Le Calandre, tre stelle Michelin dove sentirsi a casa della famiglia Alajmo
Ricordo la prima volta che ho varcato la soglia del ristorante Le Calandre, tre stelle michelin dal 2002, gestito con amore e cura dalla famiglia Alajmo e situato a Rubano, in provincia di Padova.
A condurmi in questo ristorante è stata letteralmente la fame di scoperta. Avevo già mangiato più volte al Bistrot Quadrino, al Ristorante Quadri, bevuto e fatto aperitivi al Grancaffè Quadri e, finché è rimasto aperto il Fondaco, al loro bar Amo… e continuo ad esserne una cliente innamorata.
La prima volta che ho pranzato a Le Calandre era un periodo post covid e portai con me i miei amici fidati e mia figlia. Fin da subito la disponibilità di modifiche data la bimba e la dieta che facevo al tempo, ha rappresentato con calore l’educazione e la raffinatezza del personale e della filosofia accogliente che contraddistingue questo ristorante. Ripenso con piacere e goduriosità quella mia prima esperienza.
Quel pranzo mi ha portata a voler tornare più volte per scoprire la cucina in modo più approfondito e poter godermi un pasto elegante e raffinato come pochi.
Negli anni ho provato i vari menù degustazione e ogni volta la cucina è stata disponibile ad eventuali cambi dettati dalla mia allergia; attenzione e cura che anche oggi si è verificata… e non è stata una “cosa” da poco.
Tra me e un mio amico, le modifiche o, in alcuni casi, i cambi piatti, non sono state poche ne semplici.
Un vero ringraziamento va a Giandomenico Ruggiero, maître e direttore, e a tutto lo staff di sala perché ha reso possibile agli altri commensali di poter degustare il menù “Raf” e anche di scoprire altre chicche grazie proprio alle allergie presenti.
Inoltre, la cura e la solarità verso mia figlia rappresentano un altro tassello che identifica l’accoglienza e il calore – in abbinamento alla professionalità e alla competenza- che rendono il pasto davvero piacevole ed elegante.
Andiamo ai piatti… non vi parlerò ne condividerò tutte le foto dei piatti (le trovate poi nei vari post che farò sui social); ci tengo a raccontarvi in poche righe ciò che anche oggi ha confermato l’elevato livello di sala e cucina.
Il servizio credo si capisca che è stato ineccepibile, completo, preciso e non impettito o freddo.
Fin dall’antipasto -dal nome VIBRAZIONI DI NUDO E CRUDO – ho trovato una presentazione intrigante, interessante e giocosa che ben collimava con il piatto proposto e l’importanza dei sensi (aspetto che ho ritrovato anche in altre portate, come nel primo piatto SUONO N’UOVO o nella seconda portata HOT-DOG DI BRANZINO E CRUDO DI CAPASANTA ALLA BOTTARGA DI TONNO CON CALDO FREDDO DI SARDELLA E PREZZEMOLO). Estro e bontà si fondono con due aspetti spesso dimenticati: stimolare e mangiare anche con gli altri sensi e godersi un pasto di alto livello ma anche con il sorriso e una sorta di gioco culinario.



Intramontabile e davvero sempre squisito anche uno dei piatti storici di questo ristorante, ovvero RISOTTO “PASSI D’ORO” Una declinazione del risotto zafferano e liquirizia dedicata all’opera di Roberto Barni esposta agli Uffizi.
E, nella portata finale, ho amato il dolce SFOGLIA CON COMPOSTA DI PEPERONI, ASPARAGI CARAMELLATI E GELATO AL MIELE E ZAFFERANO.



Anni fa, proprio durante un pranzo al Ristorante Quadri di Venezia, ho potuto conoscere lo chef Massimiliano Alajmo che mi ha mostrato la cucina (mamma quanto amo questo mondo) e mi ha presentato la sua filosofia.
Negli anni, e anche oggi, continuo a ritrovare le sue parole, la sua capacità, il suo estro e la sua passione nei piatti che propone e questo mi entusiasma sempre ed è un sinonimo di qualcosa che prosegue nel tempo, che si consolida e che, contemporaneamente, continua ad evolversi generando anche nuovi stimoli e nuove idee gastronomiche da far assaggiare ai clienti.
Dare valore e intensità ai sensi, in quest’esperienza all’udito in particolare- significa davvero mangiare e scoprire a tutto tondo un piatto.
“Tirando le somme”, Le Calandre rimane un ristorante eccelso, dove godersi un pranzo come pochi e dove la cucina e la sala ti portano a vivere un’esperienza davvero intensa e coinvolgente.
Max -accompagnato al suo sous chef Michele Cremasco- si conferma tra i miei chef preferiti e sono sicura che nei prossimi anni andrò a godermi nuovamente dei classici di questo ristorante ma anche a scoprire sicuramente dei nuovi quadri gastronomici edibili.

