Categorie
Altri prodotti

Marca trevigiana tra vendemmia, esperienze, cultura ed eventi

La vendemmia è uno dei momenti più importanti dell’anno per la Marca Trevigiana: un appuntamento che coinvolge aziende vitivinicole, comunità locali e visitatori in un ricco calendario di iniziative diffuse sul territorio. Dalle vendemmie partecipate agli appuntamenti solidali, dalle proiezioni tra i vigneti alle storiche feste dell’uva, il periodo della raccolta diventa un’occasione privilegiata per vivere il territorio attraverso l’enoturismo, tra incontri, tradizioni e scoperte autentiche. In questo percorso, Fondazione DMO Marca Treviso rinnova la collaborazione con Città del Vino, partner nella valorizzazione della cultura vitivinicola e delle tradizioni che ruotano attorno al mondo della vite e del vino.

“La vendemmia rappresenta uno dei momenti più autentici per conoscere la nostra destinazione. Attraverso questi eventi vogliamo invitare residenti e visitatori a entrare in contatto con il lavoro dei produttori, con le tradizioni locali e con il patrimonio culturale ed enogastronomico che caratterizza la Marca Trevigiana. Il nostro obiettivo è far scoprire quest’area vivendo direttamente occasioni concrete e coinvolgenti, che permettano di vivere da vicino le sue eccellenze e le sue persone”, afferma Giulia Casagrande, presidente di Marca Treviso.

Tra i protagonisti della stagione figurano: la Vendemmia Solidale, la Vendemmia Notturna, la Vendemmia Sociale, la Festa della Vendemmia, il Cinema in cantina, oltre alle numerose altre iniziative che aprono le proprie porte al pubblico con appuntamenti dedicati alla cultura del vino. Accanto a questi eventi, continuano a richiamare visitatori anche manifestazioni storiche e radicate nel territorio come la Festa dell’Uva di Sant’Angelo e la Festa dell’Uva di Fonte.

Ma l’occasione di incontro con la Marca Trevigiana non si ferma ai filari. Gli eventi legati a questo periodo dell’anno diventano infatti il punto di partenza per esplorare una zona ricca di proposte. Chi partecipa alla Vendemmia Solidale può approfondire la tradizione casearia locale con visite ai magazzini di stagionatura, laboratori di affinamento e degustazioni sensoriali dedicate al formaggio; chi sceglie la Vendemmia Sociale può abbinare l’esperienza a una visita in villa storica e a un percorso di approfondimento della produzione brassicola artigianale.

Il calendario delle iniziative può anche essere arricchito da una vasta gamma di esperienze che consentono di conoscere il territorio nelle sue diverse sfaccettature: dai percorsi dedicati ai vitigni autoctoni del Piave, che intrecciano vigneto, cantina e memoria rurale, alle attività per famiglie e ai laboratori creativi legati al mondo agricolo.

Gli amanti della natura possono abbinare la partecipazione agli eventi della vendemmia a un’escursione in kayak lungo il fiume Sile fino al suggestivo Cimitero dei Burci, mentre chi desidera approfondire il patrimonio storico e culturale del territorio può scegliere visite guidate ad alcune delle più belle ville venete patrimonio UNESCO accompagnate da degustazioni di Asolo Prosecco DOCG Superiore.

A completare l’offerta contribuiscono passeggiate a cavallo tra i vigneti con aperitivi a base di prodotti locali, laboratori pratici dedicati alla produzione del formaggio e attività che raccontano l’antica tradizione lattiero-casearia della zona. Esperienze che permettono di trasformare una giornata dedicata alla vendemmia in un’occasione per vivere in modo ancora più autentico il paesaggio, le tradizioni e la cultura della Marca Trevigiana.

Non mancano poi le opportunità per scoprire gli aspetti storici, culturali e naturalistici della destinazione: dalle visite ai bastioni sotterranei di Treviso ai percorsi archeologici di Oderzo, dagli itinerari in e-bike tra i Colli Asolani alle esplorazioni del Parco Grotte del Caglieron, ogni occasione contribuisce a costruire un racconto più ampio del territorio, fatto di paesaggi, tradizioni, artigianalità e accoglienza.

La stagione della vendemmia conferma così la capacità della Marca Trevigiana di trasformare un evento agricolo in un’occasione di scoperta diffusa, dove il vino diventa la porta d’accesso a un patrimonio più ampio di esperienze. Un invito a rallentare, partecipare e conoscere la destinazione tramite il fare, vivendo in prima persona le storie, i sapori e le tradizioni che lo rendono unico.

Tutte le esperienze possono essere consultate nel catalogo di Fondazione Marca Treviso al sito visittreviso.it

Categorie
Altri prodotti

Appuntamento al 2 ottobre da Diesel Farm per scoprire la cucina di Sachi Matsumoto

Diesel Farm conferma il proprio dinamismo sul fronte dell’accoglienza e degli eventi con un nuovo appuntamento enogastronomico. Dopo aver accolto il pubblico di Cantine Aperte nel fine settimana appena concluso e mentre si avvicina la Festa del Raccolto in programma il 27 settembre, la tenuta di Marostica apre le porte del proprio Chalet a un’esperienza esclusiva firmata dalla chef giapponese Sachi Matsumoto, prevista per venerdì 2 ottobre 2026 e riservata a soli 40 ospiti. 

La proposta gastronomica sarà costruita attorno a ingredienti e materie prime selezionate, importati appositamente dal Giappone per l’occasione. Un appuntamento a data unica pensato per coniugare l’autenticità della tradizione culinaria giapponese con l’atmosfera intima e riservata dello Chalet, immerso nelle colline di Marostica. 

Il menu sarà accompagnato da una selezione di vini Diesel Farm e Josetta Saffirio, dando vita a un dialogo tra due culture enogastronomiche lontane, ma accomunate dalla stessa attenzione per qualità. Josetta Saffirio, storica cantina del Barolo con sede a Monforte d’Alba, fa parte insieme a Benanti e alla stessa Diesel Farm della famiglia Brave Wine, il progetto di Renzo Rosso che unisce alcuni dei territori più rappresentativi del vino italiano, dalle Langhe all’Etna fino alle colline di Marostica. 

Diesel Farm nasce dalla visione di un’agricoltura sostenibile e profondamente legata al territorio. Negli anni la tenuta ha affiancato all’attività vitivinicola un percorso di accoglienza sempre più articolato, proponendo iniziative capaci di valorizzare il territorio vicentino, la cultura del vino e uno stile di ospitalità autentico e informale. In questo contesto si inseriscono appuntamenti che, pur con formule differenti, condividono la volontà di creare occasioni di incontro e scoperta attraverso il cibo e il vino. La cena firmata da Sachi Matsumoto rappresenta un nuovo tassello di questo percorso, trasformando lo Chalet in un luogo di dialogo tra cultura gastronomica giapponese e vini italiani.  

Sachi Matsumoto è nota per il progetto Sachiful Kitchen, attraverso il quale sviluppa corsi di cucina, ricette, consulenze ed eventi gastronomici in Giappone. Il suo lavoro nasce da una costante ricerca sulla cultura del cibo e dalla volontà di renderla accessibile, contemporanea e anche condivisibile. 

L’appuntamento del 2 ottobre rappresenta il primo di una serie di iniziative che porteranno a Diesel Farm professionisti e interpreti della cultura gastronomica giapponese. Un secondo evento è già previsto nel mese di novembre, con la partecipazione di uno chef proveniente dal Giappone e una proposta dal taglio più contemporaneo. 

Con appuntamenti diversi per formato e contenuti, Diesel Farm continua a rafforzare il proprio ruolo di luogo d’incontro dove vino, gastronomia e accoglienza diventano elementi per raccontare il territorio e creare momenti autentici di condivisione. Una visione che trova espressione sia negli eventi legati alla vita della Farm sia in occasioni speciali come la cena firmata da Sachi Matsumoto. 

Categorie
Altri prodotti

Scubla 1921 – Dispensa Friulana

Il cuore di Cividale torna a battere: un nuovo capitolo per la storica Drogheria riaperta da Enrico Coser con una visione contemporanea che valorizza la secolare tradizione del locale

A Cividale del Friuli, un pezzo fondamentale della storia cittadina rialza le serrande. Nel cuore del centro storico, in Corso Giuseppe Mazzini 33, l’Antica Drogheria Scubla ha ufficialmente inaugurato un nuovo capitolo della sua lunga esistenza sotto la denominazione di Scubla 1921 – Dispensa Friulana.

Nata nel 1880 come Torrefazione Moschioni, diventata poi Drogheria Scubla nel 1921, la storica bottega rappresenta da oltre un secolo un punto di riferimento per la cultura enogastronomica della città e dell’intero territorio friulano. Dopo un periodo di chiusura, la riapertura è stata resa possibile grazie al nuovo e ambizioso progetto imprenditoriale di Enrico Coser (proprietario con la sua famiglia della rinomata cantina Ronco dei Tassi di Cormòns e residente per scelta elettiva a Cividale), che ha scelto di investire sulle radici e sull’identità commerciale della Città Ducale.

Tra tradizione e futuro: l’eccellenza in bottega

Il progetto nasce con un’identità chiara: riportare nel cuore del centro storico l’autentica atmosfera della bottega di quartiere, colmando un vuoto lasciato dalla scomparsa dei negozi di alimentari di prossimità. Ma lo fa con una formula evoluta, accessibile e straordinariamente curata, capace di far convivere i migliori prodotti del territorio con pregiati prodotti nazionali e internazionali di nicchia.

La nuova gestione punta a fondere la secolare tradizione del locale con una visione contemporanea rivolta all’artigianalità. Gli scaffali e gli spazi storici della drogheria – che comprendono la bottega principale, il retro e la suggestiva cantina sotterranea (spesso inserita tra i luoghi delle Giornate FAI) – sono rimasti come erano e sono tornati a riempirsi di eccellenze friulane e no e l’accoglienza è quella amichevole, attenta e cortese dei negozi di un tempo.

C’è un filo invisibile che lega i gesti sapienti di una volta a Scubla 1921 – Dispensa Friulana, un luogo capace di ridisegnare il gusto contemporaneo. Lo si respira nell’aria quando si varca la soglia di questo luogo pensato non solo per fare la spesa, ma per riscoprire il valore profondo del cibo, dove si è accolti da Federica Comentale (sommelier e profonda conoscitrice di prodotti e cibi, con oltre dieci anni di esperienza nell’alta ristorazione, maturata sia in Italia sia all’estero in realtà di primissimo piano come Hiša Franko a Caporetto,  Alchemist a Copenaghen, La Subida a Cormòns) che con competenza e passione guida nella scelta, proprio grazie alla sua esperienza e conoscenza dei prodotti. Qui, la macinatura del caffè nella vecchia macchina color rubino non è – ad esempio- un semplice automatismo, ma un rito antico che libera profumi intensi, un preludio sensoriale a quella che si rivela essere una raffinata vetrina di eccellenze.

Il mondo in una stanza: la mappa delle spezie, del tè e del caffè

Entrare da Scubla 1921 significa intraprendere un viaggio geografico e olfattivo, che predispone ai piaceri del gusto. Si parte dall’anima originale della drogheria. Il biglietto da visita è una straordinaria collezione di 130 spezie esposte in vasi di vetro sugli scaffali, destinate a crescere nel tempo. Dai sali millenari ai pepi rari, fino ai peperoncini provenienti da ogni latitudine e ai mix più specifici, l’assortimento è pensato sia per riabituare l’avventore alla ricchezza degli aromi che per soddisfare le esigenze tecniche dell’alta ristorazione. La materia prima arriva direttamente da un rinomato laboratorio di Milano che seleziona le spezie da tutto il mondo, collaborando stabilmente con chef stellati per garantire standard qualitativi altissimi. Accanto alle spezie, trova spazio una prima selezione di 40 tè pregiati, in via di ampliamento. Per questa categoria la bussola punta dritta verso Amburgo, storicamente il porto e il centro di selezione d’eccellenza per le foglie più nobili a livello europeo. I caffè – che sottolineano il legame con l’originaria torrefazione ottocentesca -sono “di casa”, ovvero sono delle selezioni di Brasile, Colombia, Etiopia (oltre al decaffeinato) create appositamente per Scubla 1921, di cui riportano il marchio sulla confezione, dalla Torrefazione Goriziana.

Geografie del gusto: dove ogni prodotto è fatto meglio

La filosofia che guida la scelta dei prodotti si basa su una regola tanto semplice quanto rigorosa: selezionare il meglio del territorio, ma avere il coraggio di andare a cercare i prodotti laddove la tradizione e il clima li rendono insuperabili. I Succhi gastronomici, ad esempio: dimenticate i comuni succhi commerciali. Qui si punta su nettari d’Alto Adige, dove la frutta viene lavorata da specialisti assoluti. Il risultato è un prodotto naturale al 100%, denso e vibrante. All’ arte della pasta viene dedicata un’attenzione particolare, con una vera e propria antologia della pasta italiana. Accanto a nomi storici e iconici amati dai gourmet come Famiglia Martelli o Michele Portoghese, si affiancano altre produzioni artigianali d’eccellenza proposte a un prezzo competitivo, per garantire una spesa quotidiana comoda e democratica. La dispensa d’autore si estende ai risi d’eccellenza — previlegiando quelli di nicchia come il veneto La Fagiana ma non tralasciando i più celebri, come Acquerello— passando per le conserve e i sottoli d’élite, come le rinomate sardine portoghesi e le giardiniere artigianali lavorate dal fresco. Un corner, in via di ampliamento, è riservato agli oli locali e no, con una dozzina di tipi di sali diversi e una decina di aceti. E poi marmellate, composte, mieli, biscotti, cioccolate, creme e altri prodotti di nicchia che si stanno via via ampliando e che ruoteranno nel tempo, e un’interessante selezione di grappe e superalcolici. C’è infine il fresco che avrà una stimolante rotazione. Accanto a salumi e prodotti caseari dei migliori produttori regionali, fornitore dei formaggi è la piemontese La Casera di Eros Buratti, uno tra i più quotati affinatori e selezionatori d’Italia,che rifornisce periodicamente il negozio di prodotti freschi, come caprini con la frutta, la Robiola di Roccaverano e altri ricercati e difficili da trovare in Friuli. Pur puntando sul food non mancano i vini, che saranno una selezione ragionata del meglio del Friuli VG con interessanti bottiglie italiane e straniere.

Naturale, artigianale, per tutti

Oltre alla firma artigianale, la selezione sposa una forte sensibilità verso il benessere contemporaneo. Grande attenzione è dedicata ai prodotti naturali e naturalmente privi di glutine, per offrire una qualità inclusiva che non scende mai a compromessi con il gusto. E la scelta cade preferibilmente su prodotti artigianali, anche di piccole aziende. Accanto ai prodotti più esclusivi, sugli scaffali si trovano anche prodotti di qualità con un prezzo non eccessivo per dare la possibilità alle persone di fare la spesa in un posto comunque comodo e accessibile, visto che in centro storico non ci sono più negozi alimentari.

Un presidio culturale per la comunità

La risposta dei residenti e dei turisti nei primi giorni di riapertura è stata entusiasta, confermando l’affetto profondo della comunità verso questo storico indirizzo. Più che un semplice esercizio commerciale, la rinascita di Scubla 1921- Dispensa Friulana rappresenta il rilancio di un presidio culturale e di un modo di fare commercio basato sulla narrazione del prodotto e sul rapporto umano. Un esempio virtuoso di come il tessuto economico locale possa rigenerarsi puntando sulla massima qualità, sulla salvaguardia delle botteghe storiche, prezioso tassello della promozione turistica del Friuli Venezia Giulia.

Scubla 1921 – Dispensa Friulana
Corso Giuseppe Mazzini 33 · Cividale del Friuli
tel. 0432 731995

info@scubla1921.it
www.scubla1921.it

Categorie
Altri prodotti

POLLINO-SYBARIS, ITINERARI E MUSICA

Esperienze di note, natura e cultura tra il Parco Nazionale del Pollino e Sibari

Dal 2 al 4 ottobre prende vita una rassegna itinerante che intreccia musica, natura e patrimonio archeologico lungo un percorso che collega il cuore del Parco Nazionale del Pollino alla Sibaritide. Tre giornate attraversano luoghi simbolo del territorio, siti di grande valore naturalistico e archeologico, alternando escursioni, ciclopasseggiate, visite guidate, degustazioni e concerti.

La rassegna è organizzata e promossa da Catasta, l’impresa sociale che gestisce l’hub turistico del Parco Nazionale del Pollino a Campotenese di Morano C., il welcome point del Parco Archeologico di Sibari e delle Grotte di Cassano, secondo la modalità che contraddistingue il suo operato: favorire la connessione tra comunità, operatori economici e territorio. La manifestazione è realizzata in partnership con il Comune di Cassano all’Ionio e i Parchi Archeologici di Crotone e Sibari e la collaborazione di Associazione Enzo Dei Medici Guide Grotte di Sant’Angelo, Associazione Guide Ufficiali del Parco Nazionale del Pollino, CEA Centro Educazione Ambientale Pollino, Pollino Sybaris, Associazione Laghi di Sibari, Amici della Terra, ente gestore delle Riserve naturali regionali Lago di Tarsia e Foce del Crati; Pro Loco Cossa Enotria, Terme Sibarite, Orchestra dei Fiati di Morano Calabro, Istituto C. Lauropoli-Sibari-Cassano J., Daccapo Comunicazione e da Felici e Conflenti e Open Sound, due tra le realtà culturali più attive del panorama contemporaneo del Sud Italia.

Ricco il calendario di attività, che porta abitanti del luogo e turisti a scoprire il territorio con esperienze immersive e di contatto con i luoghi, in cui la musica fa da filo conduttore e da chiave di accesso e fruizione. Gli itinerari escursionistici e le esperienze in bicicletta sono firmati Pollino Sybaris, il progetto di turismo lento e sostenibile che collega il cuore del Pollino all’agro cassanese, attraversa le aree interne e remote, i paesaggi e le storie protagonisti della mappa della rassegna.

Si parte venerdì 2 ottobre da Catasta, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, con una giornata costellata da attività outdoor, hiking e ciclopasseggiate tra boschi e geositi UNESCO, insieme a momenti conviviali dedicati ai prodotti del territorio. A chiudere la giornata sarà N.A.I.P., progetto musicale e performativo di Michelangelo Mercuri, con una rilettura di Franco Costabile. Ad accomunare l’artista e il poeta – tra le voci più importanti del Novecento calabrese, la cui opera è oggi al centro di una significativa riscoperta – sono anche le radici lametine. Attraverso voce, elettronica, chitarra e loop, N.A.I.P. entrerà in relazione con i versi e l’universo poetico di Costabile, restituendoli in una forma sonora contemporanea e personale.

Sabato 3 ottobre, alle Grotte di Sant’Angelo, la giornata sarà realizzata in partnership con Felici & Conflenti, festival e progetto culturale dedicato alla ricerca, alla trasmissione e alla riattivazione delle musiche e delle danze tradizionali calabresi. Il pubblico vivrà un’esperienza immersiva e site specific all’interno della cavità turistica più lunga della Calabria: grazie a una tecnologia di ascolto individuale wireless, la narrazione naturalistica e storica del luogo si intreccerà con una colonna sonora composta appositamente per lo spazio ipogeo da Christian Ferlaino, musicista, ricercatore e coordinatore scientifico di Felici & Conflenti.

In contemporanea sarà possibile scoprire i dintorni di Cassano e il centro storico attraverso escursioni guidate e ciclopasseggiate, con la Pro Loco che accoglierà il pubblico con alcune specialità locali. Il sito delle Grotte ospiterà inoltre piccoli artigiani del gusto e aziende agricole del territorio con il format Local Market, occasione per conoscere i prodotti e incontrare direttamente chi li realizza.

Nel tardo pomeriggio prenderà forma il percorso musicale co-curato da Felici & Conflenti: un’immersione nel suono popolare calabrese attraverso una geografia che intreccia le radici del festival con quelle del Pollino. I suonatori di Alessandria del Carretto e della Sibaritide riporteranno nel presente repertori, strumenti e sonorità legati al mondo pastorale e contadino, dando vita a un racconto musicale corale e in movimento. A suggellare la giornata sarà il concerto di Peppe Voltarelli, voce e chitarra, accompagnato da Giuseppe Oliveto alla fisarmonica e al trombone. Tre volte vincitore della Targa Tenco, Voltarelli è tra gli interpreti più originali della canzone d’autore, capace di mettere in dialogo dialetto, racconto orale, folk e una prospettiva profondamente internazionale. 

Il 4 ottobre, all’alba, l’ensemble di ottoni saluterà il sorgere del sole con un concerto sulla spiaggia a cura dell’Orchestra dei fiati di Morano alla Foce del Crati ai Laghi di Sibari, al termine del quale si terrà una visita guidata alla scoperta della Riserva naturale. La rassegna proseguirà al Parco Archeologico di Sibari con una festa, visite guidate agli scavi e al Museo, laboratori per bambini, momenti di condivisione e comunità, e concerti che dalla mattina proseguiranno fino a sera. Ad aprire la lunga giornata musicale al Parco Archeologico sarà l’aperitivo musicale dell’Orchestra della scuola di Cassano diretta dal maestro Daniele Cirigliano.

A co-curare la programmazione musicale della giornata è Open Sound, progetto nato nel 2019 in continuità con esperienza del Pollino Music Festival per mettere in relazione patrimoni sonori tradizionali e linguaggi contemporanei attraverso processi di ricerca, incontro e creazione musicale.  Il programma riunisce progetti accomunati dalla capacità di rileggere le tradizioni e attraversare liberamente i linguaggi del presente. 

ANTICO riporta insieme Alfio Antico, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte attorno al progetto di musica popolare radicale nato dall’omonimo album del 2016: la voce e i tamburi a cornice del maestro siciliano incontrano chitarre, sintetizzatori e produzione elettronica, in equilibrio tra memoria pastorale e visioni futuriste. CCCC è il nuovo progetto 

nato dall’incontro tra due figure dalla forte proiezione internazionale: Chiara Civello, cantautrice dalla carriera sviluppata tra Europa, Stati Uniti e Sudamerica, e Clap! Clap!, producer riconosciuto per la sua capacità di intrecciare elettronica, ritmi globali e cultura club. Il loro dialogo attraversa jazz, art-pop e sperimentazione, facendo convivere scrittura, improvvisazione, ricerca timbrica ed elementi organici e digitali.

Con Future Nomadz & Meg, il collettivo formato da Frenetik, Orang3 e Maqo, tra le esperienze più irrequiete della produzione elettronica e urban italiana, incontrerà la voce e la visione di Meg, protagonista da oltre trent’anni della scena alternativa nazionale, prima con i 99 Posse e poi attraverso un percorso solista costantemente aperto alla ricerca elettronica. Ne nascerà un concerto speciale costruito sull’incontro tra macchine, produzione dal vivo, improvvisazione e vocalità. Arriva dal Giappone Hatis Noit, tra le performer vocali più originali della scena sperimentale internazionale e artista dell’etichetta londinese Erased Tapes. Autodidatta, trae ispirazione dal gagaku e dalla musica classica giapponese, dal canto buddhista, dalla lirica, dalle polifonie bulgare e gregoriane e dall’avanguardia, utilizzando la voce come uno strumento primordiale capace di connettere corpo, memoria e natura. Completa la programmazione Tarab Ensemble, trio femminile di voci e percussioni formato da Federica Greco, Alessandra Colucci e Serena Lionetto, con un repertorio che attraversa musiche popolari, polifonie e sonorità del Mediterraneo.

EVENTI COLLATERALI, OUTDOOR, VISITE GUIDATE

Accanto alla programmazione musicale, la rassegna Pollino-Sybaris propone tre giornate di immersione autentica nel territorio, con escursioni, ciclopasseggiate e visite guidate che permettono di scoprire i luoghi simbolo del percorso tra il Parco Nazionale del Pollino e la Sibaritide.

Si comincia venerdì 2 ottobre da Catasta, a Campotenese, con l’escursione “A piedi… lungo la Pollino Sybaris: Monte Cappellazzo” con la guida ufficiale del Parco Francesco Sallorenzo prevista alle 9. Nel pomeriggio, alle 14, con la ciclopasseggiata guidata in e-bike “La Faggeta centenaria di Masistro” condotta dalla guida del Parco Gaetano Sangineti si attraverserà una delle faggete più suggestive dell’areale, mentre nel tardo pomeriggio spazio anche ai più piccoli con “Biowatcher: curiosa questa Natura!”, il laboratorio ludico-naturalistico a cura di Cea Pollino. Di sera, dopo il concerto di NAIP, ci sarà l’osservazione della Luna e dei pianeti nel giardino di Catasta con gli astronomi ….

Sabato mattina, 3 ottobre, è in programma alle 9 l’escursione “Coppola di Paola”, con partenza da Colle del Dragone con la guida ufficiale del Parco Riccardo Iannuzzi mentre alle grotte, alle 10, ci si avvierà alla scoperta dell’agro cassanese con la ciclopasseggiata in e-bike guidata da Antonello Viola. Presso le Grotte sarà possibile vivere, dalle 10 alle 22, la UnderSound Experience: la visita immersiva sonora all’interno della cavità turistica 

più lunga della Calabria, a cura di Felici & Conflenti e delle Guide Grotte di Sant’Angelo. In città, partirà alle 11 la passeggiata guidata “La Cassano che non ti aspetti”, a cura della Pro Loco Cossa Enotria, alla scoperta dei dettagli architettonici nascosti del centro storico e accompagnata dalla degustazione dei tipici “vissinidd”. Sempre alla Grotte, per i bambini è in programma il laboratorio, curato da Cea Pollino, “GeoWonders: sotto-sopra” un viaggio nel mondo ipogeo alla scoperta dei fenomeni del carsismo. La serata si chiuderà con un cocktail party.

Domenica 4 ottobre l’itinerario raggiunge la costa. Alla Foce del Crati, ai Laghi di Sibari, alle 7,30 dopo il concerto all’alba, si terrà la visita guidata alla Foce del Crati a cura di Amici della Terra — ente gestore delle Riserve naturali regionali Lago di Tarsia e Foce del Crati, mentre al Museo del Mare, alle 10, con una visita guidata si potranno approfondire la storia e l’ecosistema del tratto costiero. La giornata prosegue al Parco Archeologico di Sibari, con le Passeggiate Archeologiche in programma alle 11 e alle 16. Dalle 9,30 alle 18 si potrà visitare la mostra “Le Dee del Grano — Orghia. Miti, riti e misteri” al Museo Archeologico della Sibaritide. Al Parco Archeologico ci saranno anche attività per i bambini alle 11 e alle 17 a cura di Cea Pollino: “Il Viaggio dell’Oro Verde”, dedicato all’olio EVO, e “Toxon, aliossi e altri giochi dell’Antica Grecia”, percorso ludico-creativo sui giochi della tradizione ellenica. Per tutta la giornata, il corner delle Terme Sibarite offrirà un focus sul wellness e i preziosi benefici delle acque termali cassanesi con materiali di approfondimento e trattamenti rigeneranti da parte degli specialisti delle Terme.

Categorie
Altri prodotti Wine

IZart Gallery inaugura la seconda mostra: “THIS MUST BE THE PLACE”

Arte contemporanea, luce e materia nel paesaggio dell’Alta Langa Astigiana

Sabato 19 settembre 2026, dalle ore 17.00

Borgo Isolabella Wine & Vermouth Relais – Loazzolo (AT)

A Loazzolo, nel cuore dell’Alta Langa Astigiana, IZart Gallery inaugura la sua seconda mostra con “THIS MUST BE THE PLACE”, un progetto espositivo realizzato in collaborazione con la Galleria Ferrero di Ivrea e curato da Andrea Daffra.

Fondata da Luigi Isolabella della Croce e Owen Zaccagnino, IZart Gallery è uno spazio dedicato all’arte contemporanea che trova la propria identità nel dialogo tra arte, territorio, cultura e accoglienza.

La galleria, ospitata negli spazi di Borgo Isolabella Wine & Vermouth Relais, nasce con l’intento di portare la ricerca artistica contemporanea all’interno di un paesaggio fortemente caratterizzato dalla natura e dalla cultura vitivinicola, creando un luogo di incontro e di confronto lontano dai tradizionali circuiti espositivi. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 11 alle 17 fino al 10 gennaio.

Con “THIS MUST BE THE PLACE”, questo dialogo si approfondisce attraverso una riflessione sulla luce, sulla materia e sull’ordine naturale, elementi che attraversano linguaggi e sensibilità differenti.

Il progetto prende avvio dalla mostra “YANTRA”, presentata dalla Galleria Ferrero a Ivrea nell’aprile 2026, e ne sviluppa il percorso all’interno del particolare contesto di Borgo Isolabella. Al centro dell’esposizione è il confronto tra la materia cosmica di Federico Ferrarini, le architetture di luce di Silvia Serenari e la ricerca del Duo ES con Nicola Evangelisti, in un percorso che invita a superare la dimensione puramente visibile dell’opera per interrogarsi sull’origine, sulla percezione e sulle strutture profonde del cosmo.

Le sculture di Federico Ferrarini (Verona, 1976) nascono da pietre e marmi provenienti da diverse parti del mondo, trasformati in ingranaggi e forme scultoree uniche. La materia diventa così un dispositivo capace di evocare una dimensione cosmica e di mettere in relazione natura, tecnologia e presenza umana.

La ricerca di Silvia Serenari (Piombino, 1974) e Nicola Evangelisti (Bologna, 1972), attraverso video, simboli e opere trasferite su fotoceramica, si muove invece lungo il confine tra visibile e invisibile, costruendo vere e proprie architetture di luce nelle quali il simbolo diventa strumento per risalire dalla percezione al principio creatore.

A questo nucleo si affiancano le opere di Ernesto Morales, Alessandro D’Aquila e Owen Zaccagnino, ampliando il percorso attraverso differenti interpretazioni della luce.Ernesto Morales (Buenos Aires, 1974), artista visivo, concentra la propria ricerca sulla luce come fenomeno percettivo, simbolico e materiale. Le opere della serie Luci e le celebri Clouds si inseriscono nel percorso espositivo come una riflessione sulla capacità della luce di trasformare la percezione e generare nuovi spazi interiori.

Alessandro D’Aquila (1989), originario dell’Abruzzo e residente a Milano, porta al centro della propria ricerca il linguaggio Braille. Nelle sue Tavole poetiche ottometriche, segni e superfici diventano strumenti per riportare alla luce temi e significati spesso sottratti all’attenzione quotidiana. La sua ricerca invita lo spettatore ad andare oltre la parola, affidandosi alla fantasia, all’intuito e a una diversa forma di percezione.

Completa il percorso Owen Zaccagnino (1989), fotografo italo-inglese, direttore di IZart Gallery e direttore generale di Borgo Isolabella Wine & Vermouth Relais. Partecipa al progetto con una selezione di opere fotografiche dedicate alla natura. La sua ricerca nasce dall’incontro tra arte e paesaggio e utilizza la fotografia per celebrare la luce, la vita e la resilienza del mondo naturale.

Le opere si pongono inoltre in relazione diretta con il territorio che ospita la mostra, sottolineandone il valore e la necessità di una consapevolezza sempre maggiore nei confronti dell’ambiente.

“THIS MUST BE THE PLACE” diventa così non soltanto il titolo di una mostra, ma una dichiarazione di intenti: la volontà di riconoscere nel luogo — nel paesaggio, nella materia, nella luce e nella relazione tra uomo e natura — una dimensione capace di generare cultura e nuove forme di ricerca.

Il percorso espositivo invita il visitatore a guardare oltre l’illusione del visibile, a riconoscere connessioni tra elementi apparentemente distanti e a confrontarsi con quell’ordine vivo e mutevole che lega la materia, la luce e il cosmo.

Con questa seconda esposizione, IZart Gallery prosegue il proprio percorso affermandosi come un progetto culturale capace di mettere in relazione arte contemporanea e territorio, offrendo agli artisti uno spazio di ricerca e al pubblico un’esperienza che unisce cultura, natura, accoglienza ed i vini e Vermouth della cantina Isolabella della Croce.

ARTISTI

  • Federico Ferrarini
  • Silvia Serenari
  • Nicola Evangelisti / Duo ES
  • Ernesto Morales
  • Alessandro D’Aquila
  • Owen Zaccagnino

In collaborazione con: Galleria Ferrero, Ivrea

A cura di: Andrea Daffra

Organizzata da: IZart Gallery

Fondatori e galleristi: Luigi Isolabella della Croce e Owen Zaccagnino

Orari per la visita: tutti i giorni dalle 11 alle 17

Inaugurazione: sabato 19 settembre 2026, ore 17.00

Sede: IZart Gallery – Borgo Isolabella Wine & Vermouth Relais, Loazzolo (AT)