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Cantina Valpolicella Negrar, cooperativa con una grande anima

Il Vinitaly di quest’anno mi ha permesso anche di incontrare la vicepresidente di una delle cantine più rappresentative di un territorio che si trova tra la mia terra natia e quella d’adozione. Area che apprezzo molto esteticamente e anche vinificamente; di conseguenza, ero molto onorata e incuriosita dalla possibilità di fare una chiacchierata con questa giovane e determinata donna che rappresenta con amore e decisione l’azienda. Di quale cantina sto scrivendo? Di che persona sto parlando? A voi scoprirlo nelle prossime righe!

C’è un luogo, nel cuore della Valpolicella Classica, dove le colline parlano la lingua della vite e la memoria si fa vino. Un luogo che, da oltre novant’anni, custodisce il battito profondo di una terra generosa, trasformando il lavoro dell’uomo in bellezza da condividere. È qui che nasce Cantina Valpolicella Negrar, una realtà cooperativa che ha fatto della coralità, della responsabilità sociale e della visione condivisa la propria forza distintiva.

Si tratta di  una realtà molto viva: 245 famiglie, 850 ettari di vigneto e una visione fondata sulla ricerca continua della qualità, sull’attenzione all’agroecosistema e sull’ambizione di leggere i cambiamenti con spirito cooperativo e strategico.

Con oltre 140 ettari certificati biologici, una produzione di oltre 8 milioni di bottiglie e una presenza in 62 Paesi nel mondo, Cantina Valpolicella Negrar è oggi una delle voci riconosciute tra le più autorevoli e rispettate del panorama vitivinicolo italiano.

Cantina Valpolicella Negrar dal 1933 a oggi si rinnova ogni giorno grazie all’impegno dei viticoltori e a una gestione capace di interpretare il cambiamento senza mai perdere il legame con la propria identità.

La Cantina interpreta il proprio ruolo non solo come produttore, ma come custode attivo della Valpolicella Classica: i suoi vini sono il frutto di una conoscenza condivisa e diffusa, affinata in decenni di lavoro comune, ma anche di una sperimentazione continua. Accanto ai grandi classici della denominazione trovano spazio espressioni di microzone, cru d’altura e blend capaci di esplorare nuove armonie.

Il risultato è uno stile enologico che ambisce a essere riconoscibile e coerente, capace di unire equilibrio, bevibilità e precisione tecnica.

L’uvaggio, che non deriva da un blend costruito in cantina, prende forma già in vigneto, nella compresenza di varietà come Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara grazie alla minuziosa attenzione presente in ogni fase.

Tra i vini più significativi spicca l’Amarone della Valpolicella Classico, simbolo della Cantina, prodotto con uve provenienti dai vigneti collinari dei soci e frutto di un appassimento tradizionale seguito da lunghi affinamenti.

Non meno rilevanti sono le interpretazioni di Valpolicella Classico e Classico Superiore, vini agili e immediati, che custodiscono l’integrità del frutto e la freschezza tipica delle varietà veronesi.

Il vino a cui la Cantina è più affezionata è il Recioto della Valpolicella, è il fratello maggiore che affonda le proprie radici nella storia più profonda della denominazione. Dolce, avvolgente e profumato, rappresenta un omaggio alla tradizione e alla lentezza, un sorso di memoria capace di raccontare un’eredità antica.

Nel 2023, in occasione del 90° anniversario, un nuovo Consiglio di amministrazione ha dato avvio a un ciclo di rinnovamento generazionale e strategico. A guidarlo è Giampaolo Brunelli, commercialista e docente universitario, affiancato da Alessia Ceschi, 36 anni, avvocata. 

Ora che vi ho svelato alcune informazioni, non fermatevi qui, ma scoprite nel dettaglio la loro passione e cura…

Alessia Ceschi è la prima vicepresidente donna nella storia della Cantina. Un traguardo che vive con senso di responsabilità e con una visione inclusiva.

«Ricoprire il ruolo di vicepresidente di Cantina Valpolicella Negrar è per me un onore e una grande responsabilità. La nostra è una realtà cooperativa che affonda le radici nella tradizione, ma guarda con determinazione al futuro, con spirito di innovazione e inclusione. La forza della Cantina è sempre stata nelle persone: soci, dipendenti e famiglie che ogni giorno contribuiscono a preservare e valorizzare la nostra terra, dando vita a vini profondamente rappresentativi del territorio e capaci di affermarsi come espressioni di eccellenza. In questo percorso, il mio obiettivo è dare voce a tutti coloro che rendono grande Cantina Valpolicella Negrar, rafforzando il legame con il territorio e costruendo insieme un domani ancora più solido».

«Cantina Valpolicella Negrar ha sempre ragionato come un’impresa privata. Crediamo nel valore della cooperazione e vogliamo essere, attraverso la nostra visione, un modello di riferimento.», conclude Alessia Ceschi.

Per questa realtà è fondamentale raccontare la propria storia, il territorio e le persone che ne fanno parte. «Il vino non è un semplice prodotto di consumo, ma l’espressione di una cultura e di una comunità.» – afferma decisa – «Valorizzare queste caratteristiche consente di instaurare un legame autentico con il consumatore e di affrontare con maggiore solidità le sfide del mercato Aspetto che si evidenzia anche attraverso le nuove etichette che richiamo la linea precedente e, contemporaneamente, elevano e rendono ancor più attraente la loro azienda.

Si sa che i vini sono come i figli e io ho voluto chiederle a quale si sente più legata e affine. “La casetta” e “Variago” detengono il podio, ma ogni loro referenza ha un valore importante. 

La piacevole chiacchierata con la Vicepresidente Alessia Ceschi si è conclusa con tre frasi che mi hanno colpita e che racchiudono ciò che è Cantina Valpolicella Negrar: «In tutte le cose la differenza la fa l’anima. Chi beve i vini della nostra cantina sappia che qui c’è un’anima e spero che la percepisca. Impegno, valore, persone