Monte Zovo, una realtà che parla di territorio
Ho sconfinato dalla Lombardia per tornare verso le mie radici, in Veneto, e mi sono fermata nella provincia veronese andando a scoprire la cantina Monte Zovo.
Monte Zovo è una storica azienda vitivinicola con sede a Caprino Veronese, vicino al Lago di Garda. È stata fondata nel 1925 grazie a Carlo Cottini e tutt’ora è gestita dalla famiglia che è arrivata alla quarta generazione. L’azienda è conosciuta soprattutto per la produzione di Amarone, Valpolicella, Lugana e Bardolino.
Le tenute principali sono tre:
- Tenuta dell’Anfiteatro (zona Garda)
- Tenuta Marnebianche (Valpolicella)
- Tenuta Le Civaie (Lugana)
Tenuta dell’Anfiteatro – Garda Orientale
- Estensione: 70 ettari
- Composizione suolo: morenico, ghiaioso e sabbioso
- Produzione: Progetto “Single Vineyards”, Pinot Grigio delle Venezie, Bardolino DOC, Garda DOC
Situata tra l’Anfiteatro Morenico di Rivoli Veronese e le pendici del Monte Baldo, questa tenuta raggiunge altitudini fino a 950 metri ed è immersa in un contesto che intreccia natura, storia e cultura, rappresentando un elemento identitario del territorio.
Le sue forme furono infatti protagoniste della Campagna d’Italia napoleonica: qui, tra le strette gole dell’Adige e i morbidi rilievi morenici modellati dai ghiacciai del Garda, si decise una delle più importanti battaglie della Prima Coalizione, la Battaglia di Rivoli, combattuta tra il 14 e il 15 gennaio 1797.
Questo scenario, che alterna dolcezza e drammaticità, riecheggia i contrasti della stessa vicenda napoleonica: rapidità, energia, tensione strategica, ma anche visione e capacità di leggere il territorio come risorsa. In questo contesto nasce il progetto dei vini “Single Vineyards Montezovo”, un’iniziativa orientata alla valorizzazione dell’impronta territoriale di singoli appezzamenti. Montezovo ha selezionato quattro appezzamenti che, per posizione e condizioni microclimatiche uniche, potessero distinguersi e rappresentare al meglio il proprio terroir. A ogni vigna è associata una varietà specifica, che in quel luogo trova la sua massima espressione e qualità. Ne nascono vini fortemente identitari, capaci di raccontare la straordinaria diversità dell’entroterra del Lago di Garda.



Tenuta Marnebianche – Valpolicella Orientale
- Estensione: 60 ettari
- Composizione suolo: calcareo e marnoso
- Produzione: Amarone della Valpolicella, Valpolicella Ripasso Superiore, Valpolicella Superiore
A circa 550 metri di altitudine, in quella che viene definita “alta collina”, i vigneti affondano le radici in terreni ricchi di marne bianche. Questi suoli donano ai vini freschezza e finezza aromatica. La Corvina sviluppa intense note fruttate e una vivace acidità, mentre la Rondinella si distingue per le delicate sfumature floreali di violetta e rosa.
In questo ambiente privilegiato, l’antica pratica dell’appassimento trova una delle sue massime espressioni nel Fruttaio di Tregnago, situato sulla sommità della collina di Roccolo. Qui, le condizioni di frescura e ventilazione naturale permettono alle uve di disidratarsi lentamente e in modo equilibrato, seguendo il ritmo delle stagioni. I grappoli vengono disposti in casse e catalogati per varietà, data di vendemmia e provenienza, restando in fruttaio fino a quando la naturacompie il proprio lavoro. Ogni passaggio è monitorato con attenzione, garantendo un controllo meticoloso sulla qualità e sulla concentrazione naturale delle sostanze aromatiche e gustative.
Tenuta Le Civaie – Lugana
- Estensione: 40 ettari
- Composizione suolo: argilloso bianco e morenico
- Produzione: Lugana DOC
Collocata tra Pozzolengo e Desenzano, la Tenuta Le Civaie si affaccia sulle sponde meridionali del Lago di Garda, in unterritorio modellato da glaciazioni e bonificato in epoca medievale. I suoli argillosi e morenici conferiscono ai vini struttura e mineralità, mentre le brezze lacustri donano freschezza e finezza aromatica. Ne nasce un Lugana elegante e longevo, vinificato esclusivamente in acciaio per preservare il carattere deciso dell’uva Turbiana, autoctona e ricca di sapidità e acidità.
In ognuna di queste zone viene portata avanti una filosofia che riguarda un’agricoltura biologica e sostenibile con una grande attenzione verso la tutela della biodiversità, una filiera controllata e una vinificazione a basso impatto ambientale tanto che è stata tra le prime cantine a ottenere la certificazione Biodiversity Friend.
Questo riconoscimento premia pratiche agricole che favoriscono l’equilibrio ecologico, la protezione degli insetti impollinatori, la conservazione delle varietà autoctone e la riduzione dell’impatto ambientale. È una certificazione che non riguarda solo il vigneto, ma l’intero ecosistema aziendale, e che riflette la volontà dell’azienda di essere parte attiva nella salvaguardia del paesaggio rurale veronese.
Inoltre, dal 2019 vi è una ricerca sui vitigni resistenti in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach. Nella Tenuta di Caprino Veronese, su 10 ettari, si analizzano varietà PIWI e cloni per sviluppare un protocollo di vinificazione che porti alla produzione di un rosso e un bianco interamente da uve resistenti. Sugli altri ettari si studiano varietà tradizionali per confrontare le dinamiche agronomiche.
La sede della cantina Monte Zovo a pochi km dal lago è una struttura in continua evoluzione per poter offrire sempre confort e attenzione ai visitatori. È una struttura elegante e accogliente. La barricaia, la zona vinificazione, la libreria personale e l’area delle grandi botti ti donano calore e accolgono spiegando sia i vari terreni che caratterizzano le loro vigne sia la passione e la filosofia della famiglia Cottini.
Tutta questa struttura si trova avvolta nel verde e, adiacente alla stessa, si trova il cru che da poi vita all’etichetta iconica Calinverno.




Durante la visita alla cantina, ho potuto degustare molti di questi vini tra una chiacchiera e l’altra con Diego Cottini e il loro Ambassador Francesco Diana; il tutto tra brindisi e piatti pensati proprio dalla moglie di Diego e che si possono assaporare presso il loro bistrot potendo così abbinare vini e piatti del territorio tra sinergia e tradizione.
Parlando di vini, l’esperienza di degustazione è iniziata con un calice di Monte Lessini Durello Riversa -72 mesi sui lieviti dal colore ambrato e deciso, con una bolla fine – e il Lessini Durello Doc Millesimato 2020, un brut dalla bolla fine e una freschezza leggera e delicata.
Dopo questo inizio, ho potuto assaggiare il lugana in due versioni: Terralbe – fresco, giovane e profumato – e Terralbe annata 2022 -dal colore più marcato e persistenza e bilanciamento tali da dimostrare le possibilità d’invecchiamento del vitigno.
Durante il pasto, tra chiacchiere e brindisi, ci siamo spostati su Oltremonte annata 2024. Un sauvignon dal colore paglierino e con profumi di salvia, ananas e cedro.
Prima di passare ai rossi, due iconici vini prodotti dall’azienda, ho scoperto anche il loro vino rosato: Syrma. Un calice pulito, leggero e profumato. Adatto a un aperitivo o, proprio per la stagione che si sta avvicinando, da bere in questi giorni caldi da stemperare con un vino che ti porta continuare a riempire il bicchiere.






Dopo questa parte di percorso fresco e adatto alla giornata calda che ci stava accogliendo durante il pranzo presso la loro struttura, mi sono addentrata nei rossi iniziando con Calinverno nella annata 2021.
Vino che nasce dalla particella adiacente alla cantina e composto da Corvina e Corvinone 70%, Rondinella 20%, Cabernet Sauvignon 5% e Croatina 5%.
Un calice dal colore rubino, persistente e con corpo deciso. Adatto a carni rosse ma anche con dei pesci come l’anguilla.
Dopo questo bicchiere (in verità ho voluto anche un secondo giro) mi sono spostata sull’ Amarone della Valpolicella annata 2020. Un vino deciso, caldo, ricco di corpo e struttura; dove i sentori sono molto decisi e marcati con prevalenza di mirtillo, cannella e viola.
In conclusione, con il dolce, ho scoperto Ophrys, passito bianco veneto. Uno dei pochi vini di Monte Zovo che non conoscevo. Profumato e non stucchevole. Adatto ai dolci e con i formaggi.



Che cos’altro posso condividere con voi? Sinceramente, vi invito a visitare quest’azienda storica e consolidata nel territorio. Una cantina che diffonde i vini di tre macroaree divenendo portavoce di una zona con eleganza e profondità.
Chissà… magari ci troviamo a brindare proprio ammirando i vigneti comodamente seduti nel loro giardino.



