Una chiacchierata con Eleonora, identità della cantina franciacortina Terre D’aenòr
Durante le mie giornate al Vinitaly ho potuto godere di una stupenda e interessante chiacchierata con il volto e la guida della cantina franciacortina Terre d’Aenòr, nome che rappresenta proprio la radice germanica di Eleonora Bianchi; classe 1995, precedentemente impegnata nell’attività di avvocato, ma innamorata interamente del mondo del vino tanto da decidere di dedicarci anima e corpo. Una sfida impegnativa che lei porta avanti con carattere e decisione.
Questa giovane cantina nasce nel 2018 direttamente in biologico, dopo anni in cui il padre di Eleonora si è dedicato all’acquisto di vigneti. Ad oggi la proprietà è composta da un totale di circa 48 ettari vitati, dislocati in vari appezzamenti.
Nel 2024 riceve il premio come miglior azienda bio emergente e, in parallelo, menzione speciale anche per l’etichetta Pas Dosé Millesimato 2019, premiato con la Foglia d’Oro, conferita ai vini che, tra tutti quelli che hanno ottenuto il maggior punteggio, si sono distinti anche per eleganza, qualità e specificità.
“Il mio percorso è insolito e mai avrei pensato che avrei lavorato nel mondo del vino. Ho sempre sognato di diventare avvocato, giurisprudenza mi è piaciuta tantissimo. Mio padre dal 2003 ha iniziato a investire nell’acquisto di vigneti in Franciacorta e, per anni, ha sempre venduto l’uva. Verso la fine del mio percorso di laurea, viene però a maturazione quello che è sempre stato un grande sogno di famiglia: realizzare una nostra cantina in Franciacorta. Giorno dopo giorno è come se fossi stata conquistata da questo progetto nuovo. Avevo iniziato la pratica forense part-time, metà giornata nello studio legale e metà con il team marketing con il quale stavamo studiando i primi aspetti della nuova cantina, come per esempio il nome o la grafica delle etichette, ma poi ho compreso che mi trovavo di fronte a un bivio e, dopo aver riflettuto a lungo, ho capito che questa sfida imprenditoriale mi appassionava davvero tanto. E così, eccomi qui!”.
La chiacchierata si è svolta davanti ai suoi amati vini che si differenziano già in impatto visivo: etichette studiate, moderne, che fondono arte e moda. Etichette che sono un omaggio al periodo dell’avanguardia e che, parallelamente, richiamano gli abiti iconici che hanno sfilato in passerella.
Si tratta di una cantina moderna, che – cito testualmente Eleonora – “non vuole appiattirsi su uno status quo” ma narra, avvicina e accoglie il suo pubblico con una comunicazione nuova e molto pop che poi collima nei suoi calici di vino.
Innovazione – oltre che nelle etichette – si estende in ogni aspetto che incontra a tutto tondo un altro loro grande pregio: la sostenibilità.
Chiacchierare con lei mi ha portata a scoprire una donna decisa, che conosce molto bene la sua azienda e che ne parla con competenza e molto amore.
Tra le emozioni che porta nel cuore ci sono i ricordi delle primissime bottiglie prodotte e le prime “pietre” posate per la nuova cantina che sarà finita l’anno prossimo.
Le ho anche domandato cosa vorrebbe che arrivasse al pubblico e lei mi ha spiazzata con un’immagine che mai avrei pensato e che molto evocativa e rappresentativa: “vorrei che arrivasse la casa di vetro”.

L’integrità del vino, la trasparenza fino al midollo della realtà vinicola che è Terre D’aenòr, la limpidezza che portano questa realtà a splendere e a garantire al consumatore finale che non sono solo parole, ma azioni concrete fatte con competenza e amore.
Un grazie ad Eleonora, a tutta la sua famiglia e un brindisi a Terre D’Aenòr dove ho trovato qualità, identità e (per mio gusto personale) un’elevazione del pinot nero molto intrigante… non vedo l’ora, nel 2027, di poter assaggiare la riserva (chissà che bomba!).


