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Recensione di “Ragazzo, uomo e Nemo”

Buongiorno amici, oggi vi parlo della quarta lettura dell’anno.

Ieri sera e sta notte mi sono dedicata a questo nuovo libro che parla di crescita, di consapevolezza, della durezza della vita ma anche dell’accettazione di noi stessi senza riserve.

Un ragazzo intraprende un viaggio accompagnato dalla sua valigia rossa piena di ciò che gli serve fisicamente ed emotivamente anche se fatica ad accettarlo.

Parte per andare da un ragazzo che ha conosciuto in chat e da lì, tappa dopo tappa, tra Europa, Asia ed Africa, inizia ad affrontare il mondo da solo, con le sue capacità cercando fondamentalmente un posto, un luogo dove sentirsi accettato e dove capire chi è e com’è.

Sinceramente non sapevo cosa mi avrebbero riservato queste pagine e, arrivata alla fine, mi sono rimasti pensieri di riflessione su cosa volessi davvero scrivere in queste righe e forse ho trovato la risposta tanto cercata.

L’autore parla dell’omosessualità facendo notare come ancora oggi sia spesso denigrata nelle famiglie ma accettata da chi non conosce nemmeno chi siamo.

Vi è ancora la paura del giudizio, della insulsa vergogna e il bigottismo di non riuscire a rispettare ogni individuo. Ma ritengo che questo libro non sia incentrato su questo ma che sia solamente un argomento laterale.

Ragazzo, uomo e Nemo” potrebbe benissimo intitolarsi “Ragazza, donna e Nemo” perché, anche se il protagonista è indubbiamente un ragazzo, ciò che l’’autore credo voglia lasciare al lettore, non ha genere ma si rivolge a tutti, indipendente dal sesso e dalla preferenza sessuale.

Chi siamo? Chi vogliamo essere? Cosa vogliamo lasciare al mondo? 

Tante domande. E ancora altrettante che prendono vita durante la lettura.

In questo viaggio intercontinentale c’è la corrispondenza emotiva, riflessiva di un percorso interiore e dei dolori della vita.

In tutta la lettura persiste la solitudine, l’anarchia di questo stato emotivo che sinceramente credo sia propria di molti individui che faticano ad accettarla.

Dario invece l’enfatizza, la mette al centro, e la decora descrivendola senza freni.

“Mette in piazza” ciò che sente, che percepisce.

Con una scrittura fluida, sincera, diretta, l’autore destabilizza, fa accrescere anche un senso d’angoscia che porta a riflettere tramutando questa storia in una sorta di romanzo filosofico extra tempo.

Un percorso fisico ed emotivo che inevitabilmente, conscio o inconscio che sia, capita a ognuno di noi.

Complimenti a questo autore, mio coetaneo, che non ha paura di lasciare il segno.

Biografia: Damiano Dario Ghiglino (Genova, 1990) ha pubblicato “Paradisi senza luce” (2013),  “Nessuna pietà per gli angeli borderline” (2015) , “Il ritorno dal mondo delle idee” (2017) e “Il sole d’agosto sopra la Rambla” (2017)

A presto 

La vostra Ele

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