“La Genisia”, tra i portabandiera del Classese
Durante l’edizione 2026 del Vinitaly, il Consorzio dell’Oltrepò Pavese ha presentato le prime bottiglie di Classese, il metodo classico a base di pinot nero candidato a diventare il vertice qualitativo della denominazione: per adesso si parla solo di un marchio consortile che i produttori possono già esibire in etichetta, per il futuro si attende la definitiva modifica del disciplinare.
Il nome Classese nasce dall’unione delle parole Classico e Pavese ed è stato introdotto negli anni Ottanta da un gruppo di produttori con l’obiettivo di identificare in modo chiaro e distintivo il Metodo Classico dell’areale, distinguendolo dalle altre denominazioni e garantendo al tempo stesso regole qualitative condivise.
Oggi il Classese è identificato come un Metodo Classico che punta con decisione sulla qualità: la base ampelografica prevede almeno l’85% di Pinot Nero, con una raccolta manuale delle uve e una produzione concentrata sui vigneti collinari; il disciplinare stabilisce inoltre un affinamento minimo sui lieviti di 24 mesi, che salgono a 36 per i millesimati e a 48 per le riserve.
Sono già 40 le cantine che aderiscono al progetto. Un gruppo di pionieri tra i quali si contano diverse tra le aziende più rappresentative del territorio: da Calatroni a Conte Vistarino, da Cordero San Giorgio a Tenuta Mazzolino, da Fiamberti a Monsupello, fino alla cantina La Genisia.
È stata proprio quest’ultima ad aprirmi “le porte” della sua realtà e a raccontarmi della loro passione.
Nata nel 2020 da una visione ambiziosa del Gruppo Torrevilla, La Genisia rappresenta la nuova generazione della viticoltura dell’Oltrepò Pavese. È un progetto cooperativo giovane, ma con radici solide, sviluppato a partire da un articolato lavoro di zonazione condotto con l’Università degli Studi di Milano, che ha permesso di individuare i vigneti più vocati dell’Oltrepò occidentale.
La cooperativa riunisce venti vignaioli che coltivano 70 ettari tra Codevilla, Torrazza Coste, Mornico Losana, Valle del Coppa e Valle Schizzola. I soci lavorano in stretta sinergia con la cantina che li forma e li coordina per garantire vendemmie ordinate, selettive e tecnicamente impeccabili. Dal 2024 La Genisia è la prima cantina sociale del territorioa organizzare in modo centralizzato la raccolta, scegliendo direttamente le squadre per preservare al massimo la qualità delle uve fin dal vigneto.
Guidata dal presidente Matteo Ghiara e dall’enologo Simone Fiori, La Genisia unisce tradizione cooperativa e approccio scientifico, con l’obiettivo di interpretare con consapevolezza il terroir e valorizzare i cru più vocati producendo vini identitari.
Da questa filosofia sono nati i Metodo Classico D.O.C.G. La Genisia, caratterizzati da grande eleganza e freschezza, sapidità territoriale e un perlage fine e persistente che interpretano in modo raffinato le uve Pinot Nero, vitigno che si esprime ad altissimi livelli anche nella sua versione rosso fermo, Pinot Nero DOC La Genisia.
“La più bella sensazione che può trasmettere un vino – sottolinea l’enologo Simone Fiori – è raccontare il territorio da cui proviene. Il Pinot Nero è la nostra bussola stilistica: è un vitigno che interpreta con precisione il terroir e ci permette di costruire un linguaggio enologico riconoscibile e molto contemporaneo”.
Il progetto di zonazione, sviluppato dall’enologo Simone Fiori insieme al professor Leonardo Valenti, nasce con l’obiettivo di mettere in luce le potenzialità del territorio. Dopo anni di studi, rilievi e analisi, è stato definito un identikit dettagliato dell’area che circonda Codevilla e in cui operano i soci.
La Genisia adotta una gestione agronomica centralizzata, basata su protocolli condivisi e su un monitoraggio puntuale dei singoli vigneti. Ogni intervento in vigna è guidato dal team tecnico interno, secondo criteri definiti da studi scientifici costantemente aggiornati. Anche le operazioni agronomiche e la vendemmia sono coordinate in modo unitario, per garantire qualità, tracciabilità e sostenibilità lungo tutta la filiera.
“La nostra forza è nella coerenza tra metodo scientifico e rispetto per la terra – spiega Matteo Ghiara. Ogni decisione agronomica nasce da dati e osservazione, ma anche da un legame profondo con il territorio e le persone che lo coltivano”.
All’inizio del 2025 La Genisia ha ottenuto la certificazione SQNPI, riconoscimento nazionale che attesta la conduzione in regime di produzione integrata e la solidità di un modello etico e trasparente.
La cantina è letteralmente una Torre Vinaria. Simbolo architettonico di grande valore storico e ingegneristico, la Torre rappresenta un punto di connessione tra passato e futuro e racchiude in sé i valori che hanno portato alla genesi stessa del progetto La Genisia. È per questo motivo che il suo profilo è diventato ispirazione per il logo aziendale: la corona esterna richiama le colline dell’Oltrepò Pavese e custodisce simbolicamente la nostra filiera virtuosa, composta dai viticoltori che, con il loro lavoro quotidiano, rendono possibile la crescita del progetto. Al centro di questo sistema si colloca la cantina, motore operativo e cuore della trasformazione. La Torre Vinaria non è soltanto un elemento grafico identitario: è il fulcro del percorso di visita e accoglienza. Salire i suoi spazi significa attraversare la storia aziendale e comprendere l’evoluzione tecnica che ha segnato queste colline.
Un ruolo centrale in questo percorso lo ha avuto il lavoro portato avanti insieme al Consorzio: “In La Genisia abbiamo sempre lavorato con l’obiettivo di produrre Metodo Classico di alta qualità, convinti che questa tipologia rappresenti l’espressione più identitaria del nostro territorio. Al centro di questo percorso c’è il Pinot Nero, vitigno chiave per la spumantistica oltrepadana, su cui abbiamo scelto di investire con decisione”, commenta Matteo Ghiara, presidente di La Genisia.
“Il progetto Classese – continua – va esattamente in questa direzione: da un lato introduce un disciplinare più rigoroso, orientato ad elevare ulteriormente gli standard qualitativi, dall’altro costruisce un’identità chiara e riconoscibile sul mercato per il Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese. È un passaggio importante, che valorizza il lavoro dei produttori e rafforza il posizionamento del territorio. Siamo quindi pienamente allineati e orgogliosi di sostenere questo progetto”.
Dopo questo breve riassunto della realtà giovane ma ricca di valori e idee ben precise e armoniose, ho assaggiato e scoperto i vini prodotti dalla cantina che, per la prima volta ha portato al Vinitaly le referenze che fanno da portabandiera al Classese, nelle versioni blanc de noirs e rosé de noirs, caratterizzati da eleganza, freschezza e una chiara impronta minerale, con un perlage fine e persistente che valorizza il Pinot Nero di queste colline: Pinot Nero D.O.C.G. Brut, Pinot Nero D.O.C.G. Extra Brut, Pinot Nero Rosé D.O.C.G. Brut.






PINOT NERO BRUT D.O.C.G. – EXTRA BRUT PINOT NERO – ROSÉ BRUT D.O.C.G.
Uvaggio: 100% Pinot Nero
Vigna: le vigne destinate alla produzione del Metodo Classico e del Metodo Classico Rosé sono ubicate principalmente nelle valli Coppa e Schizzola e nei comuni di Codevilla e Torrazza Coste. Nella totalità ricoprono circa 20 ha. Questi territori presentano caratteristiche altimetriche eterogenee, dai 200 ai 450 m, differenti esposizioni e suoli molto diversificati. I vigneti scelti per le nostre bollicine presentano densità di 4000-4500 ceppi/ha e sistema d’allevamento a Guyot. La molteplicità di terroir a disposizione consente di operare una selezione delle uve già ad inizio lavorazione e, soprattutto, permette alle uve di esprimersi in ogni sfaccettatura.
PINOT NERO D.O.C. OLTREPÒ PAVESE
Uvaggio: 100% Pinot Nero
Vigna: i vigneti atti alla produzione di questo Pinot Nero vinificato in rosso sono situati nei Comuni di Borgo Priolo e di Codevilla, hanno una superfice di 2 ettari ubicati a un’altitudine media di 250 m. I vigneti sono condotti a Guyot e presenta una densità di 4500 ceppi per ettaro.
Selezione dalle parcelle più vocate, identificate dal progetto di zonazione. È la linea che raccoglie i vigneti di maggior pregio: la selezione della selezione, l’espressione dei migliori cru.
PINOT NERO CENTODIECI NATURE D.O.C.G. METODO CLASSICO
Uvaggio: 100% Pinot Nero
Vigna: Le vigne dedicate alla produzione del Metodo Classico Nature si collocano nell’alta collina di Codevilla e la Val Schizzola, al di sopra dei 350-400 m. Posizione che consente una maturazione ottimale delle uve in termini di zuccheri e di acidità, il tutto dovuto anche all’elevata escursione termica presente tra il giorno e la notte. Altro fattore determinante per la qualità del nostro vino è la molteplicità di esposizioni dei vigneti e dei versanti a disposizione che ci permettono in base all’annata di poter scegliere di volta in volta le singole parcelle da destinare al Centodieci Nature.
Qui i suoli si presentano con una considerevole dose calcarea percepibile al sorso attraverso una ben presente sapidità. La densità è di 4500 ceppi per ettaro allevati a Guyot e la produzione si attesta a circa 100q/ha.
PINOT NERO CENTODIECI D.O.C.
Uvaggio: 100% Pinot Nero
Vigna: il vigneto selezionato nel corso degli anni per la produzione del Pinot Nero Rosso Riserva si colloca all’interno del comune di Mornico, in località Cascina Coraggioso, ad un’altitudine di circa 250 m con esposizione Nord Ovest – Sud Est e ricopre una superficie di 0,8 ha. Ci troviamo sulle marne della media collina appenninica, ciò determina un buon contenuto di calcare e dei suoli mediamente profondi. La densità all’interno della vigna è di 5000 ceppi per ettaro e il sistema di allevamento è a Guyot. L’insieme di tutte queste condizioni garantiscono una perfetta maturazione delle uve in termini di zuccheri, acidi, tannini e sotto il profilo aromatico.
Dopo questa breve descrizione “tecnica”, sappiate che non conoscevo questa realtà e ora non vedo l’ora di scoprirla dal vivo perché i vini hanno un’eleganza e un carattere molto identificativi e sinuosi; le basi per continuare a crescere e proporre sempre dei vini espressione del territorio e di alto livello sono ben salde e valorizzate. Non resta che brindare a Classese, cin cin!!!


