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Consorzio Garda DOC continua ad evolvere

Un territorio collinare dalle caratteristiche paesaggistiche uniche, tra Lombardia e Veneto, protetto dalle montagne e affacciato sul bacino più grande d’Italia: qui, tra le province di Brescia, Mantova e Verona, sorge la DOC Garda, un’area di produzione vitivinicola in cui le speciali condizioni climatiche hanno plasmato nel tempo le qualità delle diverse specie di uva che vi crescono e, tuttora, ne determinano le peculiarità. Riconosciuta per la prima volta nel 1996 con lo scopo di valorizzare i vini varietali prodotti nelle 10 storiche zone di produzione dell’area gardesana, la DOC Garda è una denominazione guidata da un forte spirito di innovazione, in grado, negli anni, di evolversi in base alle esigenze dei consumatori, pur rispettando un prodotto che qui ha origini antichissime. Il consorzio ottenuto il riconoscimento ministeriale nel 2016 e operante erga omnes dallo stesso anno, oggi rappresenta 250 utilizzatori della filiera promuovendo una fra le più rappresentative aree per dimensione, oltre chè enogastronomiche e turistiche d’Italia. 

UN LEGAME MILLENARIO TRA VITICOLTURA E TERRITORIO. CENNI STORICI

“La viticoltura nell’area della DOC Garda ha una storia millenaria; una tradizione che, grazie a particolari caratteri agro-climatici, contraddistingue questo territorio sin dall’età del ferro, regalando un vino espressione di queste condizioni uniche al mondo”. Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC.

Il territorio della DOC Garda e la viticoltura sembrano legate a doppio filo, strette da un legame indissolubile, di cui si hanno tracce sin dall’età del ferro. Come dimostrato da recenti studi scientifici, la viticoltura in questa area veniva infatti praticata già dall’epoca dei Celti, degli Etruschi e dai Greci. Una tradizione portata avanti poi anche in epoca romana –  come documentato dal ritrovamento di reperti di torchi vinari nei dintorni di Verona –  e che è quindi proseguita durante il Medioevo e nell’Evo moderno, arrivando infine ai giorni nostri portando e adattando, negli anni, le tecniche di coltivazione moderne. 

Una tradizione che ha visto nei secoli formazioni geologiche diverse e una grande variabilità climatica con un alternarsi di fasi freddo-umide e caldo-aride che si ritrovano e caratterizzano il genoma delle varietà attualmente coltivate. Un clima equilibrato, mitigato dalle acque del lago e con piogge distribuite in modo omogeneo durante l’anno fanno della DOC Garda un territorio naturalmente predisposto alla viticoltura di qualità. Ed è proprio con l’obiettivo di riconoscere e salvaguardare queste eccellenze produttive che nel 1968 viene per la prima volta utilizzato il termine geografico “Garda” per etichettare i vini prodotti in questo territorio; mentre è del 1996 il riconoscimento ministeriale della DOC che ricordiamo è disegnata entro i confini di produzione di denominazioni “storiche” della Riviera Bresciana, dell’Alto Mantovano e della provincia di Verona.

A partire dal 2016, il Consorzio opera nei confronti di tutti coloro, associati e non, che rivendicano le denominazioni. Non solo promozione e tutela dei vini prodotti nelle aree della denominazione, oggi il Consorzio è impegnato nell’affermazione del brand “Garda DOC”. 

 L’ultimo aggiornamento del disciplinare di produzione introduce dalla vendemmia 2025 nuove tipologie e importanti revisioni tecniche. Entrano a far parte della denominazione le tipologie Müller Thurgau, nelle versioni vino, frizzante e spumante, e il Garda Rebo, nella categoria vino fermo. Per le tipologie spumante e frizzante vengono inoltre aggiunte le specificazioni di vitigno “Garganega” e “Chardonnay”. La Garganega, principale varietà autoctona a bacca bianca della DOC, negli ultimi anni è stata al centro di un’intensa attività di sperimentazione agronomica e, a partire dalla vendemmia 2025, potrà essere commercializzata anche nella versione “low alcol”, con un titolo alcolometrico di 9% vol. — la prima DOC italiana che dedica a un vino fermo a bassa gradazione alcolica, segnando un importante passo innovativo nel panorama enologico nazionale.

Per le versioni rosé spumante e frizzante debutta inoltre la specificazione “Corvina”, che arricchisce ulteriormente il profilo della denominazione valorizzando una varietà autoctona tra le più rappresentative dell’area gardesana. Un riconoscimento che conferma l’attenzione crescente del Consorzio verso le uve del territorio e la volontà di offrire vini capaci di esprimere autenticità, identità e legame con l’origine. Tra le novità anche l’introduzione della versione ramato e rosè per il Pinot grigio; varietà di fama internazionale che valorizza l’Italia nel mondo. Rilevante inoltre anche l’introduzione, “the last but not the least, per la categoria spumanti metodo classico della menzione “Cremant” Garda per le bollcine bianche e rosè, che avvicina la produzione gardesana agli standard qualitativi internazionali e alle più prestigiose tradizioni europee.

Tra le modifiche al disciplinare si segnala inoltre l’estensione di una piccola e vocata area di collina morenica nel comune diCastenedolo, in provincia di Brescia.

La nostra missione” dichiara il Presidente del Consorzio Garda Doc, Paolo Fiorini “è chiara: dare voce a un territorio unico, che ha saputo unire la tradizione viticola a una visione moderna e internazionale. L’aggiornamento del disciplinare è un tassello fondamentale di questo percorso, perché consente di valorizzare ulteriormente le peculiarità delle varietà autoctone e internazionali che convivono in quest’area, offrendo al consumatore un ventaglio di esperienze gustative coerente, riconoscibile e profondamente legato al Lago di Garda.

La modifica del disciplinare è partita con la campagna vitivinicola 2025/2026, segnando un nuovo capitolo nel percorso di crescita della denominazione, che ricordiamo essere iniziato nel 2016 con la prima importante rivisitazione del disciplinare di produzione.

Con questo nuovo disciplinare la DOC Garda ed il suo Consorzio rinnovano il proprio impegno nel promuovere la qualità, la sostenibilità e l’identità territoriale, raccontando un territorio che guarda al futuro senza perdere il legame con le proprie radici.

IL TERRITORIO GARDESANO, UN “PEZZO DI MEDITERRANEO” AI PIEDI DELLE ALPI

“I vini della DOC Garda nascono in un’area geografica senza uguali, un luogo unico avvolto dalle Alpi e illuminato da una luce travolgente che si specchia nell’acqua del lago. Qui, le colline, disseminate da vigne, raccontano un paesaggio ricco di “iconemi” la cui storia si intreccia imprescindibilmente a quella della viticoltura”. Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC. 

Un “pezzo di Mediterraneo” ai piedi delle Alpi: è così che potremmo definire l’area geografica che circonda il Lago di Garda. Un territorio dall’aspetto unico, caratterizzato da colline moreniche dalla tipica forma a semicerchio, frutto delle numerose glaciazioni e deposizioni lasciate dal Garda, quando il bacino era ancora un ghiacciaio.  Qui, grazie a un clima speciale costantemente temperato, si respira aria di Mediterraneo, circondati da un vegetazione – ricca di olivi, capperi, limoni, cedri e agavi – che ne ricorda la tipicità.  

In questo territorio la viticoltura ha giocato un ruolo di primo piano sin da epoca antichissima, agendo sempre in un’ottica di connessione e salvaguardia di tutto il paesaggio circostante: è così, infatti, che i numerosi “iconemi” di questo territorio sono rimasti intatti, diventando tutt’oggi veri e propri elementi distintivi del paesaggio gardesano. 

Ecco dunque che, sullo sfondo delle vigne, si ergono Pievi; marogne, tipici muretti a secco di grande valore architettonico, testimoni di ere geologiche e professioni del passato; strade interpoderali che si insinuano in valli e vallecole; borghi e contrade custodi di una antica tradizione produttiva e di una architettura rurale essenziale. Oltre a una vegetazione tipica del paesaggio mediterraneo, che porta con sé, ancora oggi, una biodiversità ricca e variegata.  

Gli “iconemi” che contraddistinguono l’area gardesana ci raccontano così di un territorio che trae insegnamento dal suo florido passato ma che è in grado, allo stesso di tempo, di mantenere costantemente lo sguardo al futuro, dimostrando come gestione dei vigneti e salvaguardia del paesaggio siano interconnesse e come quest’ultima sia strategica per lo sviluppo di modelli colturali capaci di coniugare la tradizione viticola con l’innovazione tecnologica. 

Ufficialmente riconosciuta nel 1996, la DOC Garda nasce con l’obiettivo di valorizzare i vini varietali provenienti dalle 10 zone storiche di produzione dell’area gardesana: Valtenesi, San Martino della Battaglia, Lugana, Colli Mantovani, Custoza, Bardolino, Valpolicella, Valdadige, Durello, Soave. Dieci eccellenze che si affacciano sul lago più grande d’Italia e che, oggi, oltre ai vini varietali, hanno visto ampliata la produzione introducendo la spumantistica e le tipologie Bianco e Rosso.  

Enografia e terroir

Le speciali caratteristiche dell’area del Garda si traducono in una grande varietà e ricchezza dal punto di vista enologico. Guardando, infatti, da vicino le zone di coltivazione della vita del gardesano, è possibile notare un’enografia variegata, suddivisibile in quattro grandi aree geografiche: la sponda est, la sponda sud, la sponda ovest e infine l’ala orientale del territorio. 

Quanto al terroir, le caratteristiche sono determinate dagli aspetti unici di questa area geografica, dovuti, a loro volta, sia al clima favorevole dato dalla vicinanza del lago, sia al succedersi di eventi geologici che, nel corso dei millenni, hanno conferito l’attuale conformazione del territorio.  La viticoltura si sviluppa infatti su suoli di agglomerati morenici, formatisi dai detriti di moto, rocce, sabbia e argilla depositati nel corso dei millenni dallo stesso ghiacciaio che avrebbe poi originato il lago di Garda e che, tempo, acqua e vegetazione, hanno trasformato nelle odierne colline che contraddistinguono il paesaggio gardesano. 

Si tratta di terreni che evidenziano una bassa differenziazione del profilo pedologico; sono in genere pietrosi, ricchi di scheletro, fortemente calcarei, ma con bassi livelli di calcare attivo. Nella maggior parte dei casi sono moderatamente profondi e presentano una scarsa trattenuta dell’acqua a causa della tessitura grossolana e della debole strutturazione. 

È in questo terroir dalle caratteristiche così particolari, forgiato dal tempo e aiutato da un clima “amico”, che nascono i vini della DOC Garda riconoscibili per morbidezza, freschezza e mineralità.

IL CLIMA GARDESANO E I SUOI EFFETTI SULLA VIGNA

“Un clima temperato che sembra ricordare quello mediterraneo, ma che gode, inoltre, della brezza del lago di Garda, di una luminosità senza pari e di un’esposizione al sole che garantisce una maturazione delle uve eccezionale”. Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC. 

È quindi una combinazione di condizioni favorevoli quella da cui nascono i vini della DOC Garda, una predisposizione unica che sembrano raccontare ad ogni sorso, nella loro incredibile estensione aromatica, ricca di sfumature, morbidezza e fragranza. Mai, dunque, come nell’area del Lago di Garda è possibile affermare che il clima giochi un ruolo di primo piano nella viticoltura e sia decisivo nella definizione delle caratteristiche dei vini a cui dà vita. 

Quello presente in questo territorio è un clima temperato subcontinentale, che può ulteriormente essere definito submediterraneo in quanto caratterizzato da estati non troppo calde ed inverni relativamente freddi, con precipitazioni ripartite in modo omogeno durante il corso dell’anno, tali da non creare un deficit idrologico estivo particolarmente importante ed evitare così condizioni siccitose tipiche delle aree totalmente mediterranee. 

Ma non solo, qui è il lago di Garda a fare da vero protagonista, grazie al suo decisivo effetto mitigante – che agisce sia sul caldo estivo che sul freddo invernale –  e alle brezze, tipiche proprio dei laghi più estesi, che lo attraversano e che qui risultano particolarmente intense per via della vicinanza delle montagne. 

Infine, una corretta esposizione solare, resa tale anche dalla pendenza del suolo che consente una migliore regolazione dell’accumulo di energia per unità di superficie, permette una perfetta maturazione delle uve e un’ulteriore esaltazione delle loro caratteristiche. 

Un mesoclima dalle caratteristiche particolari che, oggi, è possibile riassumere in due effetti principali riscontrabili sul comportamento della vigna. Il primo importante effetto, dovuto all’aumento delle temperature e, in generale, ai cambiamenti climatici – è l’aumento del grado zuccherino delle uve. Il secondo effetto è identificabile nell’intensificazione dell’attività metabolica della vite legata all’interazione dei mutati fattori climatici, con una conseguente sintesi zuccherina più significativa e, quindi, nuovamente una maggiore alcolicità. 

Queste caratteristiche in evoluzione costituiscono delle sfide importanti per mantenere e garantire ai consumatori elevati e costanti standard qualitativi. Da queste sfide infatti il Consorzio trae insegnamento per confermare il proprio approccio in linea con le esigenze mutevoli dei wine lover, tracciando un percorso in cui l’equilibrio del vigneto, inserito in questo contesto climatico, diventa la corretta chiave di interpretazione del nuovo sistema produttivo della denominazione, al fine di garantire vini di qualità in grado di soddisfare i gusti del consumatore contemporaneo e, nello stesso tempo, di assicurare al viticoltore e all’intera filiera un equo ritorno economico.

TIPOLOGIE E VITIGNI DEL GARDA DOC

Nata per dare rappresentanza ai vini varietali delle storiche zone di produzione dell’area gardesana, tra le province di Verona, Mantova e Brescia, e per valorizzare, quindi, tutti quei vini varietali che erano privi di  indicazione o riconoscimento territoriale. La DOC Garda ha visto la sua produzione ampliarsi nel corso degli anni, per comprendere nel tempo anche la produzione spumantistica e le tipologie Bianco e Rosso. Ad oggi, le tipologie ammesse da disciplinare di produzione sono:

Vini fermi varietali
Garganega, Chardonnay, Pinot grigio, Pinot bianco, Riesling, Sauvignon, Cortese, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Merlot, Corvina, Pinot nero, Marzemino, Muller Thurgau, Rebo.

Vini fermi in uvaggio e/o taglio a freddo
Bianco (Garganega, Chardonnay, Pinot grigio, Trebbiano, Cortese e Tocai friulano) Rosso (Merlot, Cabernet sauvignon, Cabernet Franc, Carmenère Corvina, Corvinone e Pinot nero) 

Spumanti “metodo italiano” 

Bianco (principalmente ottenuti da uve Garganega e Chardonnay) 

“Cremant” e “metodo classico” 

Bianco (principalmente Chardonnay, Pinot nero unito alle tradizionali varietà locali)

vitigni principali che strutturano il vigneto di produzione delle tipologie di vino della denominazione Garda DOC sono otto, quattro a bacca bianca “Garganega”, “Trebbiano” (“Trebbiano di Soave” e/o “Trebbiano di Lugana”), “Chardonnay”, “Pinot grigio” e quattro a bacca nera “Corvina”, “Marzemino”, “Merlot”, “Cabernet Sauvignon”. Completano la variabilità ampelografica tutti i vitigni “locali” dell’areale. 

LA DOC GARDA IN NUMERI

In vigneto

  • 2.358 ettari rivendicati nel 2025
  • 371.579 quintali di uva rivendicata nel 2025

In cantina

  • Totale bottiglie: 23.380.280
  • Il Garda bianco con più di 2 milioni di bottiglie ha registrato un incremento del 46 % rispetto l’anno precedente (2024);  
  • Il Garda Pinot Grigio mantiene la leadership varietale registrando nel 2025   8.100.000 bottiglie;
  • Il Garda Chardonnay registra un leggero calo rispetto al 2024, assestandosi nel 2025 a 3.900.000 bottiglie;
  • Tra i varietali locali il Garda Doc Garganega si mantiene costante nell’intorno dei 4.000.000 di bottiglie;
  • Tra le bollicine il Garda bianco nelle versioni frizzante e Spumante si assestano nell’intorno dei 3.000.000 di bottiglie
  • I rossi con Garda Merlot e Cabernet in testa, costanti nell’ intorno di 1.000.000 di bottiglie.
  • 250 produttori verticali e cantine cooperative che utilizzano la denominazione

MISSIONE E VISIONE DEL CONSORZIO 

Uno degli ambiti di intervento in cui si è mosso maggiormente e con grande successo il Consorzio negli ultimi 10 anni è senz’altro il consolidamento dell’immagine dei vini Garda, del BRAND di identità e del riconoscimento della denominazione.

“L’obiettivo che ci siamo posti, e su cui continueremo a lavorare, è far capire il ventaglio di opportunità che questa DOC può offrire, muovendoci parallelamente e senza mai entrare in contrasto con le denominazioni storiche che coesistono in questo territorio. La denominazione Garda DOC mira a mettere tutti i produttori in condizioni di valorizzare quello che questo areale può offrire”. Carlo Alberto Panont, Direttore del Consorzio Garda Doc.

Il Consorzio, dunque, opera non solo per incrementare la qualità – già consolidata – dei vini, ma per aumentarne il valore percepito. È a partire da questo presupposto, dunque, che il Consorzio si è adoperato negli ultimi sette anni, confermandosi ente dinamico e informato, impegnato per fornire stimoli a tutti i produttori del territorio sulle possibilità di questa denominazione. 

Un risultato concreto di questo approccio è riscontrabile nella vera e propria brandizzazione della denominazione che il Consorzio è riuscito a mettere in atto negli ultimi 10 anni, a partire dalla creazione di un racconto e di un’immagine riconoscibile e ben rappresentata nel logo che accompagna le attività di comunicazione. Un racconto che trova la sua forza proprio nel concetto di territorio che si innesta e incide sulla conoscenza dei vini del Garda e di tutte le ricchezze che qui trovano origine.  In quest’ottica si rivela cruciale collegare l’esperienza del Lago di Garda ai vini che qui si producono e la comunicazione che ne deriva non può che essere unitaria, trasversale a tutte le denominazioni e mirata a comunicare, per intero, l’area gardesana. 

Un approccio che, per citare qualche esempio, trova la sua conferma nella partecipazione elle edizioni 2026 di Vinitaly, Prowein e Wine Paris. 

I PROGETTI DEL CONSORZIO 

Con Garda Wine Stories il nostro desiderio è scolpire nell’immaginario delle persone l’identità dei nostri vini, varietali e bollicine d’eccellenza, interconnessi al nostro incantevole territorio con caratteristiche geografiche e climatiche uniche che lo rendono, non solo meta turistica tra le più ambite a livello nazionale e internazionale, ma anche una zona privilegiata per la viticoltura” – Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC.

Il territorio in cui nascono i vini della DOC Garda è per certi tratti unico in Italia, non solo per le irripetibili caratteristiche pedoclimatiche di un clima mediterraneo, ma anche per una naturale e indiscussa bellezza che definisce questa particolare area geografica e che, senza dubbio, rappresenta un importante driver nella conoscenza e avvicinamento al suo ricco patrimonio enogastronomico. Per questo, il Consorzio Garda DOC si impegna a 360 gradi, non solo per la valorizzazione dei vini della denominazione, ma anche in ottica di sinergia con il florido territorio da cui i vini prendono vita. Ecco, quindi, che la notorietà della zona e la bellezza del Lago di Garda diventano fattori fondamentali nel racconto dei vini della DOC. 

Da tutto questo nascono le storie del Garda che il Consorzio ogni anno argomenta nell’evento Garda Wine Stories, che racconta la ricchezza dei vini del territorio con l’unione di tutti i produttori.

RICERCHE SCIENTIFICHE PROMOSSE DAL CONSORZIO*

Parallelamente alla più nota ragion d’essere del Consorzio – che è senz’altro la tutela e la promozione dei vini della denominazione – l’ente si impegna perché possa di fatto rappresentare un supporto verso gli utilizzatori della DOC in ottica di un controllo della produzione e, soprattutto, di una costante ricerca a un miglioramento qualitativo. 

È per questo che il Consorzio  Garda DOC si fa promotore di ricerche scientifiche focalizzate su diversi aspetti tecnici della viticoltura, commissionati a Dipartimenti Universitari e ad accreditati Centri Studi: ne sono esempio lo studio di caratterizzazione agro climatica dell’area gardesana condotto da Luigi Mariani e Osvaldo Failla dell’Università di Milano (che proseguirà con ulteriori sviluppi su scala di dettaglio), il progetto sulla biodiversità funzionale finalizzato a ridurre l’impatto di prodotti di sintesi nel vigneto realizzato dal Centro Studi Agrea, oltreché allo sviluppo di una carta geo-pedologica, in collaborazione del Pedologo Giuseppe Benciolini, di tutto l’areale di produzione della DOC Garda studiandone le caratteristiche pedologiche così da poter ottimizzare gli interventi che il vigneto richiede.

Il Consorzio ha inoltre realizzato significative indagini di mercato come quanto realizzato in collaborazione con CIRVE (Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Padova) e seguito dal Prof. Eugenio Pomarici denominato “Garda DOC, la forza di un sistema d’area integrato e innovativo – situazione competitiva, opportunità, minacce e proposta di elementi strategici”. Importane anche l’analisi della percezione dei vini Garda DOC, ricerca realizzata dal Professor Angelo Zago dell’Università degli Studi di Verona. Nel 2025, invece, gli studi sul mercato si completano con le ricerche condotte da Wine Meridian con Fabio Piccoli, e dal Direttore del Consorzio Distributori Alimentari (CDA), Dott. Lucio Ronconi, denominate “Il percepito del brand Garda DOC” e “La distribuzione della DOC Garda nel canale Ho.Re.Ca.”.