Alla scoperta delle realtà che rendono questo Consorzio così valoriale e rappresentativo
Chi mi conosce sa che sono veneta e non so spiegarmi come mai, ho avuto sempre una passione per il Friuli Venezia Giulia tanto da ricordarmi ancora le nozioni base studiate in geografia quando andavo a scuola. Interesse per il territorio fisico, la storia e, soprattutto, per il settore enogastronomico che lo caratterizza.
Il Friuli Venezia Giulia è una terra di confine, dove culture, popoli e tradizioni diverse si sono incontrati e influenzati nel corso dei secoli. Questa particolare identità si riflette in modo evidente anche nella sua gastronomia, caratterizzata da una straordinaria varietà di prodotti, ricette e vini. Dalle montagne della Carnia alla pianura, fino alla costa adriatica, il territorio offre un patrimonio enogastronomico ricco e originale. Negli ultimi due anni ho cercato di scoprire molteplici realtà che si estendono all’interno di questa stupenda regione. Questa possibilità è collimata anche grazie agli inviti del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via Dei Sapori, nato ventisei anni fa grazie a 20 ristoranti della regione che avevano la stessa filosofia e volontà di dar sempre più valore al territorio.
Uno degli elementi più distintivi della cucina friulana è il forte legame con il territorio. La gastronomia nasce infatti dalla disponibilità delle materie prime locali e dalle tradizioni contadine, spesso semplici ma capaci di esprimere sapori intensi. Tra i piatti simbolo troviamo il frico, preparazione a base di formaggio, generalmente Montasio, che può essere cucinato in diverse versioni, fino a ottenere una caratteristica crosta croccante. Altro piatto tipico sono i cjarsons sono una sorta di ravioli ripieni, ma la loro particolarità sta nel contrasto tra dolce e salato. Il ripieno può contenere patate, ricotta, erbe aromatiche, uvetta, cannella, frutta secca o altri ingredienti, a seconda della località e della ricetta tradizionale.
Particolarmente importante è il patrimonio caseario. Il Montasio DOP rappresenta una delle eccellenze più conosciute della regione e viene prodotto secondo una tradizione consolidata. Accanto a questo troviamo numerosi formaggi di malga e produzioni locali che raccontano la cultura delle aree montane e dell’allevamento.
La cucina del Friuli Venezia Giulia presenta anche una forte componente legata alla carne. Sono diffusi i salumi tradizionali, tra cui spicca il Prosciutto di San Daniele DOP, una delle eccellenze italiane più apprezzate nel mondo. La sua produzione è strettamente legata al territorio e a condizioni climatiche particolarmente favorevoli alla stagionatura.
La vicinanza al mare contribuisce a rendere ancora più varia la cucina regionale. Lungo la costa e in particolare nell’area di Trieste, il pesce e i prodotti dell’Adriatico occupano un ruolo importante. Tra le varie realtà vi invito di cuore a scoprire i prodotti di FriulTrota e Valle del Lovo che ogni anno io degusto al magnifico evento che si tiene in spiaggia a Grado nel mese di luglio.






Un capitolo fondamentale dell’enogastronomia regionale è rappresentato dal vino. Il Friuli Venezia Giulia è infatti una delle aree vitivinicole più importanti d’Italia, soprattutto per la qualità dei suoi vini bianchi e dalla mia amata Vitovska che non perdo mai l’occasione di bere e di degustare anche al magnifico evento Mare & Vitovska che si tiene ogni anno a fine giugno nella bellissima cornice del Castello di Duino.
Oltre a questo vitigno, i vitigni rappresentativi sono Friulano, Ribolla Gialla, Malvasia Istriana, Pinot Grigio e Sauvignon. Il territorio del Collio e quello dei Colli Orientali del Friuli sono particolarmente conosciuti per la produzione di vini bianchi eleganti e profumati, ma la regione offre anche importanti vini rossi, come il Refosco dal Peduncolo Rosso e gli autoctoni Schioppettino e Pignolo.
Accanto al vino, non bisogna dimenticare la tradizione della grappa friulana, legata storicamente alla cultura agricola e alla distillazione delle vinacce. Le distillerie regionali hanno contribuito nel tempo a trasformare questa bevanda tradizionale in un prodotto di qualità, capace di accompagnare il pasto o concluderlo. A far da portavoce del territorio, insieme ad altri deliziosi prodotti, è la Nonino Distillatori, azienda che è anche possibile visitare scoprendo nel dettaglio ogni loro fase di lavorazione e le varie referenze che producono.
Anche i dolci raccontano la complessità culturale della regione. La gubana, tipica delle Valli del Natisone, è uno dei simboli della pasticceria friulana: una specialità lievitata e ricca di frutta secca, caratterizzata da una forma a spirale. Dolce che amo soprattutto da quando ho scoperto quella che produce Giacomo a Cormons nel suo locale L’Antica Ricetta di Cormòns (di cui vi ho parlato un annetto fa).
I Ristoranti che ho provato
Durante i miei soggiorni in questa stupenda regione, ho spaziato tra ristoranti con una cucina gourmet e quelli con un’impronta più tradizionale e classica. Da sempre innamorata di Locanda Devetak 1870 (Savogna d’Isonzo) e Trattoria Alla Luna (Gorizia), negli ultimi due anni ho potuto anche scoprire la cucina elegante e raffinata di Vitello D’Oro (Udine), la mano giovanile e passionale di Le Fucine Gourmet (Buttrio), l’estro di Enoteca di Buttrio (Buttrio), la tradizione di Da Nando (Mortegliano), Al Paradiso (Paradiso di Pocenia) e Al Ponte (Gradisca d’Isonzo) e la giovialità e proposta identitaria di Caffetteria Torinese (Palmanova).
Realtà ognuna differente ma con degli elementi che accomuna ognuna di esse: il rapporto tra tradizione e contemporaneità.
La tradizione non viene considerata come qualcosa di immutabile, ma come una base dalla quale partire per costruire nuove interpretazioni. Nei piatti degli chef questo si traduce nella ricerca di equilibrio tra memoria e creatività, tra ricette regionali e tecniche moderne.
Il risultato è una cucina capace di parlare sia al pubblico locale, che riconosce sapori e ingredienti della propria storia, sia al visitatore che scopre per la prima volta l’identità gastronomica del Friuli Venezia Giulia.
Il territorio entra nel piatto attraverso i prodotti, ma anche attraverso i racconti dei vari produttori e ristoratori.
Insieme alle varie realtà artigiane e ai ristoranti, ho scoperto anche i vignaioli. Ammetto che alcuni di essi già gli conoscevo. Per esempio, sono follemente innamorata dei vini di Zidarich (Duino Aurisina) fin da ragazzina, soprattutto della Vitovska e della Malvasia. Durante le cene sceglievo sempre il wine paring con i vini del territorio e nei vari eventi del consorzio ho cercato di assaggiare più vini possibile delle aziende. Picech (Cormòns), Ermacora (Premariacco), Magis (Cividale del Friuli), Livon (San Giovanni al Natisone), Livio Felluga (Cormòns), La Viarte (Prepotto), Forchir (Camino al Tagliamento), Sirch (Cividale del Friuli), Gradis’ciutta (San Floriano), Dario Coos (Nimis), Eugenio Collavini (Corno di Rosazzo), e Castello di Spessa (Cormòns) sono alcune delle varie aziende che ho potuto scoprire attraverso gli assaggi.
Dal vivo, entrando direttamente nelle cantine e ascoltando i produttori, oltre a Zidarich, ho conosciuto altri vignaioli. Edi Keber (Cormòns), con il suo vino e la sua espressione di territorio e la sua filosofia quasi unica. Ancora anni fa visitai Venica & Venica (Dolegna del Collio) e Marco Felluga (Gradisca D’Isonzo) con la loro storia, il loro valore e l’identità emblematica ed elegante.
E, l’anno scorso, dopo esserci conosciuti all’evento di Grado, ho visitato Di Lenardo (Ontagnano) attraverso una visita in cantina e una degustazione nella quale ho potuto scoprire tutta la gamma dei loro vini fino al Pass the Cookies, il loro passito.
Ma spero di poter entrare anche nelle altre cantine perché, ognuna con la propria espressione, narra il territorio attraverso il calice e dimostra come ogni macrozona possa esprimere sfaccettature differenti dei vini di questa zona.
Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori
Le diverse esperienze e le varie scoperte e degustazioni enogastronomiche delle realtà di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori restituiscono l’immagine di un gruppo di aziende in sinergia, coese e con un’idea e dei valori comuni che portano avanti di anno in anno, in continua crescita ed evoluzione sia comunicativa sia di qualità. Un Consorzio capace di custodire un patrimonio antico e, allo stesso tempo, di guardare al futuro.




Ed è forse proprio questo il modo migliore per conoscere il Friuli Venezia Giulia: non limitarsi a raccontarlo, ma attraversarlo, sedersi a tavola, entrare nelle aziende, parlare con i produttori e lasciare che siano i suoi sapori a raccontare la sua storia. Modalità che spero di continuare a praticare per conoscere ancor meglio questa terra magnifica tra materie prime friulane, calici di vini e piatti goduriosi.

