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Un viaggio tra paesaggio, storia e vitigni autoctoni nella tenuta simbolo

della famiglia Librandi

Le vigne, il paesaggio agrario e il patrimonio di conoscenze che si tramandano da generazioni diventano protagonisti delle Giornate FAI d’Autunno, che quest’anno porteranno il pubblico alla scoperta di Tenuta Rosaneti, una delle proprietà storiche della famiglia Librandi nel territorio di Rocca di Neto.

L’appuntamento, promosso dalla Delegazione FAI di Crotone e Santa Severina, offrirà ai visitatori l’opportunità di entrare in contatto con un luogo che rappresenta una sintesi della tradizione vitivinicola calabrese e del profondo legame tra uomo e territorio che da sempre caratterizza l’attività dell’azienda.

Nel corso delle due giornate sarà possibile percorrere i vigneti della tenuta accompagnati dal team Librandi, che guiderà i partecipanti in un itinerario pensato per raccontare non soltanto le tecniche di coltivazione e produzione del vino, ma anche la storia di un paesaggio agricolo che nel tempo ha contribuito a definire l’identità della Calabria vitivinicola.

“Accogliere il pubblico a Tenuta Rosaneti nell’ambito delle Giornate FAI rappresenta per noi un’occasione importante per condividere il valore culturale del nostro lavoro“, dichiara la famiglia Librandi. “La viticoltura non è soltanto produzione agricola, ma anche tutela del paesaggio, conservazione di saperi e costruzione di una relazione continua con il territorio. Aprire le porte della tenuta significa raccontare questa storia e permettere ai visitatori di viverla direttamente“.

L’iniziativa si inserisce nel percorso con cui il FAI dedica una particolare attenzione alle eccellenze del Made in Italy, ai saperi produttivi e alle attività che contribuiscono a costruire l’identità culturale delle comunità locali. In questo contesto, Tenuta Rosaneti rappresenta un luogo emblematico dove ricerca, tradizione e valorizzazione dei vitigni autoctoni convivono in un progetto che negli anni ha contribuito alla conoscenza del vino calabrese in Italia e nel mondo.

Al termine della visita, i partecipanti potranno completare l’esperienza con una degustazione di una selezione di vini Librandi, espressione dei diversi territori e delle varietà che caratterizzano la produzione aziendale.

Sabato 11 e domenica 12 ottobre, dalle 9.30 alle 12.30 (ultimo ingresso alle 11.30), il pubblico potrà scoprire Tenuta Rosaneti attraverso un percorso che unisce natura, storia e cultura del vino. L’itinerario comprenderà la visita al museo Vi.Te.S. (Viticoltura, Territorio e Storia), museo d’impresa ospitato in un casale di inizio Ottocento che racconta l’evoluzione dell’agricoltura e della viticoltura calabrese attraverso una ricca collezione di testimonianze e reperti. Il percorso proseguirà tra i vigneti della tenuta e i profumi della macchia mediterranea fino al suggestivo Giardino Varietale, una collezione unica composta da circa 200 vitigni autoctoni recuperati in tutta la Calabria e coltivati in un vigneto dalla caratteristica forma a spirale.

La partecipazione alle visite è libera. Per chi desidera completare l’esperienza con una degustazione guidata di una selezione di vini Librandi, è richiesta la prenotazione anticipata. I posti sono limitati e le prenotazioni possono essere effettuate scrivendo a librandi@librandi.it.

Saranno inoltre disponibili pullman gratuiti con partenza dalla stazione delle Autolinee Romano di Crotone per agevolare la partecipazione dei visitatori.

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Tenuta Castellaro, una nuova stagione dopo l’estate

La luce si fa più morbida, le giornate si accorciano, l’isola assume una dimensione più raccolta: l’estate alle Eolie non finisce con l’alta stagione, ma si trasforma con l’autunno senza perdere il suo fascino unico. È in questo passaggio che Tenuta di Castellaro sceglie di continuare ad accogliere i propri ospiti: il Wine Resort di Lipari resterà aperto fino all’8 novembre, accompagnando l’ingresso nell’autunno con una proposta di soggiorno pensata per chi cerca un ritmo diverso.

Dopo i mesi di maggiore affluenza, le Eolie offrono infatti la possibilità di vivere giornate ancora luminose e con temperature estive: “Anche se adesso – sottolinea Massimo Lentsch, titolare di Tenuta di Castellaro – il vento torna a farsi sentire tra i filari. L’isola ritrova adesso una dimensione più raccolta. Ed è così, che continuiamo ad accogliere chi desidera vivere le Eolie quando il grande movimento dell’estate lascia spazio a un modo più lento e intimo di stare sull’isola. L’autunno, da questo punto di vista, rappresenta naturalmente il momento in cui l’esigenza di rallentare trova la sua dimensione più autentica”.

Una scelta che intercetta una tendenza emersa con chiarezza durante i mesi appena trascorsi.  Tenuta di Castellaro – dal suo osservatorio privilegiato – monitora nel dettaglio l’andamento turistico: quest’anno ha registrato chiaramente una maggiore presenza di turisti italiani e una significativa affluenza di enoturisti, con un pubblico particolarmente interessato al vino, alla sua cultura e alla possibilità di conoscere più da vicino il lavoro della cantina e dei vigneti. 

Per molti, anche nel mese di agosto, Tenuta di Castellaro è un’intenzione precisa, quella di allontanarsi dalla confusione. Non è raro che gli ospiti decidano di trascorrere gran parte della giornata proprio all’interno del resort, tra i vigneti, gli spazi della tenuta, che offre la possibilità di fermarsi a pranzo e a cena senza dover necessariamente tornare verso il centro dell’isola.

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Cantina Rauscedo ospita due giorni all’insegna del confronto sulla cooperazione e sul vino

Il 9 e 10 ottobre, Cantina Rauscedo, in occasione delle celebrazioni per il suo settantacinquesimo anno, promuove due giornate dedicate ad approfondire il valore della cooperazione, il ruolo della ricerca e le prospettive del vino italiano. Un percorso che racconta il legame tra territorio, cultura vitivinicola e innovazione, partendo dalle origini della filiera per guardare alle sfide che attendono il comparto nei prossimi anni. L’iniziativa, inserita nel calendario dell’evento “Le Radici del Vino”, rappresenta un’occasione per conoscere più da vicino la realtà di Cantina Rauscedo, oggi primo produttore vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia, e per riflettere sull’evoluzione di un modello cooperativo che, senza rinunciare ai valori che ne hanno caratterizzato la nascita, continua a rinnovarsi per rispondere alle trasformazioni del mercato e alle nuove esigenze del settore.

“Le Radici del Vino rappresentano per noi un’importante occasione per aprire Rauscedo e presentare non soltanto la nostra Cantina, ma un territorio che ha qualcosa di davvero speciale da raccontare”, sottolinea Antonio Zuliani, Presidente di Cantina Rauscedo “La nostra storia nasce dai soci, dalle loro famiglie, dai vigneti e da una comunità che in oltre settant’anni ha saputo costruire una realtà importante. Essere una cooperativa significa custodire questi valori, ma anche avere la responsabilità di farli evolvere. Le nostre radici non devono rappresentare un limite: sono il patrimonio dal quale partire per costruire il futuro e continuare a creare valore per i nostri soci e per il territorio.”

“In uno scenario sempre più competitivo e globale, la cooperazione rappresenta una leva strategica straordinaria. Le nostre radici ci hanno insegnato il valore della collaborazione, della condivisione delle competenze e della capacità di fare sistema.” dichiara Flavio Geretto, Direttore Generale di Cantina Rauscedo. “Oggi questi stessi principi ci consentono di affrontare le nuove sfide del mercato con maggiore forza, investendo in qualità, innovazione, sostenibilità e servizio. Crediamo che il futuro del vino passi dalla capacità di valorizzare il lavoro delle persone e dei territori, trasformando una storia collettiva in una visione comune capace di generare valore per soci, clienti e comunità”

Non a caso il programma prende avvio dalle radici stesse della viticoltura locale. La storia di Rauscedo è infatti strettamente legata al mondo delle barbatelle e alla ricerca applicata alla vite, elementi che hanno contribuito a fare di questo territorio uno dei punti di riferimento internazionali per l’innovazione viticola. Il percorso mette così in relazione tutti gli anelli della filiera, dalla ricerca al vigneto, dal lavoro dei viticoltori all’attività di cantina, evidenziando come qualità e identità del vino siano il risultato di un sistema integrato di conoscenze, competenze e investimenti condivisi.

“Vogliamo partire dalle nostre radici per spiegare dove vogliamo andare” continua Flavio Geretto “Essere una cooperativa oggi non può significare semplicemente raccogliere uva e trasformarla in vino: significa governare una filiera, creare valore lungo tutto il percorso e riuscire a portarlo fino al mercato. La nostra dimensione deve diventare un vantaggio competitivo, permettendoci di unire controllo del vigneto, tracciabilità, tecnologia, competenze enologiche e capacità commerciale.”

La giornata inaugurale di venerdì 9 ottobre sarà dedicata a un percorso di approfondimento sul legame tra vitigno, territorio ed espressione enologica attraverso una masterclass guidata da Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano, insieme agli enologi di Cantina Rauscedo Massimo Vidoni e Cristian Paladin. Un’occasione per conoscere alcune delle etichette più rappresentative della produzione aziendale e approfondire il rapporto tra ricerca, tecnica e identità del vino.

Il momento centrale dell’iniziativa sarà però rappresentato dal convegno “Radici comuni, sfide nuove”, in programma sabato 10 ottobre alle ore 10.00 al Teatro Don Bosco di Rauscedo. L’incontro sarà dedicato alle prospettive del vino italiano e, in particolare, al ruolo che la cooperazione può assumere di fronte ai profondi cambiamenti che stanno interessando il settore vitivinicolo. Ospiti d’onore dell’incontro saranno Alessio Planeta, produttore siciliano di riferimento internazionale e Winemaker of the Year 2023, e Matteo Zoppas, Presidente dell’Agenzia ICE – Italian Trade Agency, che porteranno il proprio contributo sui temi della competitività, dell’internazionalizzazione e delle prospettive future del vino italiano. Il confronto sarà moderato da Fabio Piccoli e arricchito dagli interventi di Denis Pantini di Nomisma Wine Monitor, che attraverso dati e analisi approfondirà il peso e il ruolo della cooperazione nel sistema vitivinicolo; di Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano; di Christian Maita, Miglior Sommelier d’Italia 2023; del Direttore Generale di Cantina Rauscedo Flavio Geretto e del Direttore di Vivai Cooperativi Rauscedo Yuri Zambon.

Attraverso questa iniziativa, Cantina Rauscedo conferma il proprio impegno nel promuovere occasioni di riflessione e confronto sui temi strategici per il futuro del comparto, valorizzando il modello cooperativo come strumento capace di generare innovazione, competitività e sviluppo sostenibile per il territorio e per l’intera filiera vitivinicola.

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Il rosa cipria di Mattia Vezzola diventa un oggetto di design

La trasparenza della “glacette dedicata” valorizza il colore del rosé di Costaripa e porta la sua identità anche in tavola

Quando il carattere di un vino si percepisce anche dal colore, la sua sfumatura può diventare un elemento da valorizzare e portare oltre il calice. È da questa idea che nasce il progetto dedicato a RosaMara di Costaripa, il rosé dalle delicate tonalità rosa cipria che trova la sua compagna di servizio in un’elegante glacette della stessa nuance.

Il progetto nasce infatti dal desiderio di non nascondere il vino, ma di lasciarlo protagonista anche nel momento del servizio. La glacette, realizzata in vetro acrilico trasparente, permette alla tonalità rosa cipria della bottiglia di rimanere pienamente visibile, trasformandola in parte integrante dell’oggetto e, di conseguenza, dell’atmosfera della tavola. La trasparenza diventa così una scelta funzionale ed estetica: non copre, non modifica, non sovrasta il colore, ma lo lascia emergere con naturalezza, creando un effetto leggero e armonioso. Il risultato è un oggetto dal segno essenziale, pensato per inserirsi con discrezione nella mise en place e accompagnare RosaMara senza distogliere l’attenzione dalla bottiglia. La glacette riprende infatti uno degli elementi più riconoscibili del vino e lo trasforma in un dettaglio visivo che può essere colto già prima dell’assaggio. Il rosa cipria, delicato ma distintivo, diventa così un vero e proprio filo conduttore tra bottiglia e tavola.

Anche la grafica segue questa impostazione. Su un lato della glacette è riportato il nome del vino, RosaMara, mentre sull’altro compare quello dell’azienda, Costaripa, attraverso un disegno dal linguaggio pulito ed essenziale. Il risultato evita ogni elemento superfluo e lascia che siano la bottiglia, la sua tonalità e la trasparenza del materiale a definire l’insieme. La glacette non si limita quindi alla sua funzione pratica: diventa un elemento che contribuisce a costruire l’esperienza intorno al vino. È un dettaglio che può accompagnare RosaMara dall’aperitivo alla tavola, inserendosi in contesti diversi senza perdere la propria identità e portando nel servizio quella stessa attenzione alle sfumature che caratterizza il rosé di Costaripa. Un progetto in cui il design non aggiunge semplicemente un accessorio alla bottiglia, ma ne osserva una caratteristica precisa – il colore – e la trasforma in un segno riconoscibile. Il rosa cipria diventa così qualcosa che non si ferma al bicchiere: entra nello spazio, dialoga con la tavola e contribuisce a definire il modo in cui il vino viene presentato e percepito.

Per Mattia Vezzola, anima di Costaripa, è proprio nell’attenzione alle sfumature che si trova la differenza: «Quando lavori con le sfumature, l’impercettibile fa la differenza.»

Indicazioni:

Prezzo al pubblico 45 euro

Misure:

  • 145 cm  base
  •  266 cm di altezza

www.costaripa.it

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Conte Collalto al TTG di Rimini

Mercoledì 14 ottobre la storica azienda di Susegana presenta il “Collalto Tourism – Esperienze da Collezione”, un nuovo catalogo di turismo esperienziale, e la novità dell’Agri Kit Kids, pensata per far vivere ai bambini la storia e la terra dei Collalto

Conte Collalto sarà tra i protagonisti del TTG Travel Experience di Rimini, dove mercoledì 14 ottobre 2026 presenterà il “Collalto Tourism – Esperienze da Collezione”, il proprio progetto di turismo esperienziale nelle Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, Patrimonio UNESCO, insieme a una novità assoluta pensata per le famiglie: l’Agri Kit Kids. L’appuntamento, un panel inserito nel programma della fiera, si terrà dalle 12.30 alle 13.00 in Sala Cedro, al primo piano, nei pressi del padiglione C7 / Hall Ovest. 

“La nostra è una promessa scritta nel tempo. Custodire queste terre e raccontarle a chi verrà dopo di noi“, dichiara la Principessa Isabella Collalto de Croÿ. “Oggi l’enoturismo è il modo più autentico per farlo, perché permette di vivere il vino nel luogo in cui nasce. Ma per tramandare davvero questa storia dobbiamo partire dai giovani e anche dai più piccoli: con l’Agri Kit Kids vogliamo avvicinarli alla nostra terra in modo diretto e coinvolgente, perché solo chi la conosce da bambino potrà appassionarsi al vino e custodirlo domani. Il nostro vino non è solo vino: è lo spirito stesso di questa terra antica e della comunità che, generazione dopo generazione, la vive e la custodisce.” 

Interverranno all’incontro la Principessa Isabella Collalto de Croÿ, alla guida dell’azienda dal 2007, Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini Colli di Conegliano DOCG da dicembre 2025 e Presidente dell’Associazione per le Ville Venete APS dal 2019, oggi al suo terzo mandato, insieme a Giulia Casagrande, Presidente DMO Fondazione Marca di Treviso, Federico Della Puppa, Direttore dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Pamela Bettiol, professionista con oltre 20 anni di esperienza, specializzata nella valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico, Elisa Carrer, Event Manager del Castello di San Salvatore e Giovanni Servestrel, Hospitality Manager di Conte Collalto. 

Il “Collalto Tourism – Esperienze da Collezione” nasce dalle radici millenarie della famiglia, la cui storia documentata risale all’anno 958, quando Rambaldo I ricevette dal Re d’Italia Berengario II la corte di Lovadina, con pascoli, boschi e vigneti.  

Un momento che ha dato inizio alla storia vitivinicola dei Collalto e a una tradizione di ospitalità che la famiglia coltiva da sempre, e che oggi trova forma in un catalogo di esperienze per scoprire il territorio da protagonisti. 

Vivere una Collalto Experience significa abitare la storia, esplorando il Castello di San Salvatore e camminando tra i filari delle terre Collalto. In questo scenario l’azienda presenterà a Rimini la sua novità assoluta, l’Agri Kit Kids, pensata per le famiglie e per i più piccoli.  

Dettagli e specifiche del kit e delle Esperienze saranno illustrati nel corso del panel. 

Per Conte Collalto, tuttavia, il valore di questo percorso va oltre la partecipazione alla fiera. L’enoturismo è per l’azienda il modo di raccontare un pezzo di storia veneta, che non è soltanto vinicola, e di mostrare quanto il vino e l’uomo siano legati. Da qui la ferma intenzione di Conte Collalto di continuare a investire in questo ambito, con l’impegno di accogliere chi desidera scoprire l’eredità della tenuta.