Recensione di “Emporio Eutopia”
- Titolo: Emporio Eutopia
- Autrice: Elisa Cugliandro
- Casa editrice: Brè edizioni
Ecco qui, con un libro di un’autrice che già conosco e che stimo.
Era in lista da un po’ ma, serviva la mente libera e in questi periodi non mi capita spesso.
Grazie a un tour in vigna, mi sono isolata e ora sono qui a parlarvene.
Dopo avere subito un’umiliazione, anche a causa del bizzarro cognome, Giovanni Le Feci decide di licenziarsi dal call center per aprire un bar, chiedendo ai suoi amici storici di lavorare con lui. Quando Manuela – l’amica di cui è segretamente innamorato – gli propone invece di aprire un innovativo ed eccentrico emporio di merce sfusa, Giovanni accetta e mette da parte l’idea del bar. Sorge così Emporio Utopia nella periferia di Torino. Ma fin da subito la sfida si rivela ardua. C’è speranza per un progetto così fragile, eppure virtuoso? E Giovanni, timido e impacciato, riuscirà a dichiararsi a Manuela? Sullo sfondo del romanzo, ecco la Torino di oggi.
La trama scorre via molto velocemente. Scrittura fluida, leggera, diretta.
Espressioni lineari, rappresentative e sincere.
Nell’esprimere la vita del protagonista, tra vicissitudini, emozioni, bullismo e silenzio, l’autrice arriva a un concetto più ampio: sostegno.
Quel tipo di rapporto che porta a prendere scelte di “pancia”, ad abbracciare situazioni per il bene maggiore dettato dall’amicizia o di sentimenti ancora inconsci.
Sostegno che è spesso muto, mimetizzato.
E i sentimenti, così difficili da decifrare. Le paure di non esser condivisi. Di sbagliare. Di perdere.
La voglia di crescere e l’altalena di sentirsi in bilico e incerti su chi si è e cosa fare nella vita.
Il silenzio e lo sconforto. La precarietà.
Un turbinio di sfaccettature della vita. Di quotidianità.
Un testo spaccato di vita.
Forse, avrei ampliato alcuni aspetti e avvenimenti toccando più nel dettaglio alcune tematiche concedendo più “tempo” a delle situazioni.
Ma, sinceramente, credo si tratti di un testo che ben vedrei a teatro.
Alla prossima, la vostra Ele



