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Recensione di “Grate alle finestre”

Cari lettori… l’anima.

Quest’astratta vagabonda che caratterizza ogni essere vivente ma che non è tangibile, descrivibile, etichettabile.

L’anima è fulcro di ogni individuo e ci caratterizza.

Questo giovane autore, a mio modesto avviso, ha un’anima malinconica, triste, inquieta, frenata o, addirittura, imbrigliata dentro alle emozioni che (forse) in alcuni casi sono inconsce.

Nei testi di Sambiase trovo ferite, dolori, paure, fragilità. Trovo un’anima in balia del temporale in mare. Vi leggo un bisogno viscerale di mettere su carta l’emozioni più intense e, solo così, riuscire a “incasellarle” dentro se stesso, trovare il proprio porto dove ormeggiare e cercare un velo maggiore di serenità.

Nei testi di questa raccolta trovo profondità, capacità di guardarsi dentro (che è un piccolo grande passo personale e non comune) e di condividere con gli sconosciuti stati d’animo non facili, molto delicati e intimi.

Ci trovo l’essenza della fragilità umana e della vita. Questo si enfatizza mentalmente molto se si pensa che l’autore è giovane e con molto ancora da vivere e di cui scrivere.

Personalmente ritengo che si tratti di una poesia non facile perché molto intima e non tutti i lettori sono pronti ad entrare in uno stato d’animo così potente o non riescono ad affrontare che, probabilmente, si possono ritrovare in alcune liriche.

Sono poesie sciolte, sincere. L’autore non si nasconde, non cela ciò che sente; forse chiede anche aiuto o comprensione.

Ciò che sicuramente trasmette è emozione e, personalmente, mi fa sentire meno sola, meno sbagliata, meno diversa dal mondo. 

Attraverso i suoi testi, mi sono sentita capita, il tutto con trasporto.

L’unica pecca è la copertina perché non si “fonde” bene con le poesie che poi si trovano all’interno mentre il titolo lo trovo calzante.

Ognuno di noi ha le sue grate alle finestre, sta a noi scegliere come guardare attraverso.

Alla prossima recensione, la vostra Ele