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Recensione di “Viaggio in Franciacorta. Un diario”

Ormai è quasi mezzanotte e ho dedicato il mio sabato sera a terminare un libro che mi accompagnava da qualche settimana. 

Tutto è nato per caso, o forse il caso non esiste…

Silvano Brescianini, CEO di Barone Pizzini, mi aveva invitata alla presentazione che si sarebbe tenuta un venerdì sera in cantina ma io, purtroppo, non ero in zona. Quando, qualche giorno dopo, l’ho incontrato, gli ho chiesto come fosse andata. <<Benissimo! Armando non sbaglia mai, ma questo libro è davvero un capolavoro>> mi risponde porgendomi in dono una copia.

Così, la sera stessa ho iniziato a leggerlo e a percorrere un viaggio nelle terre che mi hanno accolta.

Ma, per chi non lo sapesse, chi è Armando Castagno?

Nato a Roma nel 1969, laureato in Giurisprudenza e in Studi Storico-Artistici alla Sapienza, ha scritto di sport dal 1986 al 2013 e di cultura del vino a partire dal 1998. Ha insegnato per dieci anni Storia dell’Arte e Geografia del Terroir presso l’UNISG di Pollenzo, e tiene attualmente corsi a tema enoico per la Treccani Accademia, nelle varie sedi nazionali. Ha pubblicato a tutt’oggi una buona dozzina di volumi, tra i quali “Castellina in Chianti. Territorio vino persone” (Associazione Viticoltori di Castellina, 2023), “Alle radici del Barolo” (Slow Food Editore, 2022), “Vernaccia di San Gimignano. Vino Territorio Memoria” (Consorzio Denominazione San Gimignano, 2016), il pluripremiato “Borgogna – Le vigne della Côte d’Or” (Paolo B. Buongiorno, 2017), e congiuntamente a Giampaolo Gravina e Fabio Rizzari “Vini da Scoprire” (Giunti, Firenze, 2016), “La riscossa dei vini leggeri” (Giunti, Firenze, 2017) e “Vini Artigianali Italiani” (Paolo B. Buongiorno, 2018).

“Viaggio in Franciacorta. Un diario” (2024), è il suo primo libro per Treccani e il primo a contenuto narrativo.

Il titolo sicuramente vi potrebbe dare un’idea di ciò che racchiude questo tomo. Personalmente, credo che non possiate immaginare il “vero” contenuto se non lo leggete.

Un uomo percorre, di comune in comune, questo territorio prettamente vitivinicolo. In auto e a piedi. Alcune tappe sono appuntate. Ma solo alcune. Molto spesso ciò che scopre non è pianificato. Osservando lui scopre, si emoziona, si incuriosisce. 

È un diario spontaneo, con scatti fotografici apparentemente causali ma, in vero, intimi, raffinati, indicativi e anche romantici. 

Di area in area, ho scoperto luoghi permeati di storia e cultura, ho imparato dettagli che non conoscevo, ho osservato edifici e aree intere da un punto di vista differente. 

Io – ed ogni lettore – ero il pellegrino in viaggio. Lo stile e la spontaneità che Armando ha usato in questo libro porta ad immedesimarsi nel narratore e si percepiscono anche le sue emozioni, le sensazioni. 

Inoltre, in una zona conosciuta prettamente per il vino – che amo molto -, grazie a questo testo si evince uno spessore ancora più profondo e una storia e una sfaccettatura artistica non da poco e che spesso passa in secondo piano, se non addirittura sconosciuta ai più.

Che dire? Ora guardo alla mia Franciacorta con un ulteriore occhio di riguardo e fascino. Tutto questo grazie a questo viaggio letterario che mi sembra di aver vissuto a braccetto con Armando Castagno.

Alla prossima recensione, la vostra Ele