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A tavola con la verticale di Bagnadore Barone Pizzini

Ho pensato molto a come scrivere le prossime righe… una parte di me voleva cercare di tessere un articolo “professionista”, ma non sarei io. Dunque, ho deciso di condividere di getto e a cuore aperto ciò che le emozioni mi fanno “sentire” rispetto ad una realtà vinicola della mia zona e ad una esperienza vissuta ieri sera: la verticale di “Bagnodore” di Barone Pizzini degustata presso il ristorante Stella Michelin Berton di Milano.

Quando sono arrivata a Brescia e ho iniziato a scoprire il panorama vinicolo del territorio, la cantina Barone Pizzini è stata una delle prime che ho iniziato ad assaggiare e, da ormai diciassette anni è consolidata tra le mie preferite. Quando trovo le loro referenze nelle varie carte vini, compreso quando vado a mangiare la pizza (e le foto sui social lo dimostrano), difficilmente opto per altre aziende. 

Amo la loro attenzione alla purezza ed eleganza; adoro la loro ricerca, filosofia e minuzia che portano avanti chiaramente da anni mostrando ai consumatori la passione e limpidezza lavorativa (oltre che umiltà e amore per il territorio) come se fosse una casa trasparente dove poter osservare tutto ciò che viene attuato e che rende Barone Pizzini emblema della Franciacorta.

L’azienda è stata tra le prime, nel 1967, ad entrare nella denominazione, dal 2001 con tutte le certificazioni biologiche e dal 2021 vegan.

Potete ben immaginare la mia gioia nel ricevere l’invito per poter sedermi a tavola con Silvano Brescianini, dialogare e assaggiare le varie annate di Bagnadore; un vero privilegio, onore e piacere. 

Ieri sera, nell’elegante e raffinato ristorante Stella Michelin Berton, degustando bilanciate, saporite, squisite e accattivanti portate (non saprei esprimere quale sia stata la mia preferita perché erano tutte davvero impeccabili e sublimi), si è svolto questo percorso evolutivo ed emblematico di alcune annate pari (2008 – 2012 – 2014 -2016) e non solo.

Ma prima due informazioni su Bagnodore: deriva dall’assemblaggio delle migliori uve Chardonnay (60%) e Pinot Nero (40%) di un unico vigneto,il Roccolo situato a 250 slm e con un’estensione che sfiora i quattro ettari godendo dei benefici di un vicino bosco che mitiga il clima, garantisce una buona escursione termica tra il giorno e la notte e favorisce una peculiare ricchezza di biodiversità. Questa Riserva risponde ad importanti criteri qualitativi e per questo è prodotta in quantità limitate e solo in alcune annate.

Ora al via…

La cena è iniziata con un calice di Animante L.A., cuvée, non dosato e con 78 mesi di permanenza sui lieviti in abbinamento al benvenuto della cucina.

In abbinamento a “Carciofo, salsa bernese e sugo alle verdure” veniva versato il Bagnadore 2008 dai profumi persistenti e dal carattere deciso di vivo. 18 anni di pura delizia!!!

Proseguendo con il saporito e vivo “Risotto alla pizzaiola con acqua di mozzarella” sono stati serviti il Bagnadore 2012 e il Bagnadore 2014. Infine, con il predessert esteticamente intrigante e stupendamente bilanciato, abbiamo degustato il Bagnadore 2016.

Personalmente, ho riscontrato tre annate stupende, strepitose. Frutto, eleganza e raffinatezza sia al naso sia al palato. Eccellenti in toto e, contemporaneamente, con una capacità ulteriore di invecchiamento e di evoluzione di cui l’annata 2008 ne è stata la prova “in diretta”.

Infine, sorpresa stupefacente, insieme al dolce “Uovo di yogurt e mango”, ci siamo spostati nelle Marche. Per questa portata, il patron Silvano Brescianini ci ha offerto un calice di San Paolo, il Verdicchio Riserva dei Castelli di Jesi Docg Classico del 2009 prodotto dalla sua azienda Pievalta. Un profumo, un gusto e un corpo che mi hanno stupita ed estasiata.

Per chi non lo sapesse:

  • Bagnadore 2012, Barone Pizzini, nel 2019 è stato premiato con tre stelle dalla guida Veronelli e dalla Slow Wine
  • Bagnadore 2014, Barone Pizzini, nel 2023 ha preso i Tre Bicchieri al Gambero Rosso e 5 grappoli da Bibenda nel 2023 e da Slow Wine
  • Bagnadore 2016, Barone Pizzini, nel 2024 ha preso i Tre Bicchieri al Gambero Rosso 
  • San Paolo 2009, Pievalta, premiato da Slow Wine nel 2013

Che altro dire? Ieri ho potuto scoprire maggiormente la grande e valoriale realtà che è Barone Pizzini, confrontarmi con grandi personaggi del settore e imparare moltissimo; il tutto di fronte a delle strepitose e magnifiche bottiglie di un vino emblematico e di altissimo livello.

Grazie a Silvano Brescianini e a tutta Barone Pizzini per questa immensa opportunità e per l’accoglienza.