Recensioni

Recensione di “Onesto”

Qualche mese fa mi hanno regalato un libro. Un romanzo. 

Mi hanno detto poche parole: è scritto da uno scrittore che vive tra le Dolomiti, parla delle (mie) montagne e di storia.

Con queste informazioni non sapevo minimamente dentro a quale storia mi sarei trovata e, durante questo mio trasferimento nella (mia) cara Valle Camonica, ho deciso di addentrarmi tra altre vette.

Ieri pomeriggio ho iniziato a leggere questo romanzo. La prima peculiarità è stata la prefazione. Mi ha subito catturata e sentita affine.

Ho poi iniziato il romanzo e, solo il bisogno di dormire un pochino mi ha interrotta. Stamani, voracemente e intensamente, l’ho terminato.

Guido Contin detto Cognac abita in un casello dismesso della vecchia ferrovia adagiata tra i boschi del Cadore insieme a Moglie, la sua gatta. È anziano e non possiede più nulla se non una cartelletta piena di lettere indirizzate alle cime delle montagne e respinte al mittente. Sono pagine scritte a mano da un uomo che si firma con il nome di Onesto e racconta la sua vita con il fratello gemello Santo, l’incontro con Celeste, la guerra, la morte e l’amore. Sembrano storie semplici, di persone che accettano il destino senza porsi domande, aggrappate alla vita come i larici ai pendii più scoscesi. E invece rivelano vicende straordinarie: un rapimento, un figlio ritrovato, una terribile violenza, una bomba che cade nella notte, una fotografia nascosta tra le rocce, un segreto pieno di vergogna e, soprattutto, un amore inconfessabile che scorre attraverso la vita come un torrente impetuoso. Nella sua semplicità, Onesto ci rivela qualcosa di universale: “in molti credono che per scalare ci voglia forza, invece è proprio il contrario. Scalare, come vivere, non è questione di tenere, è questione di lasciar andare. Ogni cosa. La paura, l’incertezza, i problemi, le soluzioni, il passato, il futuro, le prese, gli appigli. Tutto quanto. Lasciare andare in un movimento continuo che avvicina al cielo”.

Le pagine parlano di storia: la vita di un uomo e dei suoi legami; la storia dell’Italia dal primo dopoguerra toccando la Seconda Guerra Mondiale e proseguendo, con delle brevi immagini, fino ai giorni d’oggi; una storia d’amore e tanto altro.

Sono stata fagocitata da queste pagine; dalla delicatezza e dall’intensità del testo.

Da questa modalità di incidere e raccontare, di esprimere e portare il lettore nella storia e di emozionare.

La scrittura è come una poesia che, anche nel descrivere atrocità, sa trasmettere senza pesantezza.

Vidotto narra di un estratto del nostro passato, di un mondo e di un periodo che ci sembra lontano (e non lo è) a cui spesso non pensiamo e non diamo valore.

Ciò che siamo oggi è grazie a ciò che hanno vissuto i nostri avi e alla loro dedizione e maturità nel pensare al domani.

L’autore descrive l’atrocità della guerra, del dolore puro e crudo che non arriva spesso agli occhi delle nuove generazioni. Narra molto d’amore: amore famigliare, amore relazionale, amore per il prossimo.

Non da meno la natura, le silenti montagne che ascoltano e tengono per se stesse le confessioni udite. Non avete idea di quanto mi trova affine…

Mi trovo qui a scrivere queste righe e ho il libro di fianco a me; guardo la copertina e penso a cos’altro vorrei condividere con voi. Nulla di più; probabilmente vi ho già svelato troppo.

Posso solo farvi sapere che per me questo è il miglior libro letto in questo 2025 e, sinceramente, è un gioiello che terrò nel cuore e sullo scaffale perché racchiude tante di quelle emozioni ed intensità che difficilmente si ritrovano insieme e così perfettamente nei testi.

Fidatevi, sono stata onesta come Onesto!!!

Alla prossima recensione, la vostra Ele

https://www.bompiani.it/catalogo/onesto-9788830138124