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TIRAMISÙ WORLD CUP diventa l’occasione per scoprire la splendida Marca Trevigiana

Cucchiaino dopo cucchiaino, la Tiramisù World Cup porta a Treviso concorrenti, appassionati e visitatori provenienti da tutto il mondo dal 9 all’11 ottobre. Un appuntamento che celebra uno dei dolci più iconici della tradizione italiana e che rappresenta anche un’opportunità per scoprire il patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico della Marca Trevigiana.

Nei giorni della competizione, infatti, il territorio offre numerose possibilità per trasformare una visita in un’esperienza più ampia, tra città d’arte, itinerari naturalistici, borghi storici, colline vitate e luoghi simbolo della cultura veneta.  Con l’arrivo di ottobre, tra le sfumature dell’autunno che colorano il paesaggio e un clima ideale per le attività all’aria aperta, la destinazione si mostra in uno dei suoi momenti più suggestivi.

“La Tiramisù World Cup rappresenta una straordinaria occasione per far conoscere ai visitatori le molte anime della Marca Trevigiana”, afferma Giulia Casagrande, presidente della Fondazione DMO Marca Treviso. “Il tiramisù è oggi uno dei dolci più conosciuti e amati al mondo, un vero simbolo dell’eccellenza italiana capace di raccontare la nostra cultura gastronomica ben oltre i confini nazionali. Ed è proprio a Treviso, città alla quale la sua storia è profondamente legata, che nasce questa manifestazione, con l’obiettivo di celebrare non solo uno dei dessert più iconici del Made in Italy, ma anche il territorio che ne custodisce le origini. Chi arriva qui per assistere alle gare può cogliere l’occasione per scoprire una destinazione ricca di fascino, tra città d’arte, paesaggi unici, eccellenze enogastronomiche e una rete diffusa di esperienze autentiche. Per questo abbiamo voluto offrire a chi arriva per la manifestazione qualcosa di più di un elenco di luoghi da vedere: un calendario di esperienze, costruite insieme a chi il territorio lo vive e lo racconta ogni giorno. Dalle mura di Treviso al Sile, dalle ville venete alle colline patrimonio UNESCO, la Marca Trevigiana offre un patrimonio straordinario”.

Per chi vuole approfondire il legame tra Treviso e la nascita del celebre dessert, è disponibile un tour dedicato ai luoghi simbolo del tiramisù. Partendo da Piazza dei Signori, il percorso attraversa via Barberia, Piazza Borsa, San Nicolò, Piazza Duomo e i Buranelli, raccontando le diverse versioni legate alle origini della ricetta e la storia del cosiddetto “Tiramisù legittimo”. L’esperienza si conclude con una degustazione dedicata al dolce più famoso della tradizione trevigiana.

Gli amanti del turismo lento possono invece scoprire il rapporto che lega la città all’acqua partecipando a un percorso guidato in bicicletta tra il centro storico, la Ciclovia Treviso-Ostiglia e il Parco del Sile. Un itinerario che racconta come fossati, ferrovie storiche, fiumi e mulini abbiano contribuito nei secoli allo sviluppo del territorio, alternando paesaggi urbani e naturali fino alle sorgenti del Sile.

Sempre in sella, un’altra proposta conduce lungo l’antica alzaia del fiume seguendo il percorso compiuto un tempo dai grandi burci che trasportavano merci verso Venezia. La pedalata attraversa il porto di Fiera, costeggia lavatoi e mulini e raggiunge il suggestivo Cimitero dei Burci di Casier, dove i resti delle antiche imbarcazioni emergono ancora dall’acqua immersi nella vegetazione.

Per chi desidera abbinare cultura ed enogastronomia, le campagne a pochi chilometri da Treviso offrono visite guidate all’interno di una storica dimora veneta ancora immersa nei propri vigneti. Il percorso conduce tra giardini monumentali, ambienti storici e antiche cantine, permettendo di conoscere una tradizione vitivinicola secolare e di concludere l’esperienza con una degustazione di vini del territorio accompagnati da prodotti tipici locali.

Queste proposte rappresentano solo alcune delle esperienze disponibili durante la Tiramisù World Cup e offrono ai visitatori l’opportunità di vivere la Marca Trevigiana attraverso prospettive diverse: dai luoghi legati alla storia del tiramisù ai percorsi lungo il Sile, dalle pedalate nella natura alle eccellenze enogastronomiche custodite nelle ville e nelle campagne del territorio.

Per informazioni, prenotazioni e dettagli sulle esperienze: VisitTreviso.it

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Nei boschi della Carnia, in Friuli Venezia Giulia

Anime migranti: la notte di Halloween


Una lunga processione di anime si incammina lentamente dalle tombe verso la chiesa, mentre sui davanzali sono posti piccoli doni e offerte e brillano fiammelle, segno discreto di una casa che le attende. È un’atmosfera mistica, sospesa nel tempo e orientata alla purificazione, quella che -fra i monti della Carnia in Friuli Venezia Giulia – caratterizzava alla vigilia di Ognissanti la La Not dalis Muars (la notte delle zucche intagliate), sorta di Halloween ante litteram in versione carnica. L’origine di questa tradizione è antichissima e risale alle celebrazioni per il Capodanno celtico, quando per una notte cadevano le barriere fra il mondo dei vivi e quello dei morti, che tornavano nei luoghi dove avevano vissuto.

È da questa suggestione che prende forma Anime migranti: la notte di Halloween, l’esperienza proposta da Visit Zoncolan a Paluzza, fra i boschi e le radure dell’antica Torre Moscarda: il 31 ottobre, con replica il 1° novembre, dalle 20, il paesaggio si farà racconto, accompagnando i visitatori dentro una memoria in cui la vita e la morte si sfiorano con delicatezza.

La Not dalis Muars, richiama le zucche intagliate e un patrimonio di credenze nel quale si intrecciano religiosità, leggende e suggestioni di antichi riti stagionali. Nel passaggio verso i mesi più freddi, il confine fra il mondo visibile e quello invisibile si fa, nel racconto popolare, più sottile. I morti tornano vicini e i vivi preparano per loro un posto nella notte.  La passeggiata guidata invita a entrare in questa atmosfera a passo lento. Le lanterne disegnano piccoli cerchi di luce mentre oltre, il bosco rimane avvolto nell’ombra. Sotto le scarpe crepitano le foglie, mentre le storie accompagnano il cammino fra alberi e radure.  Il mistero ha qui il calore di una memoria condivisa. Si cammina per incontrare le leggende, ma anche per ritrovare un modo antico di abitare la montagna: riconoscere i suoi ritmi, rispettarne il buio, affidare a una fiamma il pensiero di chi manca.

Alla fine del percorso arriva il sapore dei cjarsòns, sorta di ravioli tipici della Carnia il cui gusto gioca fra dolce e salato, accompagnati dal vino. La degustazione riprende il significato delle offerte che venivano lasciate sui davanzali insieme a piccoli vasi d’olio, con stoppini galleggianti accesi: luce e nutrimento destinati ai defunti. Il cibo prolunga così il racconto e restituisce alla notte una dimensione familiare. Fra il tremolio delle lanterne e il gusto di una ricetta del territorio, Visit Zoncolan invita a vivere un Halloween raccolto e suggestivo, una notte in cui la memoria trova un sentiero, e il sentiero conduce, infine, al calore della tavola.

Per informazioni e prenotazioni: https://www.visitzoncolan.com/attivita-ed-esperienze.

Visit Zoncolan – Tel. +39 0433 778921 – www.visitzoncolan.com – info@visitzoncolan.com

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A Sutrio tornano i corsi di scacchi aperti a tutti, giovani e adulti, principianti ed appassionati.

E nasce il Circolo di Scacchi Torri Carniche, l’unico della Carnia affiliato alla FSI.

Dopo il grande successo della prima edizione della scorsa primavera, sono ripresi a Sutrio i corsi di scacchi per diversi livelli di conoscenza e di avvicinamento al gioco per bambini. Ad organizzarli con la Pro Loco è la locale associazione scacchistica,che nel frattempo si è strutturata e, sotto il nome diCircolo di Scacchi Torri Carniche, si appresta a diventare l’unico circolo di scacchi con affiliazione FSI della Carnia. Partiti a marzo con i primi corsi, i fondatori hanno programmato l’assemblea costitutiva per fine ottobre, mentre a gennaio 2027 avverrà appunto l’affiliazione ufficiale alla Federazione Scacchistica Italiana (FSI) per permettere agli iscritti di ottenere la tessera agonistica. Guidato dal presidente Giovanni Riefolo, il circolo è l’unica realtà in Carnia a offrire un calendario così strutturato di corsi ed eventi e le sue attività si svolgono nella sala polifunzionale di Sutrio.

I corsi sono pensati per avvicinare nuovi appassionati al mondo degli scacchi e approfondire la comprensione delle strategie di gioco da parte di chi li pratica già, in un ambiente cordiale e accogliente, rafforzando lo spirito di comunità. L’associazione si rivolge con formule flessibili a tutte le età, compresi i bambini, per i qualil’avvicinamento al gioco avviene tramite strumenti ludici, come scacchiere giganti e magnetiche, e da febbraio sono già previsti progetti per il doposcuola. Il Corso base è il punto di partenza per comprendere come si articolano le fasi del gioco e quali sono i principi per svilupparlo in modo solido e armonico. Il Corso avanzato è adatto a chi vuole migliorare il proprio gioco, in generale o in preparazione a tornei di livello agonistico, con lo studio di strategie, patten e tattiche, approfondendo le conoscenze teoriche in tutte. Dato che l’istruttore principale certificato FSI si collega da Roma, le lezioni vengono registrate e caricate sul sito ufficiale torricarniche.it, consentendo agli iscritti che hanno impegni di lavoro o familiari di rivederle in qualsiasi momento. Le lezioni sono alternate a serate di gioco libero aperto a tutti il martedì e il venerdì (calendario su https://torricarniche.it/calendario-2026/).

“In agosto la nostra associazione ha riscontrato un grande successo organizzando il suo primo Torneo regionale amatoriale, che ha visto la partecipazione di circa 40 giocatori di tutte le età e provenienze – dice il presidente Giovanni Riefolo – Per febbraio, l’obiettivo è portare in Carnia un altro Maestro FIDE per una due giorni di corsi specifici, che si concluderà con una partita simultanea su 30 scacchiere.”

Per informazioni:

Pro Loco Sutrio – Tel: 0433 778921; info@torricarniche.it, https://torricarniche.it

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“Han. Garak” tra danza e musica a Mantova si scopre la Corea

Arrivo da Brescia lungo le strade che collegano la mia città a quella della provincia vicina: Mantova.

Supero un ponte, il cielo ormai si sta facendo scuro e le luci artificiali illuminano il castello della città. Alla mia sinistra il fiume Mincio con le luci riflesse nel suo specchio. La mia meta è il magnifico e romantico Teatro Scientifico Bibiena, teatro che nel 1770 ospitò anche un concerto di Wolfgang Amadeus Mozart.

Sono invitata a vedere AWave K-stage con HAN GARAK – L’anima della Corea, un progetto culturale internazionale che conduce il pubblico alla scoperta delle arti performative tradizionali coreane attraverso musica, danza, gestualità scenica, costumi e strumenti della tradizione. Protagonista di questo evento è una delegazione di musicisti e danzatori provenienti dalla Seoul National University e dalla Sejong University.

Ed eccomi qui, accomodata in prima fila, pronta ad entrare in un mondo, in un territorio, in una cultura lontanissima e molto affascinante.

La performance si divide in sei rappresentazioni che vi descrivo qui di seguito.

L’Hwanggwanmu

L’Hwanggwanmu è una danza tradizionale coreana eseguita indossando un elaborata corona di fiori e accompagnata dall’ampio movimento delle lunghe maniche di seta (hansam). Attraverso il simbolismo della vita incarnato nei fiori, la danza esprime l’aspirazione al rinnovamento e all’eternità dell’esistenza umana, nonché alla pace e al benessere. Nata dalla fusione di elementi propri della danza di corte e della danza popolare, l’Hwanggwanmu combina una coreografia solenne e raffinata con una qualità del movimento delicata e affascinante, rivelando l’estetica e la sensibilità proprie della danza tradizionale coreana. All’interno di una struttura coreografica misurata, i movimenti vivaci e dinamici caratteristici della danza popolare della regione di Haeseo (che si trova lungo la costa occidentale dell’antica provincia di Hwanghae), ne esprimono l’identità regionale e ne arricchiscono ulteriormente il valore artistico.

Io ci ho visto un petalo di magnolia che si stacca dalla pianta e volteggia in aria fino a poggiarsi sulla superficie di uno specchio d’acqua.

Cheonnyeonmanse

Cheonnyeonmanse è una composizione strumentale composta da Gyemyeon Garak Doduri, Yangcheong Doduri e Ujo Garak Doduri. Il titolo significa letteralmente “possa vivere per mille anniồied esprime l’augurio di lunga vita per il Re, nonché di pace e prosperità per la nazione. Considerata una delle opere più rappresentative del Julpungnyu – una forma di musica da camera coreana incentrata sugli strumenti a corda – è caratterizzata da un’atmosfera luminosa, s’egante e vivace. I tre movimenti seguono una struttura basata sull’alternanza di tempi moderati, veloci e nuovamente moderati, dando vita a una progressione musicale equilibrata, in cui tensione e distensione si susseguono armoniosamente.

Mi è apparso come un documentario di quei territori ed inquadrano la popolazione mentre percorre un fiume. È stato inebriante osservare la delicatezza delle dita delle mani dei musicisti.

Hwamu Ryuwon

Alle origini della cultura tradizionale coreana. la danza era utilizzata come mezzo di comunicazione con il divino, attraverso riti di fede e pratiche rituali. Grazie alla sua ricchezza simbolica inesauribile, si sviluppò nel tempo in una forma di danza cerimoniale capace di esprimere l’aspirazione alla perfezione dell’esistenza umana e alla pace eterna. Quest’opera reinterpreta, con una sensibilità contemporanea, l’aspirazione della danza tradizionale coreana alla vita eterna dell’umanità e alla pace nel mondo, trasmettendo la visione di un mondo ideale immaginato dall’uomo.

Nella mia mente ho visto una mongolfiera colorata – come i loro abiti – mentre si destreggia tra monti e vallate.

Cagok – Hwangyerak, Pyeonsudaeyeop

Il Gagok è uno dei più raffinati generi vocali tradizionali della Corea, in cui la poesia sijo viene cantata con l’accompagnamento di un piccolo gruppo di strumenti musicali tradizionali. Il primo brano, Hwangyerak, dà voce a una poesia sijo dal tono umoristico, che rievoca i richiami giocosi dei bambini intenti ad accudire il bestiame, evocando un’atmosfera calda e spensierata. Il secondo brano, Pyeonsudaeyeop, paragona poeticamente le persone a diversi fiori – tra cui peonie, girasoli, fiori di loto, fiori di albicocco e crisantemi – ciascuno simbolo di una bellezza e di un carattere distinti. Le immagini raffinate e l’elegante espressione poetica sono tra le qualità distintive dell’opera.

Una ragazza dai lineamenti morbidi (come la sua voce) e di dolce verde pastello vestita ondeggia delicata come ninfea.

Jindo Buk Chum

Il Jindo Buk Chum, danza popolare rappresentativa della regione di Jindo, situata nella provincia di Jeolla del Sud, in Corea, è una danza dinamica in cui il ritmo di un tamburo, legato alla vita e suonato con bacchette impugnate in entrambe le mani, accompagna i movimenti dei danzatori. Caratterizzata da una varietà di ritmi che si susseguono e si trasformano, la danza combina energia e vigore con precisione e delicatezza, armonizzando la linearità dei movimenti con la grazia delle forme curve e fluide. La combinazione dei ritmi incalzanti del tamburo, che accrescono l’entusiasmo, e di una coreografia autentica e profondamente radicata nella tradizione esprime l’essenza della danza di tradizione popolare coreana. La sua intensa vitalità si fonde con il senso condiviso di sinmyeong (spirito esuberante), creando un forte legame con il pubblico.

Sembra una banda, dagli abiti color fieno abbelliti da dei drappi colorati, che passeggia per le vie del paese e, danzando in armonia, coinvolge ogni osservatore.

Arrang Pungnyu

Arrang e un rappresentativo canto popolare tradizionale coreano che racchiude con bellezza le emozioni della vita coreana – le sue gioie, i suoi dolori e tutto ciò che sta in mezzo. Sebbene le sue melodie e i suoi testi varino da regione a regione, il contenuto esprime costantemente la nostalgia per chi si è dovuto lasciare e la speranza per il futuro, rendendolo emblematico del sentimento culturale distintivo della Corea. Quest’opera aggiunge alla delicata melodia dell’Arirang, suonata con strumenti tradizionali coreani, la bellezza caratteristica dello spazio vuoto (yeobaek), del respiro, e la bellezza della quiete nel movimento (jeongjungdong), propria della danza tradizionale coreana.

Luci nel faro della notte sono queste danzatrici delicate e soavi accompagnate dalla loro guida, maestra che trasmette e tramanda arte, cultura e vita. Lei guida delicata come tulipano rosa in fiore (e il suo abito mi ricorda proprio questo).

La maestra che cito è letteralmente la direttrice della danza ma, durante l’esibizione ha proprio trasmesso il senso di esser la guida di queste ragazze e della diffusione di quest’arte che narra la storia del suo territorio e di un popolo intero.

Altro aneddoto, da amante degli strumenti musicali, riguarda proprio quelli utilizzati stasera:

  • Sogeum: un flauto piccolo che ricorda il flauto dolce sopranino.
  • Janggu: un tamburo a doppia faccia che, per la forma, ricorda una clessidra.
  • Geomungo: una cetra a sei corde pizzicata con un piccolo bastoncino di legno; stupenda alla vista e magnifico vederla suonare.
  • Haegeum: uno strumento a due corde ad arco, simile a un piccolo violino verticale che mi ha affascinata.
  • Daegeum: uno strumento a fiato simile al flauto traverso e fatto di bambù.

Insomma, si è trattata di una serata in cui ho potuto scoprire parte di una cultura unica e peculiare che non dimenticherò mai.

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HAN GARAK porta a Mantova e Verona l’anima della Corea

Dal 4 al 7 ottobre musica, danza e tradizioni coreane in scena
al Teatro Scientifico Bibiena e al Teatro Stimate

Arriva per la prima volta tra Mantova e Verona AWave K-stage con HAN GARAK – L’anima della Corea prende vita, progetto culturale internazionale che conduce il pubblico alla scoperta delle arti performative tradizionali coreane attraverso musica, danza, gestualità scenica, costumi e strumenti della tradizione.

Dal 4 al 7 ottobre 2026 una delegazione di musicisti e danzatori provenienti dalla Seoul National University e dalla Sejong University sarà protagonista di quattro spettacoli serali e di un appuntamento speciale dedicato alle scuole. Due luoghi di particolare valore culturale – il Teatro Scientifico Bibiena di Mantova e il Teatro Stimate di Verona – accoglieranno un’esperienza scenica rara nel panorama italiano, capace di avvicinare il pubblico ai ritmi, ai movimenti e ai linguaggi del patrimonio culturale immateriale coreano.

Il programma

  • Domenica 4 ottobre, ore 20.30 – Teatro Scientifico Bibiena, Mantova
  • Lunedì 5 ottobre, ore 20.30 – Teatro Scientifico Bibiena, Mantova
  • Martedì 6 ottobre, ore 20.30 – Teatro Stimate, Verona
  • Mercoledì 7 ottobre, ore 10.00 – Teatro Stimate, Verona – spettacolo riservato alle scuole
  • Mercoledì 7 ottobre, ore 20.30 – Teatro Stimate, Verona

HAN GARAK nasce dalla collaborazione tra AWave Vistoso & Partners e The Grant Café, con il coinvolgimento delle due prestigiose università di Seoul. Il progetto non propone soltanto uno spettacolo, ma un’occasione concreta di dialogo tra Italia e Corea del Sud, con una particolare attenzione ai giovani, alla formazione e alla creazione di future opportunità di scambio culturale e artistico.

«Abbiamo voluto portare a Mantova e Verona un progetto capace di emozionare e, nello stesso tempo, di creare conoscenza», spiega Sofia Guidara, coordinatrice di HAN GARAK in Italia. «La musica e la danza permettono di superare le barriere linguistiche e di entrare in contatto diretto con l’identità di un Paese. La presenza delle università coreane rende questa iniziativa anche un punto di partenza per nuove relazioni tra studenti, artisti e istituzioni formative».

Un appuntamento speciale per le scuole. La rappresentazione di mercoledì 7 ottobre alle ore 10.00 è stata pensata come esperienza di educazione interculturale per studenti e docenti. Lo spettacolo offrirà ai ragazzi la possibilità di conoscere una tradizione raramente rappresentata nei teatri italiani e di riflettere sui temi dell’identità culturale, della diversità e del dialogo tra popoli.

Gli spettacoli serali sono aperti al pubblico. Il biglietto intero ha un costo di 25 euro; sono previste tariffe ridotte per i bambini. Per la matinée scolastica la quota di partecipazione è di 10 euro per studente.

INFORMAZIONI SU AWAVE

AWave è un programma culturale internazionale dedicato a creare connessioni tra Asia ed Europa attraverso l’arte, la cultura e lo scambio creativo.

Attraverso mostre, performance e iniziative culturali, AWave offre ad artisti, gallerie, istituzioni e comunità creative l’opportunità di incontrarsi, collaborare e confrontarsi con un pubblico internazionale.

Il programma italiano 2026 presenta due espressioni complementari della cultura coreana: Han.Garak, un programma dedicato alla musica e alle arti performative tradizionali coreane, con K-Stage dal 4 al 7 ottobre 2026 a Mantova e Verona, e K-Fine Art, una presentazione dell’arte contemporanea coreana ad ArtVerona, dal 9 all’11 ottobre 2026.

Informazioni e biglietti

E-mail: info@thegrantcafe.eu
Telefono: +39 340 26 46 191

HAN GARAK

HAN GARAK è un progetto culturale dedicato alla valorizzazione delle arti performative tradizionali coreane. Attraverso spettacoli, incontri e relazioni con il mondo della formazione, promuove la conoscenza reciproca e la cooperazione culturale tra Corea del Sud e Italia.

Contatti stampa

Sofia Guidara – The Grant Café
E-mail: info@thegrantcafe.eu
Tel. +39 340 26 46 191