Milano offre infiniti ristoranti e per ogni gusto. In molti casi ci si trova di fronte a grandi turnover di attività che faticano ad avviare, figurarsi a proseguire il lavoro. Trovare un luogo accogliente, storico, famigliare e di cucina tipica diventa sempre più difficile. Ma oggi ne ho scovato uno… anzi, grazie a un fortuito caso avvenuto a marzo in un locale parmense, oggi ho potuto sedermi al tavolo di una trattoria storica che i miei amici milanesi amano e dove fanno fatica a prenotare tanto alto è la richiesta (e il luogo non è piccolo).
Si tratta di una trattoria storica sita in Viale Monza, comoda da raggiungere anche da chi viene da fuori Milano e con adiacenti aree parcheggio pratiche e grandi.
La trattoria nasce nel novembre 1985, grazie a Piero e Lucia Zanotta. All’inizio erano in cinque: Lucia in cucina, Piero specializzato nella scelta e preparazione della carne e pochi altri collaboratori.
Il figlio Mario è cresciuto praticamente dentro la trattoria: da bambino aiutava tra sala, cucina e cassa. Dopo la laurea in Economia e Commercio alla Bocconi, ha deciso di tornare a lavorare con i genitori e continuare l’attività di famiglia.
La storia del locale si inserisce però in una realtà di quartiere ancora più antica: la Cooperativa San Filippo Neri di Precotto fu costituita nel 1919 e festeggiò il centenario nel 2019. La trattoria occupa gli spazi adiacenti ed è legata a questa tradizione cooperativa.
La cucina è quella della tradizione milanese e lombarda, con piatti come risotto, lasagne, cassoeula e varie preparazioni di carne. Il risotto, inizialmente considerato quasi un piatto della domenica/settimana, è diventato nel tempo una delle specialità della casa.
Oggi mantiene volutamente un’atmosfera da vecchia trattoria di quartiere, semplice e popolare, ed è spesso segnalata per il buon rapporto qualità-prezzo.
Espressi questi dati, bisogna andare al succo di ciò. Toccare, assaggiare, scoprire e riflettere.
Arrivo e trovo una coda che non mi aspettavo. Banchieri, operai, famiglie, studenti. Tutti diligentemente in attesa di esser accomodati. L’esterno è un luogo accogliente e rilassante ma, contemporaneamente, conviviale.
Dentro mi riporta alle vecchie trattorie ed osterie che vivevo nelle mie terre d’origine. Grande aggregazione e socializzazione.
La lista dei piatti è veramente ricca e spazia anche sul vegetale e il pesce. C’è davvero da fare la conta per poter decidere. Io ero attirata da moltissimi piatti… forse, solo per il meteo, avrei escluso i più “calorosi” (che tornerò sicuramente a provare).
Mondeghini, insalata russa, lasagne, vitello tonnato, fagioli e poi via con i dolci (c’è pure la frutta in tre proposte tra cui scegliere). Non saprei dirvi quale mi è piaciuto di più. Sinceramente ho trovato grande qualità, bilanciamenti e concretezza. Veri piatti tipici e casalinghi.
Il tutto con un’ottima IPA artigianale che da poco producono.









Infine, al bancone della zona bar, ho (ri)assaggiato il loro amaro e gin (il primo vero incontro è stato proprio essermi trovata al tavolo di un ristorante dove il loro commerciale stava facendo degustare questi prodotti e, da quell’incontro di sei mesi fa, è nato il mio interesse verso questa genuina e reale attività ristorativa e, direi, sociale e avvolgente).
Amaro e gin di ottimo livello. Non zuccherati, non impastati o volgari. Mi ricordano tutti gli amari genuini fatti in casa e quei distillati che rinfrescano e deliziano un fine pasto.
Sono uscita da Trattoria San Filippo Neri con una sola consapevolezza: io voglio tornare ancora qui!
Questo mi sembra tutto fuorché poco!
Grazie a Mario, Massimo e tutte le ragazze e signore che lavorano lì. Un team non indifferente e sempre con il sorriso addosso.
Grazie a Niccolò perché senza quel fortuito incontro a Soragna, forse non avrei mai potuto scoprire questo vero angolo milanese dove la cucina vera fa da padrona.

