Recensioni

Recensione di “synaísthima”

Mi trovavo in una cantina nel piemontese, circondata da quiete e dalle vigne. Con me c’erano delle persone, ognuno di noi si trovava in questo luogo per scoprirne i vini, i vermouth e l’azienda dove potersi anche rilassare e pernottare nel calore di quelle stanze.

Di chiacchiera in chiacchiera, tra battute, aneddoti vari, citazioni cinematografiche, confronto sui calici che stavamo bevendo, era inevitabile iniziare a parlare delle nostre passioni e della vita. È così che io ho citato la poesia e ho scoperto che uno dei miei compagni d’avventura ama lo stesso genere e ne ha scritto dei libri. Gentilmente egli ha deciso di donarmene una copia e ora mi trovo qui a parlarvi proprio di essa. 

Di fronte a me ho avuto l’autore. Un uomo che sto incontrando per la prima volta. Una persona sorridente, giocosa, ilare. Un individuo colto, socievole, intelligente e con un sacco di aneddoti musicali e cinematografici da condividere e diffondere – oltre che quelli enologici -.

Queste sono le caratteristiche che evinco nelle ventiquattro ore passate insieme. Avrei voluto riuscire a leggere il suo libro prima di salutarlo, ma gli impegni mi hanno portata a rimandare fino a poco fa; quasi 7 giorni dopo il nostro casuale incontro.

Stasera mi sono accoccolata nel letto, Nala e Fred a farmi compagnia, ho aperto il tablet e sono entrata nell’anima -in un parte – di Maurizio Ferrari.

Il titolo della raccolta deriva dal greco e, come mi ha detto proprio l’autore, significa emozionesentimento. Chi mi conosce da un po’ sa che questo termine l’ho usato come titolo in due raccolte ma, principalmente, è una caratteristica che ritengo valga valorizzata, vissuta e liberata.

Le emozioni, tutte. Perché spesso è facile condividere la gioia, più raro – ma più vero – è non tacere il dolore, quelle sensazioni per molti difficili, impronunciabili, da tacere.

La raccolta di Maurizio inizia con una poesia che è come una porta in faccia. Non scrivo il contenuto (lascio a voi scoprirlo), vi basti sapere che mi ci sono ritrovata totalmente e che mi sono detta che non avevo capito nulla di lui. Che, probabilmente, come me e molti altri, vive emozioni che non mostra al pubblico (agli sconosciuti). 

Proseguo e arrivo al terzo scritto. Di nuovo quella sensazione di ritrovarsi pienamente in ciò che ha inciso nei versi. Mi ritrovo come riflessa allo specchio di ciò che sento e che molti non capiscono.

Nel leggere la quarta poesia mi compare un sorriso beffardo. Proprio ora, in questo periodo, trovo nelle sue righe ciò che mi fagocita tanto e che ben si allinea ancora alla sua prima lirica della raccolta. 

Potrei proseguire narrandovi tutti e dieci i componimenti, ma racchiudo scrivendo che ognuno di essi da voce a frammenti di me e delle mie emozioni. Riflessa nei suoi testi – che sono accompagnati da dei disegni molto espressivi – mi sento meno sola, più capita e anche più umana. Sono certa anche che non sono l’unica che potrebbe dire “Ehi, cavolo! Anche io mi sento così!”

Fluido, pulito, sincero, introspettivo e vitale. Questo è lo stile di Maurizio Ferrari

Se avessi avuto la possibilità di leggere questi versi prima che ci congedassimo credo che lo avrei abbracciato e ringraziato dal profondo e spero che le nostre strade vinicole ci permettano di incontrarci di nuovo affinché possa rimediare a questa mia mancanza. L’autore ha mostrato al mondo le sue emozioni più delicate e, contemporaneamente, ha enfatizzato quanto siano importanti proprio come tali. A lui i miei complimenti più sinceri e davvero un ringraziamento infinito perché a volte mi sento proprio sola e, grazie al suo testo, ora so che probabilmente non lo sono e spero che questo possa valere anche per lui. 

Alla prossima recensione, la vostra Ele