a Milano il 29 giugno 2026 con l’obiettivo di far conoscere anche fuori dalla Puglia una preparazione diventata ormai un vero fenomeno gastronomico.

Il protagonista è l’Assassina

Da Urban il piatto simbolo è protagonista assoluto. La particolarità dello Spaghetto all’Assassina sta nella sua tecnica di preparazione: gli spaghetti vengono cotti direttamente in padella di ferro, senza la tradizionale bollitura separata, insieme a pomodoro concentrato, olio, aglio e peperoncino.

La pasta viene progressivamente risottata e poi tostata, fino a sviluppare quella caratteristica superficie croccante, intensa e leggermente bruciacchiata che rende l’Assassina così riconoscibile. Una preparazione nata nella tradizione popolare barese tra gli anni Sessanta e Settanta e diventata negli ultimi anni una delle espressioni più conosciute della cucina pugliese. 

La notorietà del piatto è cresciuta anche grazie a Stanley Tucci, che lo ha raccontato nella sua serie Searching for Italy, contribuendo a portare l’Assassina all’attenzione di un pubblico internazionale. 

Da Bari a Milano, senza perdere l’identità

L’apertura milanese ha rappresentato per Urban un passo importante: portare un piatto profondamente legato alla propria città d’origine in una delle capitali gastronomiche italiane, mantenendone però intatta l’identità.

Accanto alla versione classica, il menu propone diverse interpretazioni dell’Assassina, alcune delle quali giocano proprio sul dialogo tra Puglia e Milano. Tra le proposte ci sono versioni con cime di rapa, stracotto di ossobuco, fonduta di taleggio e zafferano, oltre a creazioni ispirate alla tradizione barese. 

La contaminazione tra le due città prosegue anche nel resto del menu. Tra le proposte compare il bao ispirato alla cotoletta alla milanese mentre la parte dolce rilegge alcuni grandi classici pugliesi attraverso ingredienti e riferimenti contemporanei, come il tiramisù realizzato con pane di Altamura al posto dei tradizionali savoiardi. 

«Portare l’autentico Spaghetto all’Assassina a Milano non è solo una sfida gastronomica, è una vera e propria missione culturale,” dichiara lo Chef Laforgia. “Ho lavorato anni per affinare la tecnica senza mai snaturare l’essenza di questo piatto. Il segreto è tutto nel controllo del fuoco e nell’ascolto della padella: devi sentire la voce del pomodoro che “chiacchiera” e accarezzare gli spaghetti pian piano con un gesto ritmico e delicato. Voglio che i milanesi chiudano gli occhi e, assaggiando quel ‘bruciacchiatello’ perfetto, si sentano immediatamente trasportati tra i vicoli di Bari».

Un’esperienza che va oltre il piatto

Urban Assassineria non punta soltanto sulla cucina, ma costruisce intorno all’Assassina una vera esperienza. L’ambiente milanese riprende un’estetica urbana e industriale, con acciaio, neon rossi e tonalità che richiamano il pomodoro e la terra pugliese. Anche il menu e l’immaginario del locale giocano con atmosfere cinematografiche e noir, trasformando la cena in un piccolo racconto che porta la Puglia al nord proponendo solo vini pugliesi. Locale conviviale e accogliente. Personale giovane e preparato. Una fusione che si abbina proprio al piatto principe: concretezza, bilanciamento, sapori decisi e carattere.

Il risultato è un locale che unisce tradizione, tecnica, ironia e contaminazione.

L’idea è chiara: non trasformare l’Assassina in qualcosa di diverso, ma darle una nuova città in cui esprimersi portando il sud al nord.

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Wine

Oltregusto 2026, tra Classese, cibo e cultura del territorio

Partecipare a Oltregusto 2026, a Voghera, è stata un’esperienza che ha rappresentato per me molto più di una semplice presenza a una manifestazione. È stata un’occasione per incontrare persone, condividere passioni e raccontare, attraverso il mio punto di vista e la mia esperienza, il valore di un territorio ricco di tradizioni, cultura e sapori dando risalto al Classese, nuova identità rappresentativa del vino e sinonimo di coesione e sinergia tra le varie realtà che lo compongono.

Classese

Il Classese è l’espressione più identitaria della tradizione spumantistica dell’Oltrepò Pavese: un Metodo Classico nato per valorizzare la vocazione del territorio e il suo protagonista indiscusso, il Pinot Nero.

Il nome nasce dall’incontro tra “Classico” e “Pavese” e racchiude in una sola parola la storia, il territorio e la tecnica che caratterizzano queste bollicine. Le sue radici affondano nell’Oltrepò Pavese della seconda metà dell’Ottocento, dove già nel 1865 veniva prodotto Metodo Classico da Pinot Nero. 

Oggi si distingue per finezza, eleganza e struttura. La produzione prevede la raccolta manuale delle uve, provenienti esclusivamente da vigneti collinari, con una presenza minima dell’85% di Pinot Nero. L’affinamento sui lieviti parte da almeno 24 mesi, arrivando a periodi più lunghi per millesimati e riserve. 

Nel calice esprime la personalità del Pinot Nero attraverso una spuma fine e persistente, profumi delicati e complessi e una piacevole combinazione di freschezza, mineralità e profondità. È un vino capace di accompagnare l’aperitivo così come piatti di pesce, crostacei, carni bianche e preparazioni della cucina lombarda.

Il Classese rappresenta così molto più di una semplice bollicina: è il racconto di un territorio, di una tradizione lunga oltre 160 anni e della vocazione dell’Oltrepò Pavese per il Metodo Classico da Pinot Nero.

Mappatura dell’Oltrepò

Alessandro Masnaghetti dona una dimensione cartografica a questa zona tracciando un dipinto vitivinicolo da poter scoprire con attenzione e maggior consapevolezza.

La mappa permette di comprendere l’Oltrepò con le sue colline, le diverse esposizioni, i comuni e le aree viticole che compongono un mosaico particolarmente articolato.

Il territorio si sviluppa dalle aree più vicine alla pianura fino alle colline e alle zone appenniniche, creando una grande varietà di ambienti viticoli. Il Pinot Nero, il Barbera, la Croatina, il Riesling e gli altri vitigni coltivati raccontano, attraverso i vini, questa ricchezza e questa diversità.

La cartina di Masnaghetti permette di visualizzare ciò che spesso una bottiglia non riesce a raccontare completamente: il luogo preciso da cui nasce un vino e il contesto geografico nel quale è inserito.

Per l’Oltrepò Pavese la cartina diviene anche uno strumento di conoscenza e valorizzazione.

La pubblicazione della cartina identifica la peculiarità di questo territorio ricco di sfaccettature e, di conseguenza, di vini da riflessi differenti.

Oltregusto 2026

32 cantine, 18 ristoranti dell’Oltrepò, 18 chef stellati, decine di suggestioni gastronomiche, oltre 100 etichette di vino e 1400 ospiti in due giorni. 

Sono i numeri di OltreGusto Oltrepò Terra di Pinot Nero, l’evento che il 7 e 8 settembre scorsi ha portato a Voghera la cultura del vino, il piacere della degustazione e la convivialità della grande cucina, di territorio e non solo.

L’unione della seconda edizione di OltreGusto e della sesta edizione del classico evento consortile Oltrepò Terra di Pinot Nero ha dato vita a una due giorni intensa, tra il Teatro Valentino Garavani e l’Istituto Gallini di Voghera.

Il Classese e il Metodo classico DOCG sono poi stati protagonisti — insieme al Pinot Nero DOC, anima rossa dell’Oltrepò — del walk around tasting di Olrepò Terra di Pinot Nero, nell’affascinante giardino interno del Gallini. Una giornata dedicata alla stampa e agli operatori, per dialogare e leggere l’unicità del Pinot nero oltrepadano, anche attraverso una degustazione alla cieca.

Al calar del sole, lunedì e martedì sera è invece andato in scena OltreGusto, una celebrazione del territorio e dei suoi sapori, ma anche un’occasione imperdibile per immergersi nel mondo della ristorazione, sempre in abbinamento ai vini DOC e DOCG dell’Oltrepò.

Piatti di ristoranti locali, pizze gourmet e dessert, ma anche showcooking stellati, un talk per ragionare sul ruolo delle nuove generazioni nei mondi dell’ospitalità e del vino e la presentazione di un libro.

La mia esperienza

Oltrepò non è una terra nuova per me, ma spesso vissuta grazie a fiere ed eventi che si svolgono in altre città; sul territorio pavese avevo un’esperienza limitata. Partecipare a quest’edizione mi ha permesso di focalizzarmi nel fulcro dell’area, nelle peculiarità e sfaccettature delle zone che la compongono e che rendono le varie aziende uniche. Avere tutti i produttori “a disposizione” e poter assaggiare, parlare e confrontarsi con loro, ha significato un’opportunità non indifferente di formazione e di crescita. 

Personalmente, un brindisi con il Classese, tra bolla fine e verticalità, trova sempre il mio piacevole consenso e ora, proprio grazie ad Oltregusto, sono ancora più incuriosita e interessata a tornare in questa zona collinare a unica per poter addentrarmi di cantina in cantina o meglio, di vino in vino.

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Ristoranti

Il nuovo dress code? Hand roll!

In occasione della Milano Fashion Week, il Nikkei hand roll bar e il brand pugliese di contemporary fashion si incontrano in una collaborazione speciale: una limited edition indossata dal team Akiro e una dinner esclusiva dedicata a 23 protagonisti del mondo fashion e lifestyle.

Durante la Milano Fashion Week, Akiro cambia ancora una volta prospettiva e porta il proprio universo nel territorio della moda, dando vita a una collaborazione con Mood-One, giovane brand italiano nato dall’incontro tra streetwear e sartorialità contemporanea. Due mondi apparentemente lontani si incontrano così attorno a un terreno comune: la ricerca di un’identità precisa, la libertà di mescolare linguaggi diversi e l’attenzione per ciò che rende un progetto immediatamente riconoscibile. Per tutta la settimana della moda, il team di Akiro indosserà una limited edition di t-shirt realizzata appositamente per la collaborazione con Mood-One, trasformando il ristorante in una sorta di punto di contatto tra cultura gastronomica e fashion culture. L’operazione culminerà in una speciale dinner privata, riservata a 23 selezionati profili del mondo della moda e del lifestyle, invitati a scoprire il menu ideato dallo chef Luis Arévalo. Due linguaggi, una stessa attitudine. Mood-One nasce in Puglia con l’obiettivo di superare le definizioni rigide della moda, facendo convivere streetwear e sartorialità attraverso capi essenziali ma caratterizzati da una forte identità. Le collezioni non seguono semplicemente il ritmo delle stagioni, ma prendono forma da stati d’animo, visioni e contaminazioni culturali. È una sensibilità che trova un naturale punto d’incontro con Akiro, dove la cucina Nikkei nasce a sua volta dall’incontro di culture e tradizioni diverse. Giappone e Perù, tecnica e istinto, rigore e intensità convivono nel piatto dando vita a un linguaggio gastronomico riconoscibile e personale. Anche il progetto di Mood-One parte dalla contaminazione per costruire qualcosa di nuovo: il brand produce interamente in Puglia, valorizzando il know-how artigianale italiano unendolo a una visione internazionale, con particolare attenzione alla qualità dei materiali, ai dettagli e alla vestibilità. L’incontro con Akiro nasce quindi non tanto dalla volontà di accostare semplicemente due brand, quanto dal desiderio di creare una narrazione comune intorno a identità, cultura e sperimentazione.

La collaborazione trova nel ristorante il suo luogo naturale. Il banco di Akiro, dove ogni hand roll viene preparato e servito davanti all’ospite, diventa durante la Fashion Week uno spazio di incontro tra persone, idee e linguaggi. La dinner sarà accompagnata da un menu speciale firmato da Luis Arévalo, tra i pionieri della cucina Nikkei in Europa, pensato per raccontare attraverso gli hand roll la stessa idea di contaminazione che unisce Akiro e Mood-One. Per una sera, quindi, il banco diventa anche un osservatorio sulla Milano della moda: un luogo in cui incontrarsi, mangiare, conversare e condividere nuove prospettive. La collaborazione tra Akiro e Mood-One nasce così come un progetto che supera il semplice product placement e mette in dialogo due forme diverse di espressione. Da una parte la moda, che attraverso un capo racconta un’attitudine; dall’altra la cucina, che attraverso un morso racconta una cultura. E durante la Fashion Week, entrambe parlano la stessa lingua: quella della contaminazione.

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Wine

Cantine Aperte e Festa del Raccolto portano il pubblico nella tenuta di Renzo Rosso a Marostica nel momento più intenso dell’anno, offrendo l’occasione di scoprire da vicino una realtà che va oltre il vino

Il mese di settembre segna per Diesel Farm uno dei momenti più significativi dell’anno. Mentre la campagna e la cantina entrano nel pieno delle attività, la tenuta fondata da Renzo Rosso è pronta ad accogliere chi desidera conoscerne più da vicino lo spirito e la filosofia, attraverso due appuntamenti che offrono uno sguardo privilegiato sulla vita quotidiana della Farm, proprio nel periodo in cui il lavoro di un’intera stagione arriva a compimento: Cantine Aperte, il 12 e 13 settembre, e la Festa del Raccolto, domenica 27 settembre.

Adagiata sulle colline tra Marostica e Breganze, Diesel Farm nasce da una visione che mette al centro il rapporto con la terra e il valore della condivisione. Qui la produzione vitivinicola convive con l’ospitalità, la ristorazione e un approccio all’agricoltura che guarda al territorio come a un patrimonio da preservare e valorizzare, dando vita a un ecosistema in cui le diverse attività si alimentano e si arricchiscono reciprocamente.

CANTINE APERTE, 12 E 13 SETTEMBRE

Sabato 12 e domenica 13 settembre Diesel Farm aderisce a Cantine Aperte, l’iniziativa che permette di entrare nel cuore della cantina e conoscere da vicino il lavoro che accompagna la nascita dei suoi vini.

Sabato dalle 15 alle 22 e domenica dalle 11 alle 15 sarà possibile accedere agli spazi produttivi seguendo un percorso che conduce fino allo shop aziendale, dove degustare e acquistare le etichette Diesel Farm direttamente in cantina.

Ad accompagnare le due giornate ci saranno le proposte della cucina della Farm e momenti musicali pensati per creare un’atmosfera informale, ideale per trascorrere qualche ora immersi nel paesaggio collinare che circonda la proprietà.

Per chi desidera approfondire ulteriormente la conoscenza della realtà aziendale sarà inoltre possibile prenotare una visita guidata e programmare un’esperienza completa nelle settimane successive.

FESTA DEL RACCOLTO, DOMENICA 27 SETTEMBRE

Domenica 27 settembre torna la Festa del Raccolto, giunta alla seconda edizione. Un appuntamento nato per celebrare il legame con la terra nel momento in cui il lavoro di un’intera stagione trova la sua espressione più concreta.

Dalle 11 alle 22 Diesel Farm accoglierà famiglie, appassionati e visitatori in una giornata dedicata alla scoperta della campagna e delle sue tradizioni. Sarà possibile passeggiare tra i vigneti, entrare in cantina e conoscere più da vicino il progetto che anima la Farm, mentre i più piccoli potranno partecipare ad attività ispirate alla cultura rurale e ai ritmi della vita agricola.

Un ruolo centrale sarà affidato alla cucina Diesel Farm, che per l’occasione proporrà un menù speciale dedicato alla tradizione contadina. Le ricette renderanno omaggio ai sapori che storicamente accompagnavano il periodo della vendemmia, riletti attraverso uno stile capace di unire memoria e contemporaneità.

La partecipazione alla Festa del Raccolto è libera e gratuita.

Cantine Aperte e Festa del Raccolto offrono due prospettive differenti sul mondo Diesel Farm, ma condividono lo stesso obiettivo: aprire la Farm a chi desidera comprenderne valori e visione nel periodo più intenso dell’anno. Un’occasione per conoscere da vicino una realtà in continuo movimento, dove il vino rappresenta una delle espressioni di un progetto più ampio che intreccia produzione agricola, ospitalità e appartenenza al territorio. Un percorso che prosegue durante tutto l’anno, con la possibilità di visitare la tenuta su prenotazione per degustazioni, acquisti in cantina e pranzi o cene presso l’agriturismo.

Per maggiori informazioni e aggiornamenti sugli eventi: 

www.dieselfarm.it | Instagram: @dieselfarm