Recensione di “Vite Sospese”
- Titolo: Vite Sospese
- Autore: Rosario Galli
- Casa editrice: Le Storie Editore
Cari lettori, poche settimane fa mi hanno regalato un libro molto introspettivo e riflessivo…
Trascorriamo tutta la vita nell’attesa, sospesi in una dimensione di astrattezza, tra ciò che non è più e ciò che non è ancora. Sono Umberto Tortolini, ho 68 anni, sono solo in casa, c’è un silenzio perfetto, assoluto mentre vago per le stanze…
Tutto inizia nel mese di marzo del 2020, tempistica conosciuta in tutto il mondo e questo libro si estende proprio lungo questo periodo storico che ha segnato un cambiamento netto.
Cambiamento -riflessione- che avviene ai personaggi e, inevitabilmente al lettore che si cimenta in questa lettura.
In una sorta di diario, fuso a momenti di monologo e molto altro, i due protagonisti narrano le loro emozioni che toccano veramente e creano legami e sinergie.
A tratti, proprio per i sentimenti impressi, sale un nodo in gola e anche qualche lacrima; inevitabile non empatizzare, almeno per me. In altri, soprattutto nella parte del monologo, mi è spuntato anche un leggero sorriso.
Il tempo… il tempo storico a noi conosciuto, il tempo intimo di riflessione personale, di analisi privata, di confronto con se stessi e di crescita o cambiamento.
Ma anche il tempo di mettersi nei panni degli altri, di capire che facciamo parte di una società, di un mondo complesso, fatto di emozioni differenti. Personalità sempre uniche, fragilità e paure.
Il tempo che scorre, la vita che è un eterno funambolo alle intemperie della vita, l’essere umano che spesso si sente abbandonato, isolato, il solo a vivere determinate emozioni.
Ogni giorno, o quasi, ci arriva almeno una volta una domanda: “come stai?”
“Tutto ok”, “bene”, “nella norma” e altre frasi simili.
Ma quante volte, forse la maggior parte, la risposta sincera sarebbe diversa, delicata, profonda, triste?
E cosa possiamo fare per uscire dai nostri limbi? Dai loop dei pensieri?
Qui, tramite il testo, arriva l’arte -il teatro in particolare- come possibile aiuto, punto di cambiamento, di avanzamento.
L’arte, come la pittura, la poesia, la scrittura, la scultura, la musica, etc… per me è il modo di espressione più libera e spesso inconscia, è identità, ricerca e scoperta e va continuamente coltivata in ognuno di noi, ognuno con le sue peculiarità.
Di fronte alle lancette che avanzano, all’incognita della vita, alla paura che possa succedere qualsiasi cosa di brutto, forse dovremmo ascoltare e non sentire semplicemente.
Forse, proprio per quello che penso della vita, mi sono trovata emotivamente coinvolta e intimamente interessata alle pagine che ho trovato in “Vite Sospese”…
Alla parte emotiva si aggiunge la parte tecnica espressa tramite una scrittura che cattura, un intreccio di più “palchi” e stacchi che coinvolgono, si fondono e creano uno spettacolo di testo.
Ora tocca a voi, alla prossima recensione, la vostra Ele


