Ristoranti

“Wine Room”, new fine dining by Luca Tegon

Vicenza, patrimonio UNESCO e culla del palladianesimo, è una città che vive di proporzioni e architetture che sembrano dialogare con il paesaggio. L’eredità palladiana trasforma ogni scorcio in un incontro tra linee e armonie; le ville disseminate nella provincia raccontano una storia di eleganza sobria, mentre le colline che circondano Creazzo disegnano un profilo dolce, fatto di vigne, sentieri, fitti boschi e casali.

Nelle vicinanze del Golf Club Vicenza, ai piedi delle colline che coronano la città, il GHV Hotel & Spa accoglie i propri ospiti in un contesto moderno e funzionale. La struttura sorge in una zona residenziale e tranquilla, dove il ritmo rallenta e l’atmosfera invita al benessere. L’area wellness con centro estetico, spa e, durante la stagione estiva, una piscina esterna dove concedersi momenti di relax o un pasto frugale, rappresenta il cuore rigenerante dell’hotel.

Completa la struttura la zona congressuale: sei sale e spazi modulabili pensati per ospitare meeting ed eventi, rendendo il GHV un punto di riferimento per il territorio e per chi cerca un luogo capace di coniugare ospitalità e funzionalità. Il comparto ristorativo è parte integrante dell’identità dell’hotel e trova la sua espressione più contemporanea nella Wine Room by Luca Tegon, il nuovo ristorante fine dining dove viene proposto un menu degustazione con attenzione al territorio ma anche spunti dalle esperienze internazionali dello chef.

«Wine Room rappresenta un passo importante per l’ hotel», racconta il direttore «Un ristorante che nasce per avere una voce propria e per dialogare con il territorio vicentino con una cucina contemporanea, elegante e coerente.»

La direzione dell’hotel è affidata a Riccardo Bacchi Reggiani, un professionista con una lunga esperienza nel settore dell’hotellerie di alto livello, maturata in contesti nazionali e internazionali. Il suo percorso lo ha portato a ricoprire ruoli di responsabilità nella gestione di strutture di prestigio, sviluppando competenze trasversali nella direzione operativa, nel management strategico e nella valorizzazione dell’esperienza dell’ospite. Sotto la sua guida, l’hotel continua un percorso di crescita che integra accoglienza, benessere e ristorazione in un progetto armonico.

WINE ROOM by Luca Tegon

Raccolto, essenziale, volutamente misurato, dalle linee pulite e con materiali naturali che compongono un ambiente accogliente senza sovrastare: « Il ristorante doveva essere prima di tutto un luogo in cui il piatto potesse respirare », racconta il direttore Riccardo Bacchi Reggiani.

«Un ambiente che restituisse calma, equilibrio, attenzione.»

Il vicentino è un territorio che custodisce una memoria gastronomica forte, legata alla stagionalità, ai prodotti della terra, ai saperi dei piccoli produttori. « Questo è un luogo che ti obbliga all’ essenziale» , spiega lo chef Luca Tegon.

«Ti chiede di ascoltare la natura prima di prendere un ingrediente. Ogni stagione ha un ritmo preciso, ogni produttore un racconto diverso.» Wine Room by Luca Tegon nasce per inserirsi in questo ecosistema, completando l’offerta del GHV con una proposta gastronomica dal respiro ampio e identitario.

LO CHEF: LUCA TEGON

Classe 1990, originario di Nervesa della Battaglia in provincia di Treviso, Luca Tegon è un veneto doc. Fin dai primi anni di formazione presso l’Istituto Alberghiero Massimo Alberini di Treviso manifesta una curiosità profonda e un interesse per la cucina non solo territoriale, che lo porta a maturare esperienze di alto livello non solo in Italia ma anche in importanti ristoranti all’estero.

Nel corso della sua giovane carriera ha infatti fatto diverse tappe formative in Francia tra le migliori tavole gastronomiche del momento, come a Mentone presso il ristorante Mirazur (***Michelin) di Mauro Collagreco, a Megéve al Flocons de Sel di Emmanuel Renaut (***Michelin) e alla Vague d’or a Saint Tropez (***Michelin). In Italia, completa la sua formazione al ristorante Il Marchesino a Milano di Gualtiero Marchesi e per finire a Corvara a la Stüa de Michil (*Michelin). Sono luoghi diversi, accomunati da un rigore assoluto e da un modo preciso di intendere la cucina. Dopo queste esperienze, che gli hanno permesso di costruire una solida base tecnica e una profonda conoscenza della cucina francese e italiana d’autore, lo chef sceglie di rientrare in Veneto, dove oggi guida la brigata della Wine Room by Luca Tegon con uno stile personale e rigoroso. Tegon definisce la sua cucina italiana e contemporanea, centrata su materie prime di eccellenza e su un approccio che privilegia la naturalezza del gusto. Per lo chef, la cucina è un dialogo continuo con la natura e con le persone che la abitano. Tutto parte dalla stagionalità e dal rapporto diretto con i produttori, scelti con attenzione e fiducia, in un confronto costante che si traduce in autenticità nel piatto. «Mi piace partire dalla materia, non dalla tecnica» , racconta.

«Non amo lavorare troppo un ingrediente, perché ogni prodotto può raccontare più storie se lasciato ad esprimersi nella sua interezza.» La sua è una cucina che cerca l’equilibrio: tra tecnica e istinto, leggerezza e profondità di gusto. Ogni piatto nasce da una riflessione sul senso dell’armonia, quella che tiene insieme gli ingredienti, ma anche quella che definisce il ritmo dell’esperienza a tavola. Precisione, sensibilità e misura diventano gli strumenti di un linguaggio personale, dove nulla è lasciato al caso e tutto concorre a costruire un racconto coerente, essenziale e vivo.

IL MENU

Il percorso degustazione è concepito come una narrazione coerente che unisce tecnica, territorio e sensibilità. La proposta si apre con un benvenuto che introduce l’ospite al tono del viaggio gastronomico: sandwich di manzo affumicato con maionese alla senape, chips di tapioca e olive con cappuccio laccato e polvere di cappero, mini tacos con crema di radicchio di Treviso e lardo, ricordo di polenta e schie in un bignè leggero – una sequenza che racconta già nella sua leggerezza il carattere del ristorante. I piatti che seguono riflettono la doppia anima della cucina di Tegon, alternando profondità e delicatezza, radici e intuizione. Tra gli antipasti, la tartare di gambero rosso con carciofo croccante, gelatina al Cynar e vinaigrette al miele e limone e il foie gras con broccolo fiolaro, tartufo nero, purea di topinambur e salsa al vino rosso, rappresentano l’incontro tra mare e terra, razionalità e istinto. Nei primi piatti, i ravioli ripieni di sarda di lago con cavolfiore, uova di aringa, consommé delle sue lische e buccia di patata arrostita si alternano al risotto al sedano rapa con castagne, pancetta e salsa vegetale. Il secondo piatto, un filetto di capriolo con cappuccio fondente, mostarda di pere e frutti rossi con la sua salsa, esprime la forza della materia e il gusto della stagione. Kiwi, cocco, gel di limone e pepe lungo seguito dal fondente al cioccolato con gelato stracciatella e coulisse di melograno chiudono con un equilibrio calibrato tra dolcezza e freschezza. Per finire, una selezione di piccola pasticceria: uva, cremino e bignè con crema diplomatica. È un menù che evolve con il territorio e che rispetta il ritmo delle stagioni, in equilibrio tra memoria e contemporaneità.