Sono stati presentati mercoledì 7 ottobre il nuovo menù e la nuova carta vini del ristorante Bistrot It Maison di Milano.
It Maison è un progetto nato dall’incontro tra gli imprenditori Alessio Matrone e Danilo Caruso (fondatori del noto brand internazionale di ristoranti IT, presente in località come Ibiza, Londra, Porto Cervo e Tulum) e il mondo dell’ospitalità di VMaison, boutique hotel in zona Brera.
L’hotel con Bistrot si trova in una strada chiusa e lontana dal casino. Un dehor accogliente e curato accoglie i clienti. Varcata la soglia, eleganti abbinamenti contemporanei creati dall’interior designer Veronica Zimbaro abbracciano e ti fanno sentire subito in un luogo di quiete ed eleganza, dimenticando subito il tran-tran milanese.
Gli interni portano la firma di VMaison Interior, con uno stile che unisce dettagli eclettici, carte da parati floreali e un’atmosfera intima rendendo ogni ambiente unico.
Il Bistrot è pensato come un rifugio urbano aperto da mattina a notte (dalla colazione al pranzo, dall’aperitivo al dopocena), con una proposta gastronomica che fonde tradizioni mediterranee e influenze internazionali e che pochi giorni fa ha subito una nuova modifica per intensificare la loro filosofia.
La cucina è gestita dallo chef Romualdo Palladino che propone menù differenti in base al momento della giornata e all’occasione: dalla colazione, al brunch fino ad una cena elegante e, contemporaneamente, moderna e giocosa.
La carta serale è suddivisa principalmente tra piatti di carne e piatti di pesce con particolare attenzione al crudo e alle materie prime di buona qualità. I prezzi sono bilanciati alla location, alla zona e alla città. I dolci sono semplici e, forse, arricchirei la sezione con qualche proposta più particolare.
Come accennavo, la serata in cui ho potuto scoprire It Maison Milano è stata anche la presentazione della nuova sezione dedicata ai vini che ora, anche in mescita, propone vini biodinamici.




Con il mio antipasto ho preso la tartare di tonno con datterino giallo e peperoncino. Ottimo il pesce e anche piacevole la nota piccante. In abbinamento a questo piatto ho bevuto un calice di “L’oca guardiana che dorme beata 2025”, un 100% Pallagrello Bianco appartenente alla categoria Terre del Volturno IGP. Un vino dal colore paglierino e dal sentore di frutta esotica, prodotto dalla cantina Aie delle Monache di Caiazzo, in provincia di Caserta.
Come secondo piatto sono rimasta sul pesce e ho scelto rombo alla brace con salsa al limone e cime di rapa. Ottimo e corposo il trancio di rompo, cotto molto bene, forse avrei voluto trovare qualche lisca in meno. La parte agrumata della salsa era una vera coccola e ben ci stava con il secondo vino: “Chiaro 2023” della cantina Cascina Val Liberata di Villamiroglio, in provincia di Alessandria. Un vino che chiamava la beva.



Infine, una fetta di torta al cioccolato accompagnata da un calice di “Barolo Chinato” di Poderi Luigi Einaudi di Dogliani, in provincia di Cuneo.
L’abbinamento consigliato dal sommelier è stato molto azzeccato per i miei gusti, ma sono tanti i vini che ho letto nella lista e che mi hanno incuriosita.



Infine, proprio adatto per un dopocena, mi sono anche goduta un ottimo cocktail preparato dal loro barman di fiducia.
Insomma, un locale di stile, con personalità e identità. Un luogo glamour, poliedrico dove staccare anche la spina e che incarna totalmente la filosofia all day dining.
Unica pecca, alcune figure del personale di sala dovrebbero avere un po’ più di accortezza perché location, proposte e stile sono davvero raffinati e intriganti. Sicuramente un locale di alto livello dove tutto deve abbracciare quella linea di eleganza understated.

