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Conte Collalto e “Collalto Tourism” : 17 e 18 ottobre eventi in cantina

Si è tenuto ieri a Rimini, nell’ambito del TTG Travel Experience, il panel di presentazione di “Collalto Tourism – Esperienze da Collezione”, il catalogo di turismo esperienziale di Conte Collalto nelle Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, Patrimonio UNESCO. Davanti a numerosi addetti al settore, l’azienda ha illustrato per la prima volta nel dettaglio la novità assoluta pensata per le famiglie, l’Agri Kit Kids.

L’incontro, in Sala Cedro, ha visto la partecipazione della Principessa Isabella Collalto de Croÿ, alla guida dell’azienda dal 2007, Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini Colli di Conegliano DOCG e Presidente dell’Associazione per le Ville Venete APS. Con lei sono intervenuti Giulia Casagrande, Presidente della Fondazione DMO Marca Treviso, Federico Della Puppa, dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Pamela Bettiol, consulente di marketing turistico heritage e referente del Progetto Turismo per Conte Collalto, Elisa Carrer, Event Manager del Castello San Salvatore, e Giovanni Selvestrel, che per Conte Collalto si occupa della valorizzazione del brand e dello sviluppo dell’offerta enoturistica.

Ad aprire i lavori è stata Isabella Collalto, che ha ripercorso la storia della famiglia e della tenuta, sottolineando il valore dell’heritage e l’importanza della sinergia tra le realtà del territorio, anche in occasione della Giornata delle Ville Venete.

Partendo proprio dal tema della valorizzazione territoriale, Giulia Casagrande ha tracciato il quadro turistico del Veneto, soffermandosi sul peso dell’area trevigiana in termini di arrivi e presenze. Ha evidenziato la necessità di fare rete e di sviluppare proposte capaci di intercettare la domanda contemporanea, valorizzando al tempo stesso le opportunità professionali per le nuove generazioni.

Sul tema della collaborazione tra operatori si è inserito l’intervento di Federico Della Puppa, che ha sottolineato come siano gli stessi visitatori, attraverso le loro esperienze, a diventare i primi ambasciatori del territorio. Da qui l’importanza di costruire un’offerta integrata e riconoscibile, capace di rafforzare l’attrattività della destinazione.

In questo contesto, Pamela Bettiol ha illustrato la visione di Collalto Tourism, il progetto che riunisce in un unico racconto vino, storia, paesaggio e ospitalità. Al centro del suo intervento, la presentazione dell’Agri Kit Kids, la novità pensata per avvicinare bambini e ragazzi al mondo della viticoltura attraverso attività ludiche ed educative. Tra carte gioco, schede da colorare e strumenti di scoperta del paesaggio, il kit permette alle famiglie di vivere insieme la visita in cantina, permettendo anche ai più piccoli di partecipare attivamente alla scoperta del patrimonio vitivinicolo di Conte Collalto.

A seguire, Giovanni Saverio Selvestrel ha raccontato come questa visione trovi espressione concreta nell’offerta enoturistica di Conte Collalto, attraverso un calendario di esperienze che accompagna il visitatore durante tutto l’anno. Dalle degustazioni dedicate al Prosecco DOCG e agli Incroci Manzoni ai percorsi stagionali come Safari Wine Tour e Foliage & Wine, fino alle proposte gourmet e agli appuntamenti a Casa Vigneti, Selvestrel ha mostrato come le esperienze in cantina diventino una porta d’accesso privilegiata alla scoperta del patrimonio paesaggistico, culturale e storico della tenuta.

A completare il quadro è stata infine Elisa Carrer che ha illustrato il ruolo del Castello come luogo di accoglienza e sede di eventi esclusivi. Un contesto di grande fascino, affacciato sulle Colline del Prosecco, dove architettura e paesaggio diventano lo scenario ideale per matrimoni, eventi aziendali e occasioni speciali.

Dal palco di Rimini al territorio: il 17 e 18 ottobre

Il racconto prosegue sul territorio nel fine settimana della quinta edizione della Giornata delle Ville Venete. Il programma prevede:

Sabato 17 ottobre: “Dal Castello ai filari”, alla scoperta del mondo di Conte Collalto tra paesaggio, vino e tradizione, con la mostra “I Collalto, Conti di Treviso” e la passeggiata “Foliage & Wine” con degustazione di quattro Incroci Manzoni. Nella stessa giornata, “Collalto: un viaggio tra storia, vino e magnificenza”, con Tour Prosecco DOCG alla cantina e visita autonoma al Castello.

Sabato 17 e domenica 18 ottobre: “Sognando in famiglia”, con pernottamento al Wine Relais Collalto e Agri Kit Kids per i più piccoli.

Domenica 18 ottobre: “Storia, Cantina e Gusto in Famiglia, con l’Agri Kit Kids Collalto”, con la visita interattiva alla cantina al mattino e la visita autonoma al Castello e alla mostra nel pomeriggio.

Dopo la fiera, il passo successivo è dunque sul territorio. Con il lancio di Collalto Tourism, Conte Collalto rafforza il proprio impegno nello sviluppo di un’offerta enoturistica capace di valorizzare il territorio in tutte le sue dimensioni: enologica, culturale, storica e paesaggistica. Le nuove esperienze, insieme all’Agri Kit Kids dedicato alle famiglie, rappresentano un ulteriore passo nella volontà di rendere il patrimonio della tenuta sempre più accessibile, coinvolgente e contemporaneo.

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Wine enthusiast nomina La Sicilia come Regione Vinicola Internazionale dell’Anno 2026

La Sicilia è stata nominata Regione Vinicola Internazionale dell’Anno 2026 da Wine Enthusiast nell’ambito della 27ª edizione degli Annual Wine Star Awards , un riconoscimento che premia l’isola mediterranea come una delle regioni vinicole più dinamiche e distintive al mondo.

I Wine Star Awards premiano individui, aziende e regioni che si distinguono per il loro eccezionale contributo al settore del vino e delle bevande. Il riconoscimento alla Sicilia riflette una cultura del vino che trae forza da migliaia di anni di storia, continuando al contempo ad evolversi grazie a una nuova generazione di produttori, a una rinnovata attenzione alla qualità e a un crescente impegno per la sostenibilità ambientale.

Questo impegno per la sostenibilità si riflette nella cultura vitivinicola siciliana contemporanea. L’isola è all’avanguardia in Italia nell’agricoltura biologica, mentre iniziative come la certificazione SOStain Sicilia, promossa dal Consorzio per la Tutela dei Vini Siciliani DOC e da Assovini Sicilia, testimoniano un impegno più ampio volto a ridurre l’impatto ambientale delle pratiche viticole ed enologiche, a condividere le migliori prassi e a proteggere il paesaggio vitivinicolo siciliano per le generazioni future.

“Questo riconoscimento è un grandissimo onore per la Sicilia e una testimonianza dell’evoluzione della nostra regione vinicola. La forza della Sicilia risiede nella sua straordinaria diversità di vitigni autoctoni e terroir, e nella capacità dei nostri produttori di coniugare tradizione e innovazione. Questo premio è motivo di grande orgoglio e un’importante opportunità per continuare a condividere l’identità, la qualità e l’energia del vino siciliano con il mondo”, ha dichiarato Alessio Planeta, Presidente del Consorzio di Tutela vini DOC Sicilia.

Al centro dell’identità siciliana c’è la sua straordinaria diversità. Situata nel cuore del Mediterraneo, l’isola è stata crocevia di civiltà per millenni, accogliendo Fenici, Greci, Romani, Arabi, Spagnoli, Francesi e Inglesi. Questo ricco patrimonio culturale continua a plasmare le sue tradizioni agricole, culinarie e vitivinicole, e si sposa perfettamente con un paesaggio straordinariamente vario, dove i vigneti si estendono dalle coste mediterranee e dalle dolci colline interne fino ai pendii vulcanici.

La Sicilia ospita oltre 70 vitigni autoctoni, tra cui Grillo, Catarratto, Inzolia, Grecanico, Nero d’Avola, Frappato e Nerello Mascalese. Dai bianchi freschi e salini della costa agli eleganti rossi vulcanici, fino ai vini storici di specifici territori e isole della regione, l’isola offre una straordinaria varietà di stili profondamente legati al territorio. Sebbene l’Etna sia diventato uno dei territori vinicoli siciliani più riconosciuti a livello internazionale, l’identità vitivinicola dell’isola si estende ben oltre il vulcano, raggiungendo zone come, Marsala, Noto, Pantelleria, Vittoria, ecc.

La Sicilia, che ospita la zona vitivinicola più verde e sostenibile d’Italia, ha subìto una profonda trasformazione negli ultimi decenni, coniugando la sua ricca tradizione con pratiche viticole sostenibili e approcci moderni in cantina. Il risultato è una nuova generazione di vini che privilegiano freschezza, bevibilità e una chiara espressione dei diversi terroir dell’isola. La denominazione Sicilia DOC ha svolto un ruolo importante in questa evoluzione, contribuendo a proteggere e promuovere i vitigni autoctoni e a rafforzare l’identità e la reputazione qualitativa dei vini siciliani nel mondo.

Il Wine Star Award 2026 sottolinea la crescente importanza della Sicilia sulla scena vinicola internazionale e celebra la particolare combinazione di cultura, biodiversità, vitigni autoctoni e talento enologico che continua a plasmare l’identità dell’isola.

I vincitori della 27ª edizione degli Annual Wine Star Awards di Wine Enthusiast saranno celebrati durante il gala annuale della rivista, in abito da sera, che si terrà a gennaio 2027.

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QUANDO LA MALVASIA È POP!

Il progetto dedicato a uno dei racconti del vino più affascinanti premiato con l’Iter Vitis Award 2026

Malvasia Pop Up™ è il progetto culturale ed enogastronomico ideato a Venezia da Laura Riolfatto, cultural project manager, wine storyteller e sommelier, dedicato alla ricerca e alla valorizzazione delle diciannove varietà di Malvasie italiane e al loro legame storico con Venezia e il Mediterraneo. Negli spazi di Docks Cantieri Cucchini, a San Pietro di Castello, nonché attraverso percorsi che si estendono alla città di Venezia e alla laguna, il progetto prende forma attraverso eventi conviviali dove il vino ed il cibo sono i protagonisti del dialogo tra le persone, navigazioni in laguna, percorsi urbani e incontri speciali. Recentemente, Malvasia Pop Up™ ha ricevuto l’Iter Vitis Award 2026 – Best Wine and Food Experience per il suo contributo alla valorizzazione del patrimonio del vino, del turismo culturale e dello sviluppo territoriale sostenibile. Il riconoscimento – promosso da Iter Vitis, la federazione internazionale che celebra e tutela il patrimonio vitivinicolo globale attraverso la promozione dell’enoturismo sostenibile – ha premiato il valore di un progetto indipendente che utilizza il patrimonio vitivinicolo come strumento di conoscenza e di narrazione culturale. Inoltre, nell’occasione Laura Riolfatto è stata nominata Malvasia Ambassador per Malvasia Myth, un progetto internazionale dedicato alla valorizzazione delle Malvasie e del loro patrimonio culturale e vitivinicolo.

«Malvasia Pop Up nasce da una domanda molto semplice, – dichiara l’ideatrice Laura Riolfatto – quante storie possiamo raccontare partendo da un bicchiere di Malvasia? Da lì è iniziata una ricerca che mi ha portata a mettere insieme vino, storia, arte, cibo, fotografia e cultura della tavola, seguendo il legame profondo che unisce le Malvasie a Venezia e al Mediterraneo. Ricevere questo premio significa vedere riconosciuto proprio questo modo di intendere il vino, non soltanto come qualcosa da degustare, bensì come un linguaggio attraverso il quale raccontare cultura, memoria e storia.»

I festeggiamenti non terminano con l’assegnazione del premio. Nei prossimi mesi continueranno infatti gli appuntamenti organizzati da Malvasia Pop Up™, nel dettaglio:

– il 17 ottobre, Verso sera, in Laguna porterà Malvasia Pop Up™ sull’acqua, a bordo del bragozzo storico Sant’Alban di Camoma, per un viaggio nella Laguna veneziana al confine tra vino, paesaggio e memoria. La navigazione – che partirà da San Pietro di Castello – diventerà parte del racconto: la storia della Malvasia, dei suoi commerci e del suo legame secolare con Venezia si intreccerà a quella della Dorona, il vitigno simbolo della laguna. Una tappa alle Vignole, tra orti e paesaggio lagunare, accompagnerà la degustazione e l’incontro con i sapori gastronomici dell’isola, prima del rientro a Venezia al calare della sera. Un’esperienza pensata per leggere la laguna attraverso il vino, seguendo le tracce di una cultura nata dall’incontro fra acqua, terra e vite.

– il 20 novembre sarà invece la volta di La Notte delle Malvasie – Storie, misteri e vino nella Venezia d’autunno: un appuntamento speciale insieme allo scrittore e narratore veneziano Alberto Toso Fei, in cui storie, leggende e aneddoti della Venezia più segreta si intrecceranno con la storia della Malvasia e con le tracce che questo vino ha lasciato nei secoli nella città. Il racconto proseguirà a tavola attraverso la degustazione di tre rare Malvasie rosse italiane, in un percorso tra territori, vitigni e memoria, realizzato in collaborazione con Iter Vitis, Itinerario Culturale del Consiglio d’Europae con ilConsorzio di Tutela della Malvasia di Casorzo DOC. L’evento si svolgeràai Docks Cantieri Cucchini all’interno della Tesa3 Marzotto.

– il 20 dicembre, la programmazione 2026 si concluderà con La tavola come linguaggio culturale, un pranzo-racconto dedicato alle Malvasie rosse italiane. Una tavola come luogo di incontro tra vino, cibo e cultura, dove la degustazione diventa il filo di un racconto che attraversa territori, tradizioni, memorie e gesti della convivialità. Le Malvasie rosse, nelle loro diverse espressioni, accompagneranno un percorso gastronomico costruito per restituire attraverso il gusto l’identità dei luoghi da cui provengono. Un incontro intimo, per pochi ospiti, alle soglie del Natale, che chiuderà simbolicamente il secondo anno di Malvasia Pop Up™ riportando il vino alla sua dimensione più antica e universale: quella della tavola come spazio di relazione, racconto e condivisione. L’evento si svolgeràai Docks Cantieri Cucchini all’interno della Tesa3 Marzotto.

Malvasia Pop Up™ fa inoltre parte della rete di Via Querinissima, Itinerario Culturale Europeo che ripercorre il viaggio compiuto nel XV secolo dal nobile e mercante veneziano Pietro Querini, mettendo in relazione Venezia con i territori europei attraversati dalla sua storia. L’adesione si inserisce nella vocazione di Malvasia Pop Up™ a costruire connessioni tra vino, storia, rotte culturali e patrimonio europeo, partendo da Venezia e dalla sua secolare apertura verso il Mediterraneo e l’Europa.

 

Malvasia Pop Up™
Docks Cantieri Cucchini
San Pietro di Castello, Venezia

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Per informazioni, degustazioni ed eventi privati:

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E-mail: info@laurariolfatto.com
E-mail: info@docks-cucchini.com

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Il Maso Poli Riserva 2020 si distingue nella Guida Vitae 2027

Nuovo riconoscimento per la famiglia Togn dalla Guida Vitae 2027 dell’Associazione Italiana Sommelier: il Trentodoc Maso Poli Riserva 2020 ha ottenuto 90/100. Un risultato che conferma la qualità di una produzione capace di valorizzare il territorio Trentino attraverso il Metodo Classico.

La Guida Vitae seleziona e recensisce ogni anno migliaia di vini provenienti da tutte le regioni italiane, offrendo una fotografia aggiornata delle produzioni che meglio interpretano i rispettivi territori. Il riconoscimento assegnato al Maso Poli Riserva 2020 testimonia il percorso di crescita compiuto negli anni nella produzione di Metodo Classico, frutto di un lavoro costante e della competenza dell’enologo Goffredo Pasolli, che firma i vini Maso Poli.

Il risultato ottenuto si inserisce nella storia dell’azienda agricola della famiglia Togn profondamente legata alla tradizione rurale del territorio e al lavoro della famiglia che, nel tempo, ne hanno custodito il patrimonio. Alla fine degli anni Settanta Luigi Togn acquistò la proprietà insieme alla moglie Marisa e alle tre figlie Romina, Valentina e Martina, dando inizio a un nuovo capitolo della sua storia. Oggi l’azienda si estende su 15 ettari, di cui 10 vitati, in un contesto pedo – climatico favorevole alla coltivazione della vite, con terreni in larga parte di matrice porfirica di origine vulcanica.

“Siamo particolarmente orgogliose di questo risultato, perché premia un percorso costruito nel tempo con passione, dedizione e una costante attenzione alla qualità in ogni fase del nostro lavoro“, commentano le sorelle Martina, Romina e Valentina Togn, alla guida dell’azienda. “Il punteggio ottenuto nella Guida Vitae rappresenta per noi un riconoscimento importante, che valorizza non solo il Trentodoc Maso Poli Riserva 2020, ma anche la visione che da sempre ispira il nostro progetto produttivo: esprimere attraverso il vino l’identità del territorio trentino. È uno stimolo a guardare al futuro con entusiasmo, proseguendo sulla strada della qualità e del profondo legame con le proprie origini”.

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Vigna Traverso e la sua idea della vendemmia 2026

– In un’annata che verrà ricordata come una delle più precoci degli ultimi decenni, a Vigna Traverso la parola d’ordine non è stata anticipare, ma aspettare.

Dopo un’estate caratterizzata da temperature elevate e da una prolungata siccità, la vendemmia dei rossi ha richiesto una lettura attenta del vigneto e dei tempi di maturazione. Se gran parte delle operazioni si sono svolte con significativo anticipo rispetto alla media, per le varietà a bacca rossa la scelta della cantina è stata quella di non lasciarsi guidare dal calendario, ma dall’effettivo raggiungimento dell’equilibrio ideale dei grappoli.

Proprio il clima caldo e asciutto ha però favorito un elemento determinante: l’eccezionale stato di salute delle uve. La limitata pressione delle malattie e la perfetta integrità dei grappoli hanno consentito di prolungare la permanenza dei grappoli in vigneto, attendendo il completamento della maturazione fenolica, fondamentale per la qualità dei grandi vini rossi.

Per Vigna Traverso il vero valore della vendemmia 2026 risiede proprio nella capacità di rispettare i tempi della natura: lasciare che la buccia raggiungesse la propria piena evoluzione, che i vinaccioli completassero il percorso di maturazione e che le importanti escursioni termiche delle ultime settimane contribuissero a definire il profilo aromatico e l’equilibrio del frutto.

“Le uve sono sanissime e questo ci permette di aspettare. Nei rossi vediamo una maturità polifenolica molto valida, tannini dolci e un’evoluzione molto positiva della buccia e del vinacciolo”, osserva la cantina.

Ogni vigneto è stato quindi raccolto esclusivamente al raggiungimento della maturazione desiderata, anche a distanza di giorni rispetto alle altre parcelle. Una scelta che riflette una visione precisa del lavoro in vigna: non esiste un’unica scadenza da rispettare, ma il momento ideale per ciascuna varietà e per ogni singolo appezzamento.

A chiudere la vendemmia è stato ancora una volta lo Schioppettino di Prepotto, il vitigno simbolo del territorio, lasciato in vigna fino al raggiungimento della piena maturità. Al momento della raccolta le uve presentavano sanità eccellente, vinaccioli croccanti e un profilo aromatico intenso, già caratterizzato dalle tipiche note speziate che contraddistinguono la varietà.

La ricerca della qualità prosegue anche dopo la raccolta. Ogni conferimento viene infatti valutato singolarmente e sottoposto a un processo di selezione studiato in funzione delle caratteristiche specifiche della parcella di provenienza.

Dopo la diraspatura, effettuata con sistemi progettati per preservare l’integrità degli acini, il controllo finale passa attraverso il tavolo vibrante, dove la selezione manuale consente di eliminare eventuali elementi non conformi sfuggiti ai precedenti passaggi.

Questo accurato lavoro di cernita diventa così parte integrante della filosofia produttiva di Vigna Traverso: un lavoro di osservazione e precisione che accompagna il percorso dell’uva dalla vigna alla fermentazione, con l’obiettivo di preservare esclusivamente gli acini migliori e valorizzare l’identità di ogni vigneto.

La vendemmia 2026 si chiude quindi con una convinzione chiara: in un’annata eccezionalmente precoce, il risultato non è dipeso dalla velocità di raccolta, ma dalla capacità di attendere. Un’attesa fatta di pazienza, esperienza e fiducia nel vigneto, seguita da una selezione rigorosa e meticolosa, che oggi alimenta le aspettative sui vini rossi che nasceranno da questa vendemmia.