Da ex area interessata da attività estrattive e caratterizzata da una vegetazione in parte degradata a nuovo spazio dedicato alla biodiversità e alla valorizzazione del paesaggio. È stato inaugurato il Nuovo Bosco della Torre, realizzato nell’ambito del progetto di recupero naturalistico della cava Casella Braga, nel territorio del Parco del Monte Netto, a Capriano del Colle.
L’intervento ha interessato una superficie complessiva di circa 28.460 metri quadrati, pari a quasi 2,85 ettari, restituendo al territorio una nuova infrastruttura verde, destinata a rafforzare la rete ecologica locale, ampliare le superfici boscate e creare nuovi habitat per la fauna.
Il progetto è stato realizzato anche grazie al sostegno di Regione Lombardia, che ha stanziato un contributo di quasi 300.000 euro. Le risorse hanno consentito di sostenere sia l’acquisizione dei terreni sia la realizzazione del nuovo bosco e delle opere necessarie al recupero naturalistico dell’area.
Bonardi: «Un investimento concreto sul futuro del nostro territorio»
«L’inaugurazione del Nuovo Bosco della Torre rappresenta un risultato importante per il Parco del Monte Netto e per l’intera comunità – dichiara il presidente del Parco, Flavio Bonardi –. Abbiamo trasformato un’area che presentava elementi di degrado in una nuova risorsa ambientale, restituendo spazio alla natura e creando le condizioni per una maggiore biodiversità. È un intervento che guarda al futuro: il bosco crescerà nel tempo e, insieme a esso, cresceranno le opportunità per la fauna e la qualità paesaggistica del nostro territorio».
Il presidente sottolinea inoltre il valore della collaborazione istituzionale che ha reso possibile il progetto: «Il sostegno di Regione Lombardia è stato fondamentale, perché ha permesso non soltanto di realizzare gli interventi di riqualificazione, ma anche di acquisire i terreni destinati alla nuova area verde. Investire nella natura significa investire nella qualità della vita, nella tutela del paesaggio e nella capacità del territorio di affrontare le sfide ambientali dei prossimi anni».
Più biodiversità e nuovi habitat per la fauna
Prima dell’intervento, parte della superficie presentava una vegetazione arboreo-arbustiva destrutturata, con una significativa presenza di specie non autoctone e invasive, tra cui robinia, ailanto e quercia rossa.
Il progetto ha previsto la rimozione della vegetazione non coerente con gli obiettivi naturalistici, la preparazione del terreno e la messa a dimora di nuove piante arboree e arbustive. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di una vegetazione più vicina alle caratteristiche degli ecosistemi locali e creare ambienti adatti a ospitare e alimentare diverse specie animali.
«La riqualificazione non consiste semplicemente nel piantare nuovi alberi – prosegue Bonardi –. Significa ricostruire un ambiente naturale più equilibrato, nel quale bosco e prati possano convivere e offrire condizioni favorevoli alla presenza della fauna. La biodiversità si tutela anche attraverso la qualità e la varietà degli habitat, oltre che attraverso la loro connessione con le aree naturali già esistenti».
Il nuovo impianto boschivo si collega infatti alla fascia alberata presente a ovest dell’area interessata dai lavori, contribuendo a rafforzare la continuità ecologica in un contesto territoriale caratterizzato dalla presenza di attività agricole e aree urbanizzate.
Boschi, prati stabili e soluzioni a ridotto impatto ambientale
Il progetto ha previsto anche la realizzazione di prati stabili e prati arbustati, attraverso la semina di miscugli di specie adatti alla formazione di prati estensivi. L’alternanza tra superfici boscate e aree aperte consente di creare un mosaico ambientale più diversificato, aumentando le tipologie di habitat disponibili.
Particolare attenzione è stata riservata anche alle modalità di realizzazione. Per proteggere le giovani piante sono stati utilizzati shelter biodegradabili, in sostituzione delle tradizionali protezioni in plastica. È stata inoltre predisposta un’infrastruttura per l’irrigazione a goccia, pensata per fornire acqua direttamente alle nuove piantumazioni e favorirne la sopravvivenza durante i periodi più caldi e siccitosi.
«Abbiamo cercato di coniugare gli obiettivi naturalistici con scelte operative attente all’ambiente – evidenzia il presidente Bonardi –. La selezione delle specie, l’utilizzo di protezioni biodegradabili e la predisposizione di un sistema di irrigazione localizzata sono elementi che accompagnano il progetto verso un risultato duraturo. La qualità di un intervento di questo tipo si misura anche nelle attenzioni che vengono dedicate alla sua realizzazione».
Tre anni di manutenzione per accompagnare la crescita del bosco
La conclusione dei lavori di impianto rappresenta soltanto una prima fase del percorso. Il progetto prevede infatti un programma di manutenzione nei primi tre anni, con sfalci periodici della vegetazione infestante, irrigazioni di soccorso e sostituzione delle eventuali piante che non dovessero superare lo stress del trapianto.
Queste attività saranno fondamentali per favorire l’attecchimento delle nuove piante e accompagnare lo sviluppo della vegetazione, affinché l’area possa evolvere progressivamente verso un sistema naturale più stabile e autonomo.
«Un bosco non si realizza soltanto mettendo a dimora degli alberi: bisogna prendersene cura, soprattutto nelle prime fasi della crescita – afferma Bonardi –. I prossimi anni saranno importanti per consolidare il lavoro svolto e permettere alle nuove formazioni vegetali di svilupparsi. Il nostro obiettivo è che il Nuovo Bosco della Torre diventi una componente stabile del patrimonio naturale del Monte Netto».
Un nuovo tassello della rete ecologica del Monte Netto
L’inaugurazione del Nuovo Bosco della Torre si inserisce nella più ampia strategia del Parco del Monte Netto per la tutela e la valorizzazione del territorio. L’intervento contribuisce a incrementare le superfici naturali, rafforzare i collegamenti ecologici e migliorare la qualità paesaggistica in un contesto sottoposto a una significativa pressione antropica.
La trasformazione della Casella Braga dimostra come il recupero di aree compromesse possa diventare un’opportunità per ricostruire ambienti naturali e rafforzare il rapporto tra territorio, biodiversità e comunità locali.
«Questo progetto lascia al territorio qualcosa che è destinato a crescere e a migliorare nel tempo – conclude il presidente Flavio Bonardi –. Il Nuovo Bosco della Torre è un investimento ambientale, ma anche un segnale concreto dell’importanza di collaborare tra istituzioni per proteggere e valorizzare il nostro patrimonio naturale. Restituire spazio alla natura significa costruire condizioni migliori per le generazioni future».
Con il completamento e l’inaugurazione dell’intervento, Capriano del Colle e il Parco del Monte Netto possono contare su una nuova area verde di quasi tre ettari, destinata a contribuire alla biodiversità, alla funzionalità della rete ecologica e alla qualità del paesaggio locale.

