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Recensione di “La poesia è relazione”

Ricordo la prima volta che incontrai l’autore. Era un autunno e mi trovavo in Umbria dove la mia casa editrice teneva un reading poetico durante il quale io avrei presentato un mio libro, il quinto. Era una giornata piovosa, a tratti malinconica. Mi trovavo in quella sala ad ascoltare i miei colleghi e, tra tanti poeti, c’era anche lui. 

Mi piacque molto quello che decantò e pensai che si trattata davvero un bravo poeta.

La nostra prima conoscenza si fermò a quei brevi attimi in cui io ascoltai lui.

Il secondo incontro ci fu al Salto 2024, durante il quale lui lesse un testo mentre io, in piedi, ascoltai le sue parole. Anche in quest’occasione, da brava timida la quale sono, non mi esposi e tenni per me i complimenti che si meritava.

La terza volta fu qualche giorno fa, sempre al Salto. Probabilmente, se lui non avesse preso la parola, anche in quest’occasione io avrei ascoltato, osservato e poi taciuto.

Così, grazie alla maturità e alla socievolezza di Stefano, ci scambiammo i rispettivi libri.

Il giorno successivo, inizia subito a leggerlo. Non avevo con me i post-it ma un’agenda. Strappai un foglio e ne feci delle piccole striscioline da inserire tra una pagina e l’altra… non vi dico quanti suoi testi mi piacquero; vi basti sapere che non sono pochi.

L’essenza della poetica e della percezione della vita come dovrebbe essere, è tutta racchiusa nel titolo di questa composita raccolta che Stefano Sorcinelli ci dona con disarmante semplicità. Perché semplice è – o vuole che sia nonostante le inevitabili avversità – la vita, di cui basta cogliere gli aspetti più belli e positivi ch’essa offre. Si vota, Stefano, alla ricerca della bellezza, del mistero ch’essa cela indagandola e ridestandola nelle piccole cose della quotidianità; una bellezza che gli procura estasi e che coniuga con la Cultura – che è anche rapporto con gli altri – creando un dualismo laddove una non può prescindere dall’altra, perché cultura vuol dire ricerca della bellezza e, dunque, arricchimento di noi stessi. (dalla prefazione di Bruno Mohorovich)

“La poesia è relazione”, il suo ultimo libro, è suddiviso in tre capitoli: poesia, haiku e aforismi.

Tre differenti forme d’espressione, tre modi di esprimersi e di narrare donando al lettore calore, emozioni, riflessioni e anche speranze, alternando anche dei momenti di tristezza.

Come primo aspetto voglio farvi sapere che mi sono ritrovata in molti testi dell’autore. Sia nel romanticismo sia nella solitudine.

Inoltre, ho amato come una poesia “prolissa” potesse diventare incisiva nella forma haiku; questa sua capacità espressiva è davvero stupenda, degna di nota e di talento.

Attraverso i suoi testi ho potuto scoprire parti di Stefano ma anche estratti di me.

La sua infanzia, la bellezza che ha la natura per lui, l’importanza di vivere e di amare.

Ho aperto questo libro con la curiosità di scoprire, oltre che l’autore, se il titolo fosse adatto. 

Mi sono ritrovata di fronte all’essenza di una vita, ad una filosofia, a un sentimento condiviso, a un’empatia totale. La poesia è relazione con il mondo, a tutto tondo. Con la natura, con le emozioni, con il nostro vissuto, i sogni, i desideri, i dolori, il tempo.

E senza la poesia io non avrei conosciuto Stefano, non avrei scoperto i suoi testi e non sarei qui ora a scrivere di lui e comunicare con voi.

Dunque, è proprio vero che la poesia è relazione… la più intensa e intima.

Fossi in voi non mi farei sfuggire questo gioiello delicato e vivo.

Grazie all’autore per avermi dato l’opportunità di perdermi tra i suoi testi e poi ritrovarmici.

Alla prossima recensione, la vostra Ele

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