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LA FARRA, non il canonico Prosecco!!!

 ECCELLENZA ENOICA D’ALTURA NELLE COLLINE UNESCO 

Chi mi conosce lo sa, sono nata e cresciuta tra le vigne del Prosecco. Un territorio che amo e che ha dei paesaggi stupendi. Purtroppo, ciò che spesso ho trovato di negativo è stata ed è la strumentalizzazione di quell’aria fino a perdere totalmente il valore di ciò che l’ha segnata dal punto di vista vitivinicolo. Ci sono realtà che lavorano con crisma e rispetto e rappresentano una nicchia selezionata. Ieri ho potuto scoprire una di queste. Ammetto che ero scettica e, con altrettanta onestà, riconosco di essermi ricreduta e che la cantina degustata rappresenta un realtà valoriale e significativa del mio territorio d’origine. Di chi sto parlando? Proseguite la lettura e lo scoprirete!!!

Nel 1997, un nuovo capitolo nella storia di una famiglia legata da generazioni alla terra e alle sue tradizioni vitivinicole, ha visto il suo inizio. I fratelli Adamaria, Innocente e Guido Nardi, mossi da un profondo rispetto per il passato e da una visione audace per il futuro, decidono infatti di portare avanti l’eredità dei loro genitori, fondando l’azienda agricola La Farra.  

Ci troviamo lungo la strada del Prosecco, nel cuore dell’area di produzione del Conegliano Valdobbiadene DOCG, dove si produce il Prosecco Superiore.  Questo luogo speciale, immerso nel cuore pulsante delle Colline del Conegliano Valdobbiadene, gioiello riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, diviene quindi la culla della loro visione.  

La Farra è un tributo vivente al territorio stesso che la ospita nonché manifesto di quello che sarà il collante fondamentale che unisce la storia di questa azienda. Il nome Farra porta con sé le tracce di una storia antica, segnata dalla presenza longobarda in quest’area. Nella lingua dei Longobardi, “Fare” indicava le comunità basate su legami di parentela o su accordi convenzionali, formate da gruppi di famiglie o individui discendenti da un antenato comune. Queste comunità erano le fondamenta della struttura sociale del popolo longobardo. In particolare, la “Fara” di Soligo rappresentava una di queste comunità, un insieme di famiglie strettamente legate che avevano stabilito il loro insediamento nelle vicinanze del fiume Soligo, lasciando così un segno indelebile nella toponomastica e nella storia del luogo. 

Come un albero le cui radici s’intrecciano con la storia della terra, l’azienda s’innesta dunque nel tessuto di Farra di Soligo, respirando l’essenza delle colline e riflettendo la bellezza del paesaggio nei suoi vini. Ogni giorno, i fratelli Nardi, oggi alla guida dell’azienda, si dedicano a valorizzare questa eredità, impegnandosi in una filosofia produttiva che abbraccia il rispetto per la natura, tanto nei vigneti quanto in cantina. 

Con una tenuta che si estende per 25 ettari, l’azienda diviene il palcoscenico dove i fratelli Nardi, veri artisti del vigneto, mettono in scena la loro passione dando forma e concretezza ad una vera e propria “eccellenza artigiana” del territorio, dove le uve Glera dei vigneti “eroici” vengono coltivate e lavorate a mano per poi essere trasformate e valorizzate in vini iconici. Per i fratelli Nardi, che seguono personalmente ogni passo del processo produttivo, ogni grappolo d’uva non è solo un frutto, ma una promessa, un potenziale capolavoro vinicolo. In questo mondo, ogni gesto, ogni scelta, è un atto di devozione alla qualità, un passo verso l’eccezionalità di vini che raccontano storie di terra, di tradizione e di famiglia, tutte rigorosamente a mano, in un rito che unisce uomo e natura in un’armonia senza tempo. 

EREDITÀ DI TERRA, SAPORE DI FAMIGLIA, SPIRITO D’INNOVAZIONE 

La Farra è l’espressione tangibile dello spirito energico e instancabile che anima da sempre la famiglia Nardi. Profondamente radicata nella valorizzazione e cura del proprio terreno, l’azienda trasforma con maestria le uve dei suoi vigneti attraverso le tecniche dell’enologia moderna, dando vita a vini che si distinguono per una qualità e un’eleganza senza pari. Le radici di questa scelta affondano nell’intimo tessuto familiare, dove, fin dalla tenera età, si sono intrecciati i destini dei fratelli Nardi con le fila dei vigneti, condividendo con i genitori non solo il lavoro, ma anche l’amore e la dedizione verso questa nobile arte.  

“La vita nella nostra famiglia – raccontano i fratelli Nardi – si è sempre svolta in simbiosi con i vigneti, condividendo sin da piccoli le sfide e le gioie che la viticoltura comporta. Molti sono i ricordi affettuosi che ci legano, come il rituale della vendemmia, i pranzi tra le vigne, o il dolce sapore dei grappoli sotto il sole che hanno segnato le nostre giornate. I vigneti, per noi, sono sempre stati un rifugio sereno, un luogo dove le preoccupazioni scolastiche si dissolvevano e dove la bellezza del paesaggio si univa al frutto tangibile dell’impegno dei nostri genitori.”  

Per questo, al termine degli studi universitari, è sembrato loro naturale prendere in mano l’azienda dei genitori e compiere quel passo ulteriore che era rappresentato dalla vinificazione delle uve dei loro vigneti e dall’imbottigliamento dei loro vini. Già nel 1992, grazie all’iniziativa dei fratelli, il padre Gian Domenico aveva avviato un processo di riconversione dei vigneti, orientando le tecniche colturali verso metodi che miravano all’ottenimento di uve di eccellente qualità. L’intento, che permane fino ad oggi, era quello di creare un vino capace di esaltare e diffondere la cultura del luogo in cui erano nati e avevano trascorso l’infanzia. Questo obiettivo si fondava sull’esperienza tramandata dai genitori e dai nonni, nonché sulle competenze tecniche che Innocente aveva maturato frequentando la Scuola Enologica di Conegliano. 

Oggi, La Farra è un’azienda dalle piccole dimensioni, proprio in ragione della frammentazione territoriale tipica della zona, con una superficie vitata di 25 ettari, che coltiva direttamente. Essa vinifica principalmente le uve che provengono dai propri vigneti, dislocati tra Farra di Soligo, per la parte principale, Pieve di Soligo, Follina e San Pietro di Feletto, circostanza questa che le consente di avere un controllo diretto della qualità delle uve che arrivano in cantina e quindi di garantire un prodotto finale di qualità. Attualmente l’azienda produce oltre 700.000 bottiglie l’anno che vende prevalentemente all’estero, in particolare in Europa, Stati Uniti, Giappone e Australia. 

LA FARRA: SINFONIA D’ALTURA, ARMONIA MODERNA 

I vigneti de La Farra narrano una storia fatta di gesti quasi eroici per coltivare lembi di terra che la natura ha reso ostici. “Il fascino maggiore di questa meravigliosa terra – raccontano i fratelli Nardi – è proprio rappresentato dalla passione e dedizione con cui gli uomini e le donne lavorano ogni minimo spazio delle pendici collinari esposte al sole, anche quelle in cui solo reggersi in piedi è difficile, che ha portato a far conoscere ed apprezzare l’eccellenza del Prosecco Superiore DOCG di Conegliano Valdobbiadene in tutto il mondo.”  

È su questa storia che si innesta una viticoltura moderna, rigorosa, attuata nel pieno rispetto dell’ambiente. Quelli de La Farra sono infatti impianti che favoriscono la qualità delle uve e una maggiore sicurezza nell’effettuare la potatura e la vendemmia, senza snaturare la morfologia del paesaggio. Tutte le lavorazioni nei vigneti di alta collina vengono fatte rigorosamente a mano. I vigneti dell’azienda si trovano nell’area centrale della zona di Conegliano Valdobbiadene, nei comuni di: Farra di Soligo, la parte principale, Pieve di Soligo, Follina e San Pietro di Feletto. Tale collocazione consente di produrre uve di particolare pregio che combinano al meglio i profumi floreali tipici dei terreni di Valdobbiadene con la sapidità propria di quelli di Conegliano. 

La filosofia produttiva 

“Siamo fermamente convinti che per ottenere vini di eccellenza sia indispensabile preservare e mantenere inalterate le caratteristiche delle uve prodotte nelle vigne che in quest’area trovano le migliori condizioni per suolo e clima. Per questo la nostra filosofia produttiva è quella di valorizzare il più possibile la naturale vocazione dell’area del Conegliano Valdobbiadene DOCG alla produzione di uve e vini di particolare eleganza, fragranza e freschezza. A tal fine risulta fondamentale il saper fare tramandato di generazione in generazione, unito alla formazione e all’uso delle migliori tecnologie enologiche, quali un moderno impianto di controllo delle temperature nella fase di vinificazione e stoccaggio dei vini base, un moderno sistema di presa di spuma naturale in autoclave, un impianto di imbottigliamento isobarico completamente automatizzato, nonché l’impiego delle più aggiornate conoscenze enologiche. Sono questi elementi che ci consentono di mantenere intatte le suggestioni che la natura instilla negli acini d’uva che coltiviamo”. Da queste terre, con suoli e caratteri diversi fra loro, provengono le pregiate uve Glera utilizzate per la produzione del Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. L’eccellente interpretazione enologica del Prosecco Superiore de La Farra, nelle tipologie del Millesimato Rive di Farra di Soligo, Extra Dry, Brut e Frizzante, proviene infatti dalla selezione delle migliori uve prodotte nelle alte colline della DOCG e si propongono di rappresentare l’eccellenza qualitativa della zona di produzione. 

Alcuni vigneti dell’azienda si trovano inoltre ai piedi delle colline, nell’area pianeggiante di produzione del Prosecco Doc Treviso. L’appellativo “Treviso” testimonia il ruolo di una zona che ha contribuito a diffondere il Prosecco e a renderlo simbolo indiscusso dello stile italiano del bere.  

L’azienda produce infine anche una limitata quantità di Pinot Grigio delle Venezie Doc, con uve provenienti da alcuni vecchi vigneti già coltivati dai nonni e zii dei fratelli Nardi. 

La sinergia dei fratelli Nardi 

Ogni fratello è responsabile di un aspetto specifico dell’azienda, garantendo un controllo diretto su ogni processo interno. Questo approccio sinergico rappresenta il vero cuore pulsante di ogni attività familiare che trova in questa azienda una vera e propria celebrazione. Innocente si dedica principalmente alla gestione dei vigneti e agli aspetti amministrativi. Guido è preposto alla supervisione della cantina. Entrambi, oltre ad essere appassionati viticoltori, custodiscono e applicano con dedizione le conoscenze acquisite presso la Scuola Enologica di Conegliano, la più antica d’Italia. Questa istituzione, vero gioiello scolastico e culturale del territorio, ha contribuito a migliorare i metodi della coltivazione della vite e a sviluppare una cultura della spumantizzazione legata al Prosecco, portata ai massimi livelli qualitativi e tecnologici proprio nella zona di Conegliano-Valdobbiadene e conosciuta a livello mondiale. Adamaria infine gestisce con dedizione, cura e passione il settore commerciale e si occupa personalmente dell’ospitalità dei clienti al fine di rendere ogni esperienza un ricordo indelebile. 

Sostenibilità ambientale, sociale ed economica 

Una viticoltura dinamica, rigorosa e consapevole quindi che garantisce il controllo diretto dell’intera filiera e l’alta qualità del prodotto finale. L’azienda, realtà a conduzione familiare fondata nel 1997 dai fratelli Adamaria, Innocente e Guido Nardi nel cuore delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, è certificata SQNPI per la produzione integrata, adotta dal 2011 il Protocollo viticolo del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e non utilizza diserbanti nei propri vigneti. A questo percorso si è aggiunto, il 12 gennaio 2026, l’ottenimento della Certificazione Equalitas per il modulo “Organizzazione Sostenibile”. Rilasciato dall’ente Valoritalia, questo riconoscimento attesta un modello di gestione strutturato che integra gli aspetti ambientali, sociali ed economici, dalla cura dei 25 ettari vitati fino all’imbottigliamento. La Farra, che opera tra Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Follina e San Pietro di Feletto, affianca alla produzione un forte impegno culturale attraverso iniziative come Dialoghi a Col Brià, giunta alla quarta edizione nel 2026 per promuovere la bellezza del paesaggio e il confronto sociale. “Aspiriamo ogni giorno – dicono i fratelli Nardi – ad esaltare e divulgare le virtù e lo splendore del nostro territorio presso i consumatori, attraverso un racconto sincero e autentico della qualità dei nostri vini, promuovendo al contempo pratiche agricole attente alla tutela dell’ambiente e alla salute umana. Desideriamo introdurre i nostri vini in nuovi paesi, affinché i consumatori possano scoprire la nostra storia, l’intensità dell’amore, della passione e dell’impegno con cui portiamo avanti il nostro lavoro quotidiano, consolidando la nostra presenza che già oggi spazia dall’Europa agli Stati Uniti, fino al Giappone e all’Australia.” 

IL CASOLARE: CUORE E EREDITÀ DI UN TERRITORIO VITICOLO 

Situata lungo l’incantevole Strada del Prosecco, nel cuore del pittoresco mosaico paesaggistico delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, La Farra offre un’esperienza enoturistica che è un vero viaggio sensoriale, dalla vigna fino al calice. Ed è proprio a partire dal desiderio di divulgare le bellezze e le peculiarità di queste colline, incastonate nel cuore della zona DOCG Conegliano Valdobbiadene, riconosciuta nel 2019 come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, che è stato ideato e realizzato, nel corso del 2023, il progetto enoturistico “La Farra”. Questa iniziativa, ideata dai fratelli Adamaria, Innocente e Guido intende soddisfare il crescente interesse dei winelovers ad immergersi nell’affascinante universo della viticoltura eroica, da cui nascono i pregiati vini La Farra. Il percorso enoturistico si snoda dalla cantina, passando attraverso i vigneti situati sulle colline, fino a giungere al Belvedere La Farra, un casolare pittoresco e luminoso, immerso nei vigneti eroici e di proprietà della famiglia Nardi. “Il progetto di recupero del Casolare muove da una vera e proprio esigenza di condivisione che tutti noi fratelli sentivamo profondamento – racconta Adamaria Nardi. – Si tratta infatti di un angolo di mondo che abbiamo sempre vissuto con grande intensità e che desideravamo aprire agli altri. È più di un semplice luogo, è l’incarnazione di un legame profondo con la terra che lo circonda. Il vino che qui prende vita è infatti da noi interpretato come un frammento di un cosmo più vasto, intrinsecamente intrecciato con l’essenza stessa di questo territorio di cui il Casolare è simbolo e ambasciatore al tempo stesso.” “La decisione di valorizzare il Casolare – continua Innocente Nardi – si radica nella volontà di contribuire, a nostra volta, all’eredità lasciataci dalle generazioni che ci hanno preceduto. Basti pensare che questa struttura è ubicata nella suggestiva località Rive dei Nardi, una collina che si inscrive armoniosamente in questo contesto. Qui, tra le colline punteggiate dai vigneti storicamente appartenuti alla famiglia Nardi, il casolare si è affermato come simbolo dell’arte viticola di questo luogo, teatro dell’impegno e della dedizione tramandatici, valori questi che abbiamo scelto di onorare e perpetuare. In questo spirito, abbiamo deciso di investire nel suo recupero dell’edificio, con l’intento di aprire le sue porte a coloro che si riconoscono nella nostra filosofia e desiderano scoprire l’anima nascosta dietro ogni calice di vino firmato La Farra. Il nostro desiderio è infatti quello di condividere non solo il vino ma anche le sfide e le peculiarità di questo territorio unico al mondo: la ripidità delle colline, i suoni distintivi, il microclima unico, tutti elementi che si fondono in un mosaico irripetibile.  

Dal punto di vista architettonico, i fratelli Nardi hanno deciso di rispettare la storia, adottando un approccio minimalista e utilizzando i materiali locali. Le antiche stalle – un tempo cuore di un ciclo produttivo autosufficiente – sono state quindi trasformate in uno spazio che rispecchia la loro identità. Anche il lavoro di reimpianto del vigneto è stato condotto con l’obiettivo di valorizzare le caratteristiche tipiche di queste colline riconosciute patrimonio dall’UNESCO, come i ciglioni, terrazzamenti tipici della zona, e valorizzando la coltivazione della Glera, vitigno autoctono.  

Il risultato è un ambiente accogliente, pieno di intensità, disposto su due livelli, in cui i visitatori possono, previa prenotazione, immergersi in un’esperienza unica, degustare i raffinati vini La Farra e arricchire la loro conoscenza della cultura locale attraverso una curata selezione di libri.  

Il Belvedere La Farra è infatti sia luogo di degustazioni, ma anche destinazione culturale per far conoscere ai turisti storia e tradizioni di queste colline. A tale scopo è stata realizzata al suo interno una biblioteca con i libri di Andrea Zanzotto e di altri scrittori locali. Testi a disposizione dei visitatori che possono dedicarsi alla lettura proprio davanti a quel paesaggio collinare tanto amato e decantato da Zanzotto. Questo spazio permette dunque di esplorare le diverse sfumature del territorio, ammirando la fatica e la dedizione di generazioni di vignaioli che hanno plasmato un paesaggio agrario di straordinaria bellezza, fatto di piccoli vigneti intervallati da boschi e aree non coltivate, che insieme formano un’efficace rete ecologica di inestimabile e immutato valore. 

Per quanto riguarda il sentiero enoturistico, lungo circa 3 km e percorribile in 40-50 minuti a piedi, questo ripercorre la storica Strada per il Santuario di Collagù, apprezzata sia dagli abitanti locali sia dagli amanti delle escursioni nella natura. La passeggiata può estendersi fino al Santuario di Collagù, noto per la sua caratteristica forma affilata a “colle acuto”, al borgo omonimo o alla chiesetta di San Gallo. Al ritorno, è possibile effettuare una breve visita guidata all’interno della cantina e acquistare i vini. «Questo progetto nasce dalla volontà di far vivere a operatori e consumatori l’esperienza unica delle Rive Eroiche, cuore pulsante del Valdobbiadene Prosecco DOCG. Vogliamo offrire loro l’opportunità di immergersi nella magnificenza del paesaggio e di assaporare la cultura del nostro territorio, anche tramite la lettura di opere di autori locali o guide che svelano le meraviglie del luogo, l’architettura, le tradizioni popolari e, naturalmente, i nostri vini» racconta Innocente Nardi. Questa esperienza immersiva è un invito a scoprire il territorio e la sua cultura, in cui il vino emerge come simbolo elegante e armonico.  

Numerosi sono inoltre gli straordinari itinerari naturalistici che il territorio di Farra di Soligo offre a tutti coloro che desiderino scoprire il volto autentico di questo luogo incantevole. Con delle piacevoli escursioni è infatti possibile raggiungere le Torri di Credazzo, antico fortilizio eretto con ogni probabilità dai Caminesi nel XIII secolo su rovine ben più antiche, le numerose Chiesette disseminate lungo i colli (San Lorenzo, San Vigilio, San Martino, San Gallo) oltre che l’affascinante borgo di Collagù, da dove si possono ammirare incantevoli panorami. 

Di notevole interesse culturale architettonico ed artistico sono inoltre, nelle immediate vicinanze, l’Abbazia di Follina, di epoca romanica, il Calstelbrando a Cison di Valmarino e il Mulinetto della Croda, a Refrontolo, e, poco più in là, a Conegliano, i famosi dipinti del Cima nonché la più antica Scuola Enologica d’Italia. A soli 20 km di distanza si trovano, poi, lo storico quartiere di Serravalle a Vittorio VenetoVilla Barbaro a Maser nonché la deliziosa cittadina di Asolo e la Gipsoteca del Canova a Possagno

Dialoghi a Col Brià: la cantina come presidio culturale 

Nato come naturale estensione della visione culturale della Cantina La FarraDialoghi a Col Brià è un progetto che, negli anni, si è consolidato come spazio stabile di incontro tra paesaggio, parola e comunità. Giunto nel 2026 alla sua quarta edizione, l’appuntamento non rappresenta un evento isolato, ma un percorso coerente con l’identità dell’azienda e con il progetto enoturistico del Casolare, luogo pensati per favorire un’esperienza profonda del territorio. 

L’edizione 2026, intitolata “Tra bosco e non bosco”, si articola in tre appuntamenti che uniscono esperienza fisica del paesaggio, riflessione culturale e performance poetica. Ogni incontro è preceduto da una passeggiata guidata verso Col Brià, momento introduttivo che trasforma il cammino in parte integrante dell’evento e invita i partecipanti a entrare in relazione diretta con le colline. Il 6 giugno si apre con un Poetry Slam dedicato al tema dell’edizione, in cui poeti e poetesse sono chiamati a confrontarsi con l’idea di soglia, di margine e di “bosco linguistico” attraverso testi originali. Il 13 giugno la tavola rotonda partecipativa “Paesaggi in equilibrio” approfondisce il legame tra linguaggi, trasformazioni del territorio e sostenibilità, coinvolgendo studiosi ed esperti in un dialogo aperto con il pubblico. Il 20 giugno un reading poetico e sonoro intreccia la parola di Zanzotto e di altri autori con una dimensione musicale, restituendo al paesaggio anche la sua voce acustica. 

Fin dalle prime edizioni, l’iniziativa ha intrecciato poesia, riflessione civile e ascolto del paesaggio, coinvolgendo studiosi, artisti e cittadini in un dialogo aperto sulle trasformazioni delle colline del Conegliano Valdobbiadene. Il riferimento ad Andrea Zanzotto dell’edizione 2026 non è un semplice richiamo letterario, ma un fondamento culturale dell’iniziativa. Poeta delle colline di Pieve di Soligo, Zanzotto ha saputo leggere il paesaggio come organismo vivo, fragile, attraversato da tensioni tra natura e intervento umano. La sua opera ha restituito dignità poetica ai luoghi, trasformando le colline in spazio di memoria, coscienza civile e interrogazione sul futuro. In questa prospettiva, Dialoghi a Col Brià assume la poesia come strumento di lettura critica del territorio: non celebrazione estetica, ma esercizio di responsabilità. Il progetto raccoglie idealmente l’eredità delle battaglie ecologiche e culturali che hanno segnato il territorio a partire dagli anni Settanta, riaffermando il valore del paesaggio come bene comune. Nel tempo, Dialoghi a Col Brià ha costruito una comunità di partecipanti che non si limita ad assistere, ma prende parte attiva agli incontri, alle passeggiate e ai momenti di confronto. In questo senso, l’iniziativa riflette pienamente la filosofia de La Farra: valorizzare la terra non solo attraverso il vino, ma attraverso relazioni, consapevolezza e produzione culturale.