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Vigna Petrussa, azienda al femminile il cui racconto parla di territorio e storia

Un giorno mi arriva un messaggio su Instagram. 

Mittente: Vigna Petrussa

Il breve testo accennava alla loro storia tutta al femminile.

Chi mi conosce lo sa… vengo catturata dall’idea di un’azienda “rosa”.

La mia risposta è stata più o meno questa: “sono in zona da domani a giovedì.” 

Una delle prime domande che mi ha posto Francesca quando ci siamo incontrate riguardava proprio la casualità della collimazione tra scrivermi un messaggio e il fatto che io sarei stata in Friuli proprio nei giorni successivi: “Come mai qui?” 

La risposta è stata semplice ed ovvia: “Io amo il Friuli e i vini di questa zona!”

Ed è così che ha inizio la mia esperienza alla scoperta di quest’azienda che, sinceramente, definirei una famiglia a tutto tondo, sia nelle generazioni che la compongono sia con le figure esterne che ci lavorano abbracciando totalmente la loro identità.

Ci sono esperienze che vanno oltre la degustazione, l’assaggio di un vino. Sono esperienze che non permettono di conoscere solamente un territorio, ma le persone che lo abitano e il lavoro che, stagione dopo stagione, trasforma l’uva in un racconto da portare nel bicchiere proprio grazie alla passione e alla cura che quegli esseri umani ci mettono.

La mia visita (praticamente improvvisata) a Vigna Petrussa, realtà vitivinicola dei Colli Orientali del Friuli, appartiene proprio a questa categoria.

Alloggiavo in un luogo culto del territorio, a pochi chilometri dalla meta da me narrata. Una zona della regione tra le mie preferite. Tra vigneti, quiete, confini e persone. 

Pochi chilometri, curve, vigneti, colline e arrivo nella terra capitale di un vino territoriale: lo Schioppettino.

Immersa nel paesaggio di Prepotto, a pochi passi dall’area di Dolegna del Collio, Vigna Petrussa è una piccola realtà a conduzione familiare che ha fatto della propria identità territoriale uno dei suoi punti di forza. La storia dell’azienda si intreccia con quella di tre generazioni di donne, unite dalla passione per la vigna e dalla volontà di interpretare il territorio mantenendo un forte legame con la tradizione. Ma non è solamente questo.

Pensiamo a quanto ancora oggi, seppur meno, si viva ancora il ghettismo della donna, il macismo e maschilismo. Analizziamo e riflettiamo di come esso potesse essere ancora più radicale ed evidenziato anni fa.

In questo contesto immaginiamo una donna che decide d’intraprendere il lavoro etichettato per un uomo e di portarlo avanti a spalle larghe e contro tutto il mondo e la società.

Vi sembra poco o semplice? Già solo per questo Vigna Petrussa e le sue donne meritano un’infinita stima. 

Possiamo anche non soffermarci sulla fama di Hilde, sulla narrazione e gli encomi che la identificano anche al di fuori del territorio. La sua fama e la sua energia mi erano già state narrate da conoscenti, amici e dalla stampa più seria del settore. 

Ma non possiamo tralasciare la loro identità ed espressione dei vini.

Elemento caratterizzante della filosofia di Vigna Petrussa è l’attenzione ai tempi naturali della vinificazione. Fermentazioni spontanee, appassimento e cura dell’ambiente fanno parte di un approccio che mette al centro il rispetto per la materia prima e per il territorio.

Durante gli assagi questa filosofia l’ho percepita non tanto attraverso le parole, quanto attraverso il bicchiere. Ogni vino possiede una propria identità e, allo stesso tempo, conserva un filo conduttore: quello di una produzione artigianale attenta, meticolosa, legata alla terra e alla storia della famiglia.

Alla scoperta dei vini di Vigna Petrussa

Sedersi al tavolo per una degustazione da Vigna Petrussa significa avvicinarsi progressivamente alla personalità di questi luoghi. I vini diventano una chiave per leggere il territorio: dai bianchi, espressivi e riconoscibili, ai rossi più strutturati, fino alle interpretazioni dei vitigni autoctoni.

La produzione comprende Friulano, Ribolla Gialla, Malvasia, Sauvignon e Richenza tra i bianchi; Refosco dal Peduncolo Rosso, Cabernet Franc e Rebusson tra i rossi. Ma il Re è lo Schioppettino di Prepotto a rappresentare una delle espressioni più identitarie dell’azienda. Vigna Petrussa ne propone diverse interpretazioni, compresa la Riserva e la versione RiNera.

È proprio attraverso lo Schioppettino che emerge con maggiore evidenza il rapporto tra vitigno e territorio. Un vino dal carattere deciso, capace di raccontare una zona nella quale questo antico vitigno autoctono trova la sua culla di origine.

Non sorprende quindi che proprio lo Schioppettino sia tra i vini più premiati della cantina. L’edizione 2026 di ViniBuoni d’Italia ha assegnato la Doppia Corona allo Schioppettino di Prepotto 2021, mentre il Gambero Rosso 2026 ha confermato il riconoscimento dei Due Bicchieri Rossi per la stessa annata.

Lo Schioppettino di Prepotto è un vitigno a bacca rossa autoctono del Friuli-Venezia Giulia, le cui caratteristiche principali sono:

  • Colore: rosso rubino intenso, spesso con riflessi violacei.
  • Profumo: molto caratteristico, con note di pepe nero e spezie, accompagnate da frutti di bosco, ribes, mora e talvolta note balsamiche.
  • Gusto: secco, fresco e abbastanza tannico, con una spiccata acidità che gli conferisce eleganza e capacità di evoluzione.
  • Nota distintiva: il carattere pepato e speziato è probabilmente il suo tratto più riconoscibile.
  • Affinamento: può maturare bene in legno e sviluppare con l’età profumi più complessi, balsamici, speziati e terziari.

Schioppettino RiNera (annata degustata 2024)
È la versione più giovane e immediata. Viene affinato in acciaio, con profumi di lampone, fragola, mora, noce moscata e pepe nero. È pensato per essere bevuto relativamente giovane. 

Schioppettino di Prepotto DOC (annata degustata 2021)
È probabilmente il vino simbolo della cantina. Viene prodotto con basse rese, raccolta manuale e lieviti indigeni, poi affinato 24 mesi in legno + 12 mesi in bottiglia. Ha colore intenso e una marcata componente speziata, soprattutto di pepe nero. 

Schioppettino di Prepotto Riserva (annata degustata 2019)
La versione più importante e strutturata. Viene prodotta solo nelle annate migliori, con 36 mesi in legno + 12 mesi in bottiglia. È 100% Schioppettino, da terreni di marne arenarie, le famose “Ponka”. Al naso emergono soprattutto pepe nero e prugna; in bocca è intenso, complesso e speziato. 

Perla Nera (annata degustata 2019)
È l’interpretazione più particolare: nasce da uve surmature e macerate, con 18 mesi in barrique e 12 mesi in bottiglia. È un vino dolce, legato a una tradizione storica locale. 

Ma non fanno solo Schioppettino!!!

Il catalogo comprende anche:

Malvasia (annata degustata 2024)  L’uva fa una breve macerazione e pressatura soffice, una parte vinifica in acciaio e una parte in tonneaux. Fruttato ma con note minerali.

Sauvignon (non degustato)

Friulano (annata degustata 2024) Le uve fanno una leggera macerazione a freddo e pressatura soffice per poi affinare in botte grande di legno. Profumo di fiore e mela verde.

Ribolla Gialla (annata degustata 2025) Che fa una pressatura soffice e poi affina in acciaio, con un profumo agrumato.

Richenza (annata degustata 2022) Questo vino nasce dalle uve di vecchi vitigni autoctoni Tocai Friulano, Riesling Renano e Malvasia Istriana. La vinificazione è separata per ogni varietà con una pressatura soffice e poi in barrique di rovere e in bottiglia. I sentori sono di pesca matura e vaniglia.

Cabernet Franc (annata degustata 2021) Macerazione sulle bucce con rimontaggi alternati a délestages e affinamento in botti di legno; un vino dal profumo di frutti di bosco.

Refosco dal Peduncolo Rosso (annata degustata 2020) Macerazione sulle bucce con rimontaggi alternati a délestages e affinamento in tonneaux. Qui, oltre ai frutti rossi, senti più corpo e struttura con sentori anche di amarena.

Rebusson (annata degustata 2022) Un Blend di Cabernet Franc, Merlot e Pinot Noir. Macerazione sulle bucce con rimontaggi alternati a délestages e affinamento in tonneaux. Qui ha prevalso nettamente il lampone rispetto ad altri frutti.

Desiderio (annata degustata 2022) Si tratta di un blend di Tocai Friulano, Malvasia Istriana. Vinificazione separata per ogni varietà, pressatura soffice e affinamento in tonneaux e/o barrique. Un vino dai profumi intensi e di albicocca.

Picolit (annata degustata 2019) Le uve fanno una leggera macerazione a freddo, pressatura soffice e poi il vino affina in barrique. Fresco, agrumato e dai sentori di frutta esotica.

Ho pensato molto a come concludere questo mio articoletto. Avrei voluto narrarvi molti aneddoti, molte delle chiacchiere tra me e Francesca; avrei voluto farvi percepire l’accoglienza, la sincerità, la passione, la cura e l’attenzione che, di generazione in generazione, rendono questa realtà così unica e valoriale.

Avrei voluto ma, sinceramente, ho scelto di lasciare solo qualche briciola di pane perché -come scritto sopra- molti avevano già tessuto le lodi riguardo a questi vini e alle persone; ma varcare la soglia di questa realtà ed esser accolti, sedersi al tavolo con un loro membro (o più), sentire direttamente da loro tutto ciò che le caratterizza, è qualcosa che ha un’intensità e un valore molto, ma molto, più intense ed espressive. I loro vini, sia per fama che al palato, parlano già da soli. Ma, senza un’identità, senza un percorso, senza una filosofia, sarebbero solamente vini. Vigna Petrussa è Friuli Venezia Giulia ed è dare espressione a un territorio attraverso una “ricetta” differente che, probabilmente, non sarei descrivere ma che credo bisogni vivere proprio attraverso un calice bevuto ascoltando chi questi vini li percepisce nel DNA e principalmente nel cuor

Vigna Petrussa, Via Albana 47, Prepotto (Ud), www.vignapetrussa.it , info@vignapetrussa.it